Coronavirus: il Salone di Pechino 2020 è stato rinviato

Restrizioni agli spostamenti e la difficile situazione del comparto automotive alla base della scelta che segue lo spostamento del GP di Cina di F1.

L’epidemia di coronavirus COVID-19 rende oltremodo delicato anche il comparto automotive in Cina: l’ultima notizia di settore (in ordine di tempo) riguarda il rinvio, a data da destinarsi, del Salone di Pechino 2020. La principale rassegna cinese dedicata alle novità di mercato, inizialmente programmata dal 21 al 30 aprile prossimi, ha subito una posticipazione: gli organizzatori hanno imputato alla difficile situazione sanitaria e logistica la necessità di spostarne l’effettuazione. Un provvedimento analogo era stato adottato anche per il GP di Cina di F1 (Shanghai), a suo tempo inserito per il 19 aprile: immediata vigilia, dunque, del Salone di Pechino, che ha cadenza biennale. Ed è sotto i riflettori anche il GP del Vietnam, in programma il 5 aprile.

Gli spostamenti da e verso la Cina e lo “stop” a molti collegamenti aerei già disposti da diverse Compagnie aeree, e l’incertezza sul pronto sviluppo di un vaccino sono fra i motivi-chiave che comportano la decisione di spostare in avanti, per non cancellare del tutto, alcuni dei principali eventi di settore in Cina.

Un’altro colpo per l’industria cinese

Il rinvio del Salone di Pechino 2020 è, tuttavia, un altro duro colpo che l’epidemia virale dell’inverno 2019-2020 (ricordiamo che il nuovo coronavirus è stato, all’inizio di febbraio 2020, isolato da una équipe di ricerca in forza all’Istituito Spallanzani di Roma) – dalle conseguenze ancora più gravi, per numero di vittime e di contagi, anche rispetto alla SARS del 2003-2004 – provoca sull’industria cinese e sull’indotto. L’edizione 2018 del Salone aveva richiamato circa 820.000 visitatori e 1.200 espositori, provenienti da tutto il mondo; nelle prime settimane di quest’anno, il lungo fermo alle attività di produzione per il comparto automotive ha causato pesanti ripercussioni, anche a causa del fatto che nella provincia dell’Hubei (epicentro dell’epidemia del virus), ed in particolare nel territorio distrettuale di Wuhan, sono collocati gli insediamenti produttivi di alcuni “big player”: i quartier generali di Dongfeng Motor Corporation (secondo “colosso” cinese, forte di una produzione che supera 4 milioni di veicoli all’anno a marchio Dongfeng, Honda, Renault e Nissan, Infiniti, Citroen e Peugeot, Kia e Yulon e unità motrici Cummins); SAIC, che produce modelli a marchio Cadillac, Buick e Chevrolet in virtù di una joint venture con General Motors; riguardo all’indotto, sono presenti Bosch, Valeo, Faurecia, BorgWarner.

Il Salone di Ginevra è confermato, disposte misure speciali

In Europa, dove per le conseguenze del nuovo coronavirus il Mobile World Congress di Barcellona (rassegna internazionale sulle nuove tecnologie prevista per il 24 febbraio) è stato annullato, l’imminente Salone di Ginevra 2020 rimane confermato nelle date di effettuazione, vale a dire (per il pubblico) da giovedì 5 a domenica 15 marzo. Gli organizzatori della “dieci giorni” del PalExpo sulle rive delLago Lemano hanno tenuto ad informare l’opinione pubblica che, mentre da una parte si tiene sotto controllo l’evolversi della diffusione del virus in Europa, dall’altra parte saranno poste in essere misure straordinarie: dalla costante pulizia alla disinfezione quotidiana delle aree più affollate del quartiere fieristico di Ginevra. In funzione dei dati in possesso agli organizzatori, su 600.000 visitatori in media, il Salone di Ginevra ne richiama circa l’1% da Paesi extraeuropei; in Svizzera, per di più, non si sono avuti casi di contagio ed i viaggi non sono sottoposti ad alcuna restrizione.

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