Ferrari: c’è un V12 più efficiente nel suo futuro?

Un brevetto relativo a due sistemi di iniezione, depositato negli USA, potrebbe determinare un nuovo percorso alternativo all’elettrificazione.

Se da una parte Ferrari procede con le proprie strategie di elettrificazione per la gamma V8 (delle quali la nuova SF90 Stradale, presentata alla fine di maggio 2019, rappresenta il modello-capofila), i tecnici di Maranello sembrano voler considerare di primaria importanza, anche dal punto di vista dell’immagine del “Cavallino”, l’architettura V12, da sempre marchio di fabbrica nella ultrasettantennale storia dell’azienda. Finora, l’unica V12 ibrida è LaFerrari – a sua volta frutto di un programma di sviluppo avviato dal prototipo 599 HY-Kers che era stato esposto al Salone di Ginevra 2010 – prodotta in 709 unità dal 2013 al 2016 ed equipaggiata con l’unità V12 6.3 aspirata da 800 CV abbinata ad un motore elettrico da 163 CV. L’evoluzione hi-tech per i più frazionati propulsori del Cavallino potrebbe tuttavia essere finalizzata a mantenere l’alimentazione “convenzionale”.

L’ultimo esempio, in ordine di tempo, arriva in questi giorni dagli Stati Uniti, e dai relativi Uffici federali di deposito brevetti: potrebbe trattarsi, secondo quanto “captato” dal Web, del brevetto di un nuovo motore a 12 cilindri a V, frutto di un engineering inedito e che, secondo alcune indicazioni, sarebbe finalizzato ad un incremento in termini di efficienza complessiva in rapporto all’attuale gamma di unità motrici V12 prodotte a Maranello.

Attenzione alle emissioni

Nello specifico, il progetto sarebbe finalizzato allo studio di due differenti tipologie di combustione, entrambe destinate a mantenere inalterata l’origine di alimentazione pur puntando i riflettori su un risultato tecnico che andrebbe incontro alle esigenze di attenzione alle emissioni di CO2, peraltro recentemente stabilite dalla Commissione Europea attraverso sempre più stringenti limiti alla media del diossido di carbonio prodotto dalle lineup di nuova produzione (95 g/km di CO2 dal 2021, 80 g/km entro il 2025 e 59 g/km entro il 2030).

La prima possibilità: riscaldare più rapidamente il catalizzatore

Il primo studio sull’alimentazione per il nuovo V12 Ferrari consisterebbe in una modica quantità di carburante che verrebbe iniettata nella camera di combustione prima della scintilla, in maniera da dare origine ad una miscela aria-benzina a temperatura più elevata, funzionale cioè ad un più rapido riscaldamento del sistema di catalizzazione una frazione di secondo prima che il motore venga avviato. In questo modo, si otterrebbe una riduzione delle emissioni.

Il secondo progetto: la precamera con candele supplementari

La seconda possibilità avanzata da Ferrari nel progetto del nuovo V12 consisterebbe nel ricorso ad un sistema di iniezione a precamera, collocata al di sopra della camera di combustione principale. Particolarità di questo dispositivo, la presenza di una serie supplementare di candele nella precamera stessa, cui si affiderebbe la determinazione dell’esatta iniezione di miscela aria-benzina da inviare al ciclo di combustione. Con questo sistema, oltre ad un miglioramento della resa dell’unità motrice in termini di efficienza, potrebbe risultare altresì un incremento nelle prestazioni della vettura. Staremo ovviamente a vedere come evolverà la strategia di evoluzione dei motori V12 Ferrari.

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