Ferrari SF90 Stradale: i segreti del powertrain ibrido

La novità PHEV di Maranello rappresenta un “punto” epocale per l’evoluzione dell’engineering Ferrari: scopriamo il cuore di propulsione della supercoupé da 1.000 CV presentata ieri a Fiorano.

Con la nuova SF90 Stradale (“SF” come Scuderia Ferrari; 90 come gli anni dalla sua fondazione, avvenuta nel 1929 e celebrati con una esposizione antologica in svolgimento nella cornice del Museo di Maranello), Ferrari punta i propri riflettori sulle nuove tecnologie di elettrificazione. E lo fa tenendo ovviamente ben presenti i punti di forza che da sempre ne caratterizzano l’imprinting. Vale a dire: massimo affinamento meccatronico, accuratissima ricerca aerodinamica, tecnologie di telaio ed assetto volte al raggiungimento della più elevata dinamica di guida. Considerazione forse un po’ retorica considerata l’immagine che da oltre settant’anni il “Cavallino” si è costruito nel “club” delle ultracoupé a livello mondiale. Ma per intenderci: SF90 Stradale può confermare le attese dei milioni di appassionati del “Cavallino”, per i quali Ferrari vuol dire tanto notevolissima potenza ed una immagine talmente personale che è superfluo anche soltanto il minimo accenno; quanto anche massima espressione della creatività tecnica italiana.

Ferrari segna un nuovo capitolo nella ricerca ingegneristica

È chiaro che la nuova supercar ibrida plug-in, svelata ieri a Fiorano (qui il nostro approfondimento di presentazione) sarà una vettura accessibile a poche “tasche” (al momento del suo debutto sul mercato, previsto per il primo semestre 2020, dovrebbe – il condizionale è quanto mai d’obbligo – costare una cifra nell’ordine di non meno di 500.000 euro: più avanti verranno dettagliati prezzi e dotazioni). Tuttavia, ciò su cui i vertici di Maranello marcano l’accento viene rappresentato da, appunto, una espressione tecnologica “tipicamente Ferrari” ed al passo con i tempi: conditio sine qua non per proseguire ad armi pari la propria competizione industriale (artigianale) con i big player di comparto che hanno già annunciato, o sono in procinto di farlo, le proprie “rivoluzioni eco friendly” all’insegna dell’elettrificazione. McLaren, ad esempio, che nei mesi scorsi aveva aggiornato il proprio piano strategico “Track22”, ribattezzandolo “Track25” con l’obiettivo di giungere entro il 2025 ad una lineup ibrida; o la rivale di sempre Porsche, che nel 2020 debutterà nel comparto “zero emission” con la coupé 100% elettrica Tayca, attualmente in fase di pre-serie.

SF90 Stradale: frutto dell’expertise nelle competizioni

Non che in Ferrari fossero del tutto digiuni dallo studio di alimentazioni ibride: la hypercar LaFerrari, dalla tecnologia che molto ha ereditato dall’expertise in F1, ne è una dimostrazione. Si tratta, però, di una ultra-supercar “da sogno”, al pari di – sempre per proseguire con alcuni degli esempi più calzanti – Porsche 918, McLaren P1, Mercedes-AMG Project One, Koenigsegg Regera. Veicoli che (a trovarli!) richiedono notevolissimi investimenti per accaparrarsene un esemplare. Tuttavia, essi (come LaFerrari) sono stati progettati per mettere in evidenza lo stato dell’arte in materia di propulsione ibrida, tecnologia che – grazie al costante sviluppo nelle competizioni, “voce” alla quale Ferrari si è da sempre intonata – oggi è gradualmente “esportata” anche nel settore delle supercoupé non necessariamente “hyper”.

SF90 Stradale: 1.000 CV hi-tech

“Aride cifre” che tuttavia aiutano a ben comprendere il livello tecnologico raggiunto dai progettisti Ferrari nello sviluppo della nuova SF90 Stradale: 1.000 CV tondi tondi su un peso a secco di 1.570 kg; il pluripremiato V8 da 3,9 litri turbocompresso abbinato a tre motori elettrici (uno dei quali, collocato posteriormente fra cambio – anch’esso di nuova progettazione – ed unità termica, deriva dall’applicazione in Formula 1 e per questo ne eredita il nome MGUK, ovvero Motor Generator Unit, Kinetic) che fornisce alla novità ibrida plug-in di Maranello un favorevolissimo rapporto peso/potenza (appena 1,57 kg/CV); e, su strada, una velocità massima dichiarata di 340 km/h, 2”5 per lo scatto da 0 a 100 km/h ed appena 6”7 per schizzare da 0 a 200 km/h. Il tutto, controllato attraverso una centralina di gestione eSSC-electric Side Slip Control e da numerosi sistemi di governo del modulo ibrido, della trazione e della dinamica del veicolo: sistma eTC-electronic Traction Control, controllo di ripartizione coppia frenante fra tra impianto idraulico e motori elettrici “brake-by-wire”, e Torque vectoring e quattro modalità di guida.

Ferrari SF90 Stradale: il V8 più potente di sempre

Nel dettaglio, la “PHEV” Ferrari viene equipaggiata, relativamente all’unità termica, con il conosciutissimo V8 3.9 turbo della famiglia F154, che nei giorni scorsi ha ricevuto a Stoccarda il quarto riconoscimento consecutivo (un record!) come “International Engine of the Year”. L’architettura dell’”Ottovù” di Maranello è conosciutissima, non a caso ad adottarla sono attualmente 488 GTB, 488 Pista e 488 Spider ed F8 Tributo, oltre a GTC4LussoT e Portofino, e Maserati Quattroporte GTS. In ordine alla nuova collocazione, l’unità termica è stata ulteriormente “riveduta e corretta”, con l’obiettivo dichiarato di spostare di una tacca i limiti prestazionali raggiungibili da tale architettura. Le modifiche hanno, nell’ordine, interessato la cilindrata (portata da 3.9092 cc a 3.900 cc) ottenuta attraverso una leggera riduzione dell’alesaggio (portato ad 88 mm); lo sviluppo di nuove architetture per le testate, ridotte in larghezza; il ricorso ad un inedito (per Ferrari) sistema di alimentazione ad iniezione diretta GDI-Gasoline Direct Injection ad altissima pressione (350 bar) e lo spostamento degli iniettori verso il centro delle testate; la progettazione di nuove valvole di aspirazione maggiorate; una nuova collocazione, più ribassata, per i due turbocompressori, a loro volta dotati di elettrovalvola waste-gate; e l’adozione di un nuovo impianto di scarico nella “superlega” Inconel, tecnologia mutuata dalla F1 e da tempo nel “catalogo” hi-tech Ferrari. Così equipaggiato, il V8 3.9 di Ferrari SF90 sprigiona una potenza massima di 780 CV ed una forza motrice da 800 Nm di coppia massima, nonché una potenza specifica di ben 195 CV/litro: è, dunque, il più elevato livello finora raggiunto da un V8 “stradale” di Maranello.

Ferrari SF90 Stradale: ecco i tre motori “zero emission”

Complementare all’”Ottovù”, c’è il modulo di tre motori elettrici che grande scalpore suscitano fra gli appassionati Ferrari (e di tecnologia automotive tout court). La loro collocazione è adeguatamente distribuita fra la zona centrale del veicolo (il primo dei tre viene sistemato “a sandwich” fra motore V8 e cambio: un nuovo gruppo otto rapporti con comando doppia frizione) e l’avantreno (gli altri due), per una potenza complessiva di 220 CV-162 kW. L’alimentazione viene garantita da un pacco batterie agli ioni di litio da 7,9 kWh, collocate in un vano all’interno dell’abitacolo e ricaricabili anche attraverso una “presa” esterna. Il peso complessivo del gruppo ibrido è di circa 270 kg.

SF90 Stradale: le quattro modalità di guida

Quattro, come accennato, i programmi di selezione delle modalità di guida, che il conducente avrà la possibilità di modificare agendo sul commutatore “eManettino” integrato nel volante multifunzione: e ciascuno di essi è rivolto ad uno specifico impiego del gruppo propulsore benzina-elettrico ricaricabile. Nel dettaglio, il pilota potrà selezionare la funzione “eDrive”, per “silenziare” il 3.9 V8 ed avanzare, fino a 25 km ed a 135 km/h di velocità (a “trazione anteriore”), in alimentazione totalmente elettrica. Il successivo programma “Hybrid” si incarica di controllare, attraverso l’elettronica di bordo, tanto l’unità termica quanto quelle elettriche, in modo da originare una “supervisione” ottimale sul mix di alimentazione. La modalità “Performance” è finalizzata esclusivamente sul motore endotermico di SF90 Stradale, privilegiando nel contempo il mantenimento della carica degli accumulatori rispetto all’efficienza, e per assicurare al pilota la massima potenza quando ciò venga richiesto: e quest’ultimo aspetto si concretizza nella modalità “Qualify”, che sfrutta per intero le potenzialità dei tre motori elettrici e del V8, dando quindi una importanza relativamente secondaria al mantenimento di carica della batteria

Ferrari offre un plus tecnico agli appassionati

Questo è, in estrema sintesi, il “cuore” hi-tech di Ferrari SF90 Stradale che vedremo su strada nel 2020. E il fatto che, in modalità 100% elettrica venga dichiarata per un’autonomia di 25 km (e ad una velocità di non più di 135 km/h) non scandalizzi alcuno: come gli enthusiast ben comprendono, Ferrari SF90 Stradale è, più che un’auto “eco friendly”, una nuova tappa del laboratorio tecnologico per Maranello verso il costante affinamento dell’alimentazione a basse emissioni (attenzione: non totalmente elettrica, non essendoci al momento alcun programma relativo alla progettazione di un modello 100% elettrico a Maranello). Chi potrà permettersi la nuova supercoupé del “Cavallino” non ha certo bisogno di prestare attenzione ai consumi; ma darà la giusta importanza al livello tecnico cui il genio dei progettisti è riuscito ad arrivare (e, c’è da giurarci, arriverà ulteriormente nel futuro) riguardo alla propulsione benzina-elettrico.

In poche parole, SF90 Stradale esemplifica ciò che l’elettrificazione è per Ferrari: un “quid” hi-tech in più, anziché una tecnologia che possa eventualmente sostituire la “tradizionale” propulsione termica. Ciò non soltanto per motivi di engineering, di peso e di sviluppo telaistico, argomenti per i quali i tecnici di Maranello, così come gli omologhi delle altre Case auto, potrebbero benissimo giungere alla quadratura del cerchio; quanto – ed è condizione da tenere a mente! – per l’immaginario collettivo, che “esige” dalle coupé e GT del “Cavallino” il tipico ed irrinunciabile “sound Ferrari”.

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