Rc Auto familiare: ecco come funziona

Il 16 febbraio entrerà in vigore la nuova norma sulle assicurazioni: un sondaggio rivela che milioni di italiani non hanno ben chiaro in cosa consiste.

Verso il “rush finale”: dalla metà di febbraio, la “RC Auto familiare” (così è stata battezzata nel decreto fiscale 2020 che ne fissa le condizioni di applicazione) entrerà in vigore. Di fatto, la differenza sostanziale dal decreto Bersani sulle liberalizzazioni (legge n. 248 del 4 agosto 2006) consiste nel trasferimento della migliore classe di merito, fra i veicoli di proprietà di uno stesso nucleo familiare, a prescindere dalla loro categoria. In altri termini: mentre l’attuale normativa prevede il trasferimento della classe “auto su auto”, ed esclusivamente quelle che entrano per la prima volta nel “parco auto” della famiglia, con la nuova RC Auto familiare (operativa dal prossimo 16 febbraio 2020), tale possibilità si estende anche alle moto ed agli scooter (finora, chi voglia aggiungere una “due ruote” alla propria autovettura deve ripartire dalla quattordicesima classe).

Occhio al “supermalus”

Il vantaggio, per i consumatori, sarà potenzialmente concreto (contando sul fatto che nella determinazione dei premi Rc Auto non si verifichi una “corsa al ritocco” in alto): si pensi all’esempio citato, nel quale – appunto – il trasferimento della classe di merito venga “proiettato” dall’auto alla moto (che quest’ultima sia nuova oppure usata). C’è tuttavia una clausola da non sottovalutare; anzi, da tenere ben presente, e riguarda l’attribuzione su una “super-malus” che andrebbe a colpire, penalizzandone di cinque posizioni la classe di rischio, chi provochi un incidente da oltre 5.000 euro di danni con il veicolo “aggregato” per usufruire della riduzione del premio.

Il vantaggio, per i consumatori, sarà potenzialmente concreto (contando sul fatto che nella determinazione dei premi Rc Auto non si verifichi una “corsa al ritocco” in alto): si pensi all’esempio citato sopra, nel quale  il trasferimento della classe di merito venga “proiettato” dall’auto alla moto (sia che quest’ultima sia nuova oppure usata).

Un sondaggio rivela che non tutti sanno come funziona

Quanto sopra evidenziato è utile ad illustrare – in estrema sintesi – le modalità di applicazione della nuova Rc Auto familiare, prima autentica riforma alle assicurazioni auto in più di dieci anni, cioè appunto da quando il “decreto Bersani” entrò in vigore a metà dello scorso decennio. Tuttavia, la nuova misura inserita in un emendamento al decreto fiscale di recente approvazione da parte del Parlamento trova una buona “fetta” di automobilisti italiani indecisi sulle sue essenziali modalità. Lo rivela un’indagine, commissionata dal portale Facile.it ed a cura dell’istituto di ricerca mUp Research. L’indagine, effettuata lo scorso gennaio su un ampio spettro di nuclei familiari italiani, ha messo in luce – riporta una news pubblicata dall’edizione online de La Repubblica – che circa cinque milioni e mezzo di automobilisti non hanno ben chiaro il meccanismo di funzionamento della nuova norma sulle assicurazioni Rc Auto. In termini percentuali, questa cifra corrisponde al 14,1% degli automobilisti intervistati.

Chi non può usufruirne…

Inoltre, il 46,9% degli intervistati (circa otto milioni di famiglie) ha dichiarato che non potrà usufruire del nuovo sistema assicurativo: “rinuncia” in massima parte dovuta al fatto che in famiglia si possiede solamente un veicolo (questa motivazione ha riguardato oltre 5 milioni di intervistati, cioè il 30,6% del campione, con un “picco” del 38,3% nelle regioni meridionali); per il 16,3% degli intervistati (ovvero circa 2,8 milioni di famiglie) la questione non viene presa in considerazione, in quanto tutti i componenti del nucleo familiare in esame sono già nella prima classe di merito, in virtù del non avere causato un sinistro con colpa negli ultimi cinque anni.

… E chi invece accoglierà la nuova norma

Il sondaggio ha altresì messo in luce, ad accoglimento della nuova norma, che il 18% degli intervistati (circa tre milioni di famiglie) si dichiarano in effetti pronti ad usufruire della nuova Rc Auto familiare per trasferire la classe di merito migliore da un’autovettura a una moto (o scooter) o viceversa; e l’intenzione manifestata da un 5,5% del campione inserito nell’indagine è, proprio grazie alla potenziale maggiore convenienza, di acquistare un nuovo veicolo.

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