Ferrari 250 GTO: l’esemplare venduto a 44 milioni ora ha una causa legale

Un esemplare della vettura dal valore più alto di sempre, nonché l’unica tutelata dal diritto d’autore, è motivo di contesa fra due collezionisti.

Dispute “a molti zeri”, nel settore delle auto storiche di grandissimo prestigio, ce ne sono stati. È tuttavia pacifico pensare che nessuna mai abbia raggiunto il valore di Ferrari 250 GTO, la leggendaria “berlinetta” costruita a partire dal 1962 in 36 esemplari, su progetto originario Giotto Bizzarrini ed allestiti dalla carrozzeria Scaglietti, e talmente “simbolica” nella ultrasettantennale produzione di Maranello da essere stata recentemente riconosciuta come “Opera d’arte” (ad averne decretato lo status, che di fatto ne tutela il diritto d’autore – ed è la prima volta che la legge n. 633 del 1941 sia stata applicata ad un’autovettura – era stato, lo scorso giugno, il Tribunale di Bologna).

Una 250 GTO… che non può muoversi

Cosa può accadere se, ad esempio, un’opera d’arte venga ceduta… incompleta? Uno spartito autografo di Mozart mancante degli ultimi righi di pentagramma? Un dipinto di Raffaello orbato di un “triangolo” di tela? Roba da infarto, se il nuovo acquirente ne viene a conoscenza. Anche perché, oltre all’assoluto valore culturale del manufatto in se (o dell’opera di ingegno intellettuale, se si preferisce), c’è un corrispettivo economico fa far saltare chiunque sulla poltrona. D’accordo che affibbiare valore monetario ad un’opera d’arte ufficialmente certificata non è… elegante; tuttavia, quando decine di milioni di euro sono in ballo, al diavolo qualsiasi “gentlemen’s agreement”. Dev’essere, più o meno, quanto avrà pensato il collezionista inglese Gregor Fisken, che due anni fa avrebbe completato l’acquisto di uno dei 36 esemplari di Ferrari 250 GTO del 1962 prodotti, pagandola 44 milioni di dollari; trovandosi però la sorpresa – ma forse, come vedremo, lo sapeva già; e da lì sarebbero nati i disaccordi con il precedente proprietario – di ricevere la preziosissima “Berlinetta” Scaglietti senza il cambio (che, per inciso, è un cinque rapporti con sincronizzatori Porsche e selettore “a griglia”).

La singolare notizia, riportata nelle scorse ore dal quotidiano londinese Daily Telegraph, indica che la 250 GTO “della contesa” sarebbe stata acquistata dal connaisseur inglese ad un avvocato di Washington, Bernard Carl, per rivenderla immediatamente dopo ad un terzo collezionista, rimasto anonimo. Nocciolo della questione: la 250 GTO sarebbe, appunto, passata di mano fra le due sponde dell’Atlantico senza essere provvista del cambio. Gli avvocati del 55enne enthusiast britannico sosterrebbero, sempre secondo il Daily Telegraph, che egli fosse convinto del fatto che il prezioso comando originale avrebbe potuto essere reperito, e ovviamente consegnato, dall’ex proprietario, appunto Bernard Carl.

Ed ecco la causa: chi paga?

Ne è nata una (ovvia) causa legale, in cui la difesa di Fisken avrebbe sostenuto come egli fosse inizialmente fiducioso che “Il signor Carl si è impegnato ad operare secondo il proprio meglio per far sì che il cambio originale potesse essere recuperato e consegnato, anche perché Gregor Fisken ha accettato di acquistare la 250 GTO senza di esso”. Il clima fra i due sarebbe in effetti salito a temperature roventi quando venne alla luce che il cambio era in possesso di un rivenditore statunitense, il quale – forse fiutato l’affare – avrebbe chiesto una somma di 25.000 dollari per consegnare l’indispensabile componente. I due (Fisken e Carl), nella necessità di dover organizzare il trasporto del cambio della 250 GTO alla volta del Regno Unito, non si sarebbero messi d’accordo su chi di due avrebbe dovuto accollarsi le spese di “rilascio” del cambio, i costi di spedizione e gli oneri doganali. Una disputa che avrebbe raggiunto il proprio apice con la richiesta, avanzata dal precedente proprietario all’acquirente, di ben 500.000 dollari quale “risarcimento” per avere complicato la fase logistica della consegna e come riconoscimento alle minuziose indagini che sarebbero servite per individuare il cambio (che deve possedere i “matching numbers”). La causa sarebbe tuttora in fase di svolgimento: è auspicabile che quanto prima si raggiunga un accordo, anche perché non è bello che una Ferrari 250 GTO rimanga impossibilitata a potere muoversi per colpa di una disputa legale.

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