Auto storiche: domani a Roma il convegno dell’ASI

Si parlerà anche di fiscalità e diritto al convegno organizzato dall’ASI per fare il punto sulla situazione di chi colleziona veicoli storici.

Si parlerà anche di fiscalità e diritto al convegno organizzato dall’ASI per fare il punto sulla situazione di chi colleziona veicoli storici.

Si terrà domani 16 novembre a Roma, presso la Sala della Promoteca in Capidoglio, il sesto Convegno Nazionale sui Veicoli d’Interesse Storico e Collezionistico. L’evento è organizzato dall’ASI (Automotoclub Storico Italiano) in collaborazione con il CISA, Centro Italiano di Studi Amministrativi ” Ignazio Scotto”.

Il tema del convegno sarà “Legislazione italiana e profili di diritto comunitario” e sarà presieduto da Pasquale de Lise e da Paolo Salvatore, presidenti emeriti del Consiglio di Stato.

Al centro dibattito ci sarà quindi il tema della fiscalità dei veicoli d’epoca, ma si parlerà anche di circolazione, di diritto nazionale e internazionale e degli aspetti culturali di cui le auto storiche sono portatrici, a conferma dello stretto legame che i mezzi a motore hanno con la storia e la cultura di un paese.

Il Convegno arriva in una fase in cui si parla sempre più di possibili accertamenti fiscali nei confronti dei possessori di veicoli d’epoca, con il rischio, come successo più volte in passato, che a questi ultimi venga attribuito un valore superiore a quello reale di mercato.

All’ordine del giorno ci sarà anche l’aumento della periodicità delle revisioni per i veicoli storici, che in Italia devono sottostarvi ogni due anni, mentre in altri paesi esse sono state abolite o hanno cadenza quadriennale.

Il confronto di domani, sottolineano gli organizzatori, servirà da base per delle future iniziative che avranno come obiettivo la salvaguardia del patrimonio storico-motoristico italiano.

Si tratta di una risorsa preziosa per la memoria storica, per la cultura e per l’economia dell’Italia ma che, a causa di possibili scelte penalizzanti da parte del Legislatore, rischia di subire un vero e proprio impoverimento dovuto alla scelta di molti collezionisti di vendere all’estero alcuni dei pezzi a più alto valore.

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