Decreto Rilancio: emendamenti su Ecobonus, IVA e fiscalità per il sostegno al comparto auto

Nel Decreto Rilancio del Governo numeri punti riguardano il settore auto, pesantemente colpito dal calo della domanda durante l’emergenza Coronavirus.

Riuscirà il settore dell’auto a risollevarsi dopo le lunghe e drammatiche settimane di lockdown dovuto alla pandemia da Covid-19? I riflettori sono tutti puntati sul Parlamento, che ha sul taccuino delle priorità l’approvazione, e l’imminente entrata in vigore, del Decreto Rilancio, ovvero l’insieme di misure volte alla ripartenza del Paese in una fase altrettanto, se non di più, delicata rispetto al periodo di chiusura pressoché totale di gran parte delle attività industriali, commerciali e dei servizi. Delle quali, come è noto, fa parte l’intero comparto automotive, che per ampiezza dell’indotto è uno dei settori colpiti in maniera più pesante dall’emergenza da Coronavirus.

Fra le “voci” in esame del Decreto Rilancio, numerosi sono i “punti” che riguardano il sostegno al settore automotive: fra le altre, si segnalano ulteriori somme da destinare agli incentivi all’acquisto di autoveicoli “green” (Ecobonus), nuovi Bonus Mobilità (uno dei quali rivolto al periodo 2021-2024), provvedimenti per l’installazione agevolata di sistemi domestici per la ricarica delle batterie di auto elettriche ed ibride plug-in, il finanziamento di un “hub” di ricerca (a Torino) per l’innovazione nel campo della nuova mobilità sostenibile, e misure di promozione della bicicletta nelle aree urbane. Dunque, con le relative modifiche al Codice della Strada.

Ulteriori modifiche in discussione

In più, nelle ultime settimane le forze politiche di maggioranza e di opposizione hanno avanzato ulteriori richieste, tutte rivolte al sostegno del comparto auto nazionale. E lo fanno attraverso la presentazione di numerosi emendamenti al Decreto, di imminente discussione in Parlamento.

Di seguito i principali argomenti

  • Diminuzione dell’IVA all’acquisto
  • Maggiori risorse da destinare all’Ecobonus
  • Ulteriori incentivi per l’acquisto di vetture benzina e diesel
  • Nuovi fondi per le vetture ad alimentazione alternativa
  • Sconti per l’installazione dell’impianto GPL e metano
  • Buoni per l’acquisto delle auto nuove in giacenza
  • Misure fiscali in aiuto ai consumatori.

Iter complesso

Complessivamente, gli emendamenti proposti dal Parlamento sono quasi 1.300. L’iter di esame, discussione ed eventuale approvazione di ciascuna modifica al decreto è, come sempre avviene in materia di manovre sottoposte all’esame parlamentare, piuttosto articolato. Dopo le fasi preliminari, che avevano avuto inizio lo scorso 26 maggio con le audizioni al Ministero dell’Economia congiuntamente alla Commissione Bilancio del Senato, i lavori sono proseguiti nel ciclo delle audizioni, nella definizione del numero massimo di emendamenti e nelle dichiarazioni di inammissibilità, nelle presentazioni dei ricorsi, nella segnalazione degli emendamenti da votare e discussioni relative. Questi i prossimi step:

  • 15 giugno: votazione sugli emendamenti da parte della Commissione Bilancio della Camera
  • 24 giugno: esame del parlamento per la conversione in legge degli emendamenti.

No: di una “abolizione del bollo auto” (o quanto meno, una riduzione o, in alternativa, una sua “diluizione” nel prezzo del carburante alla pompa, magari al posto, totalmente o in parte, delle accise che da decenni gravano sui carburanti che mettiamo nel serbatoio), diciamo subito che sembra che non se ne sia parlato. Stiamo “tranquilli”, dunque: la tassa di proprietà sul veicolo dovrebbe rimanere (seppure, proprio per l’emergenza da Coronavirus, la scadenza dei pagamenti dell’”odiata tassa” è stata prorogata di diverse settimane, a seconda di quanto deciso dalle singole Regioni). Mettiamoci l’anima in pace, quindi, anche se l’essere smentiti ci farebbe in questo caso piacere. Ciò detto, esaminiamo i principali emendamenti proposti dalle forze parlamentari.

Le richieste presentate dalle forze politiche

  • IVA all’acquisto. A firma, fra gli altri, di esponenti del Gruppo Misto, riguarda la diminuzione dell’IVA sul “nuovo” dal 22% al 18%. Ciò, per lo meno relativamente al secondo semestre di quest’anno (dal 1 luglio al 31 dicembre 2020). Se questo emendamento venisse accolto, a favore delle tasche dell’acquirente ci sarebbe già un primo sostanziale risparmio
  • Maggiori risorse per l’Ecobonus. In questo caso, sono diversi gli esponenti (di maggioranza come di opposizione) che chiedono la messa a disposizione più ampi plafond – oltre ai 70 milioni di euro per il presente 2020, ed altri 70 milioni per il 2021 – per l’acquisto di autoveicoli a basse (o del tutto assenti) emissioni di CO2 allo scarico. Dal Gruppo Misto si chiede che alle somme 2020 vengano aggiunti 95 milioni di euro, e ulteriori 180 milioni per il 2021, in modo da mettere a disposizione dei nuovi acquirenti di vetture aventi meno di 60 g/km di emissioni di CO2 un totale di, rispettivamente, 165 milioni e 250 milioni di euro. Un emendamento della Lega si spinge oltre: il suo emendamento chiede 150 milioni di euro in più “in quota” 2020 e 200 milioni di euro in più per il prossimo anno. Dal Pd si chiede 200 milioni di euro aggiuntivi per quest’anno e 50 milioni di euro in più per il 2021
  • Benzina e diesel, GPL e metano e mild-hybrid: 4.000 euro anche per loro. Un’altra richiesta che potrebbe far piacere tanto alle Case costruttrici quanto ai clienti finali è quella presentata da esponenti “dem” e rivolto alle vetture benzina e gasolio, metano e GPL ma anche mild-hybrid, cioè quelle normalmente – siccome superano i 60 g/km di emissioni di CO2 – non sono “incentivate” da alcun Ecobonus all’acquisto tuttavia hanno la classe di emissioni Euro 6: uno sconto di 4.000 euro (con rottamazione di un’auto con oltre 10 anni di anzianità) e 2.000 euro (senza rottamazione) per il 2020; e, con le stesse modalità tuttavia con emissioni di diossido di carbonio comprese fra 61 e 95 k/km, rispettivamente 3.000 euro e 1.500 euro per il 2021
  • Un bonus di 3.000 euro all’acquisto per tutte le auto eco friendly. Un emendamento presentato da Forza Italia, e tre proposte avanzate da Lega, Gruppo Misto e nuovamente Forza Italia, riguardano tutti gli autoveicoli di nuova produzione e che possiedano un tipo di alimentazione elettrificato o alternativo, dunque metano, GPL, ibride, ibride plug-in, 100% elettriche, a idrogeno ed alimentate a biocarburanti. Per tutte questi sistemi di propulsione, i quattro emendamenti chiedono uno sconto di 3.000 euro (con rottamazione) oppure 1.000 euro (senza rottamazione) all’acquisto. Con due vincoli: che, cioè, la vettura venga immatricolata entro il 30 aprile 2021, e che il prezzo di listino (IVA esclusa, quindi) sia inferiore a 18.000 euro. M5S ed Italia Viva chiedono l’introduzione della terza fascia di emissioni (quella, cioè, da 61 a 95 g/km di CO2 tanto attesa dalle Case costruttrici e dalle Associazioni di rappresentanza della filiera automotive) per auto elettriche e ibride plug-in, nella misura di 2.000 euro (con rottamazione di una vettura da Euro 0 ad Euro 4) o 1.000 euro (senza rottamazione): le somme da stanziare, in questo caso, sarebbero di 150 milioni per il 2020 e 370 milioni di euro per il 2021
  • Sconti per l’installazione di un impianto a gas. Dal MoVimento 5Stelle arriva la proposta di incentivo (mediante credito d’imposta dall’installatore) per 600 euro e 900 euro e valida dal 2020 al 2022, finalizzata alla trasformazione, a GPL e metano, di un’autovettura benzina e diesel Euro 4 od Euro 5
  • Uno sconto per smaltire l’invenduto. Due emendamenti presentati da Forza Italia puntano sulla richiesta di un “bonus” di 1.000 euro (con rottamazione) per l’acquisto di una nuova auto, prodotta prima del 25 marzo 2020, che venga immatricolata dal 4 maggio al 31 dicembre 2020 e che abbia un prezzo di listino inferiore a 30.000 euro. La proposta è chiara: si intende facilitare lo smaltimento degli invenduti attualmente a carico di concessionarie e Case costruttrici. Pd, Italia Viva e Liberi e Uguali chiedono a questo proposito, per il secondo semestre 2020, l’erogazione di un contributo di 2.000 euro (e che venga almeno raddoppiato dalla Concessionaria) con rottamazione di una vetture di almeno dieci anni, per le nuove autovetture benzina e diesel Euro 6 e con valori di emissioni superiori a 60 g/km; e, per il 2021, un bonus di 1.000 euro (500 euro senza rottamazione) e con la medesima somma aggiuntiva da parte della Concessionaria, per l’acquisto di nuove auto ma con emissioni fino a 95 g/km
  • Fiscalità, assicurazioni e disabili: le proposte. In materia di Rc Auto, un emendamento di Forza Italia prevede la proroga della durata del contratto assicurativo di un numero di giorni pari alla durata dei provvedimenti che hanno ridotto la mobilità a causa della pandemia da Coronavirus, e relativamente alla riduzione della percorrenza riferita ai valori medi registrati dalla “scatola nera”. Riguardo alle tasse, la Lega chiede più detrazioni fiscali e deducibilità a favore delle Concessionarie, nonché la sospensione del provvedimento di Ecotassa per il triennio 2020-2022 e la cancellazione, per il medesimo periodo (2020, 2021 e 2022) del pagamento della Ipt (Imposta provinciale di trascrizione) per le vetture di nuova immatricolazione e per i passaggi di proprietà (in quest’ultimo caso, a beneficio anche delle auto diesel fino ad Euro 5). Da segnalare, infine, le proposte (avanzate da Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia) di aumento della cilindrata e della potenza (dai limiti attuali – 2.0 per le vetture benzina ed ibride, 2.8 per le auto a gasolio e 150 kW per le auto elettriche – si passerebbe a, rispettivamente, 3.0, 3,5 e 180 kW) a favore delle autovetture provviste di adattamenti ai comandi di guida per gli automobilisti invalidi e che sono soggette all’IVA al 2%.

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