Green Ncap: ecco le vetture più efficienti

4 stelle ad Arona, 3 stelle ad Octavia, soltanto 2 stelle a Fiat Panda bifuel dai test su controllo emissioni ed efficienza complessiva.

Oltre che sul grado di protezione offerto dai sistemi di sicurezza attiva e passiva installati a bordo dei modelli che vengono sottoposti alle simulazioni di urto (e, quindi, sulla determinazione della capacità fisica di assorbimento degli urti garantita dalle scocche), i tecnici EuroNcap (in questo caso, avvalendosi della collaborazione della Federazione Internazionale dell’Automobile), riuniti nel consorzio Green Ncap – del quale fanno parte gli Automobile club dei Paesi UE: anche l’ACI, dunque – studiano l’efficienza delle vetture dal punto di vista delle emissioni e dei consumi nell’utilizzo reale. Per intenderci: le “Stelle Ncap”, cioè la valutazione sulla sicurezza degli autoveicoli e che fa fede in ambito europeo, vengono altresì assegnate nello studio del rendimento del veicolo dal punto di vista della sua efficienza e del rispetto per l’ambiente.

Green Ncap: come avvengono i test

Ciò avviene, all’atto pratico, su due tematiche di controllo, che vengono ovviamente svolte sulla base dei progressivi cicli di determinazione consumi ed emissioni (attualmente il Wltp): l’indice “Clean Air” e l’indice “Energy Efficiency”, funzionali alla rispettiva efficacia dei sistemi di controllo sulle emissioni, ed in un ampio ventaglio di condizioni pratiche: avviamento a freddo, marcia del veicolo nelle temperature ottimali di lavoro (fra 80° C ed 85° C), varie condizioni di guida (urbano, extraurbano, autostradale), a temperature ambiente ideali (circa 14° C), azionando l’impianto A/C ed i fari e, ove presenti, attivando le modalità di guida “Eco” e “Sport” .

Sotto la lente, una diesel, una bifuel ed una turbodiesel

L’ultima “tornata” di prove del Green Ncap, svoltasi nei giorni scorsi, ha messo sotto i riflettori tre modelli, appartenenti a tre fasce di mercato ben distinte ed equipaggiati con altrettante tipologie di alimentazione: si è trattato di, rispettivamente ed in ordine alfabetico, Fiat Panda bifuel (benzina-metano), Seat Arona (benzina) e Skoda Octavia (turbodiesel).

L’esito dei test

  • Seat Arona 1.5 TSI: 4 stelle Green Ncap. Contrariamente a quanto si potrebbe essere portati a pensare ad una prima occhiata, la palma di modello più efficiente del piccolo lotto di vetture provate dal consorzio Green Ncap è andata a Seat Arona. Dunque, alla vettura provvista di alimentazione “convenzionale” a benzina. Il crossover di taglia “compact” del marchio di Martorell, appartenente alla lineup 1.5 TSI a trazione anteriore ed equipaggiata con cambio manuale, ha messo a segno una eccezionale performance nel controllo delle emissioni (idrocarburi incombusti, monossido di carbonio, ossidi di azoto, particolato e numero di particelle), anche in virtù dell’impiego di un completo dispositivo di post-trattamento dei gas di scarico e del filtro antiparticolato: in termini di valutazione, l’indice Clean Air è 9,8/10. Soltanto “marginale” il giudizio assegnato a Seat Arona 1.5 TSI relativamente alle emissioni di CO nel test di marcia ad elevato carico. L’indice “Energy Efficiency” ha portato alla sufficienza il baby-SUV catalano: 6,1 punti su 10, determinati da prestazioni complessivamente “adeguate” nei test di funzionamento del veicolo, tuttavia – come si accennava – la prova di funzionamento in ambito autostradale ad elevato carico ha portato ad una valutazione “marginale”. Complessivamente, Seat Arona 1.5 TSI esce dai test con 4 stelle Green Ncap: ottimo risultato per una vettura a benzina.
  • Fiat Panda bifuel: 2 stelle Green Ncap. Soltanto un anno fa, la declinazione benzina-metano della popolarissima “segmento A” da lungo tempo leader di vendita in Italia era stata indicata dall’Ecotest svolto dall’Adac (l’Automobile club tedesco) nell’arco di alcuni mesi, come uno dei modelli più efficienti dal punto di vista delle emissioni. Un motivo di orgoglio per l’industria nazionale, tuttavia presto “ridimensionato” da un discusso crash test EuroNcap, dal quale Fiat Panda era uscita con le ossa rotte. Intendiamoci: i tecnici di Bruxelles non avevano fatto altro che applicare i propri parametri di valutazione, costantemente aggiornati e, dunque, sempre più “stringenti”. A dieci mesi di distanza, e dopo un precedente test svolto sulla versione benzina Euro 6b, ecco la seconda doccia fredda: “soltanto” 2 stelle Green Cap. Fiat Panda 0.9 TwinAir bifuel metano-benzina Euro 6d-Temp, indica Ncap, se fatta funzionare a benzina (“Nella maggior parte delle fasi di marcia, in quanto i serbatoi per il gas naturale sono da 12 kg e quello per la benzina contiene 35 litri”), comporterebbe emissioni di particolato “Estremamente elevate: oltre venti volte superiori rispetto alla modalità di marcia a metano nel caso del test a motore freddo”. Le condizioni potenzialmente peggiori per un autoveicolo, insieme al test di marcia ad elevato carico che, va detto, ha fatto sentire il proprio peso anche sulle altre due vetture sottoposte ai test. Ad incidere sul giudizio finale, dunque, avrebbero concorso diversi parametri: la capienza del serbatoio della benzina quasi tre volte superiore rispetto a quelli per il gas naturale, che “Portano i conducenti ad utilizzare entrambe le tipologie di alimentazione” e – appunto – una “marginale” efficienza energetica. L’azione “mitigatrice” del metano, che “Tiene positivamente sotto controllo le emissioni” non avrebbe compensato le penalizzazioni a danno delle fasi di marcia a benzina.
  • Skoda Octavia 2.0 TDI: 3 stelle Green Ncap. Mentre la quarta generazione della “segmento D” boema si accinge al debutto, i tecnici Ncap hanno sottoposto ai test di efficienza, consumi ed emissioni l’attuale terza serie. Nello specifico, l’esemplare oggetto della prova era in configurazione station wagon, ed equipaggiato con l’unità turbodiesel 2.0 TDI 150 CV di origine Volkswagen (come l’intera lineup dei propulsori del Gruppo VAG cui Skoda fa capo), adesso a sua volta ulteriormente sviluppata (versione “Evo”) con il nuovo sistema “Twin dosing” a doppio Scr che promette un ulteriore taglio (-80%) alle emissioni degli ossidi di azoto rispetto alla presente generazione. Quest’ultima, dal canto suo, ha messo in evidenza prestazioni complessivamente buone (merito, indica Ncap, dell’adozione del ricircolo gas di scarico, del sistema di riduzione catalitica selettiva e del Fap). In questo modo, riassume la nota di prova, “Il controllo delle emissioni inquinanti, in particolare degli idrocarburi, del monossido di carbonio e del particolato, è risultato buono”. Ad un indice “Clean Air” di 6,7 su 10 ha inciso in massima parte uno “Scarso controllo” alle emissioni degli ossidi di azoto nel test di marcia in autostrada a carico elevato: in questa fase, “Le emissioni sono state così elevate che la vettura non ha riportato alcuna votazione”. “Tre stelle” Green Ncap anche relativamente all’indice di efficienza energetica: le performance sono state “Adeguate” nella maggior parte di test (laddove, peraltro, Skoda Octavia Wagon 2.0 TDI ha riportato valori di emissioni di CO2 “Molto vicini ai 139 g/km dichiarati”) e “Marginali” nelle prove a carico elevato.

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