Nuova Golf 8: perché da lei dipende il futuro di Volkswagen

L’ottava serie della bestseller di Wolfsburg arriva quasi insieme a ID.3: per questo è chiamata a traghettare VW verso l’era della nuova elettrificazione.

Il ruolo di Volkswagen Golf, nei “primi” 45 anni di permanenza sul mercato, è indiscutibile. Al di là dei gusti personali, sotto gli occhi di tutti ci sono le cifre che la “dinastia” ha saputo realizzare, il ruolo di regina indiscussa del mercato europeo e anche quello di icona per il costruttore tedesco, tanto da diventare quasi un marchio a sé.

Un modello testimone di oltre 40 anni di storia

Volkswagen Golf vanta più di 35 milioni di esemplari venduti ed una storia da “testimone di primo piano” di epoche e situazioni ad esse correlate: la crisi petrolifera internazionale del 1973-74 avvenuta proprio mentre la prima serie era in fase di sviluppo; la prima ondata di evoluzione tecnologica degli anni 80, l’”offensiva” dei Costruttori coreani – ideale seguito del precedente “boom” delle Case costruttrici giapponesi in Europa – verso la metà degli anni 90. E ancora: l’era della globalizzazione che ha, di fatto, contribuito all’espansione dei produttori orientali (Cina) nel mondo ed a suggerito ai vertici dei grandi Gruppi europei (e occidentali in genere) la necessità di trovare a loro volta nuovi sbocchi nell’estremo oriente, anche attraverso il consolidamento di partnership strategiche. In ultimi (in ordine di tempo, non certo come importanza), il repentino mutamento delle condizioni socioeconomiche post-crisi 2008 che ha interessato molti Paesi nel mondo; e, in tempi ancor più recenti, lo “scandalo” Dieselgate sulle emissioni degli ossidi di azoto, dilagato a livello mondiale quattro anni fa esatti, e che, lo vediamo oggi, ha rappresentato l’evento-spartiacque fra due differenti circostanze sul “come” considerare la nuova mobilità.

Non che, in precedenza, le questioni legate all’abbattimento delle emissioni nocive non fossero tenute in considerazione (se ne discute da una cinquantina d’anni, e specialmente nell’ultimo decennio le politiche di regolamentazione in questo senso si sono via via infittite). È chiaro che, all’indomani del “Dieselgate”, i programmi di sviluppo in materia di elettrificazione da parte dei principali attori della filiera automotive a livello mondiale hanno iniziato a concretizzarsi, tanto che adesso i vertici dei “big player” mettono sul tavolo (e molti lo hanno già fatto) decine di miliardi di euro (ed altrettanto ingentissimi stanziamenti in dollari) per la realizzazione di nuove lineup di modelli a basse (o del tutto assenti) emissioni allo scarico.

Obiettivo: diventare leader in materia di mobilità sostenibile

Volkswagen, intesa come Gruppo – al quale, ricordiamo, fino ad oggi lo scandalo “Dieselgate” è già costato più di 27 miliardi di euro – ha, immediatamente dopo l’esplosione dell’”affaire” internazionale, dato vita ad un vastissimo e concreto progetto di riposizionamento della propria gamma, e della propria immagine, interamente finalizzato al raggiungimento di un traguardo: quello di diventare leader globale nella mobilità sostenibile “new gen”. Lo stanziamento è ingente tanto quanto necessario è il passaggio a soluzioni di alimentazione a basse emissioni: più di 30 miliardi di euro (fino al 2023), finalizzato allo sviluppo, entro i prossimi dieci anni, di una settantina di modelli a zero emissioni (dai cinquanta in precedenza comunicati). Tutto questo rientra in effetti in un mega programma “CO2 neutral” per tutte le attività operative VW (vale a dire dagli uffici amministrativi agli stabilimenti industriali, ai processi di produzione al controllo degli approvvigionamenti) entro il 2050.

Qual è il ruolo di Golf 8?

In questo scenario, viene da formulare una constatazione: a prescindere dai contenuti hi-tech che l’ottava generazione di Volkswagen Golf porta in dote (ausili attivi alla guida, connettività Car2X, infotainment), la nuovissima edizione del modello bestseller VW, attesa sul mercato già a partire da dicembre e che in Italia vedremo (così come negli altri “major market” europei) all’inizio del 2020, è forse la generazione più “importante” di sempre. Il suo compito, come del resto ribadito dall’amministratore delegato del Gruppo VAG, Herbert Diess, è ben delineato: servirà a “traghettare” l’evoluzione Volkswagen verso la nuova era dei modelli elettrificati. Del resto, va ricordato che la presentazione di VW Golf 8, avvenuta nelle scorse ore a Wolfsburg, sarà fra qualche settimana seguita da un “vernissage” altrettanto rilevante: quello della attesissima ID.3, la berlina compatta 100% elettrica che gioca un ruolo di capofila per la nuova lineup “zero emission” ID.

Elettrificata, non elettrica

Per questo, i vertici di Zuffenhausen hanno scelto di abbinare Volkswagen Golf 8 ad un’immagine tecnologicamente avanzata dal punto di vista degli equipaggiamenti e, nello stesso tempo, a linee esterne tutto sommato coerenti con le precedenti serie (nulla di “stravolgente”, cioè) e, sotto il cofano, a motorizzazioni benzina aggiornati (TSI Evo con disattivazione cilindri), diesel “puliti” (la nuova tecnologia “Twin dosing” a doppio Scr e doppio AdBlue che promette l’abbattimento di un ulteriore 80% degli ossidi di azoto), mild-hybrid con sistema alternatore-starter a 48V, Start&Stop, recupero dell’energia e funzione “coasting” (tecnologia collaudata in questi anni da Audi) e ibridi plug-in. Non elettrica, quindi: portabandiera della nuova gamma “ad emissioni zero” è, appunto, ID.

Razionalizzata la produzione

L’Unione Europea ha stabilito da diversi mesi le nuove linee-guida sulle emissioni medie di diossido di carbonio da parte delle singole Case costruttrici per le auto nuove (limiti sempre più stringenti: 95 g/km di CO2 dal 2021; 80 g/km al 2025, cioè un “taglio” del 15%; e, al 2030, un’ulteriore diminuzione del 37,5%, in ordine di giungere ad una media di 59 g/km); d’altro canto, occorrerà del tempo per far sì che l’auto elettrica prenda definitivamente piede, e le indicazioni avanzate in sede amministrativa centrale UE lo dimostrano. In una proiezione a lungo termine, Volkswagen ha scelto Golf quale modello che accompagnerà l’azienda verso un via via più marcato passaggio all’auto elettrica. Una evoluzione che, dal punto di vista industriale, si abbina ad una razionalizzazione dei costi (per avere ulteriori risorse da investire nella e-mobility) e, di conseguenza, della produzione, che avviene ora a Wolfsburg anziché anche a Zwickau (lo stabilimento sassone sarà il nuovo “hub” per i veicoli elettrici). In questo ampio scenario, si può quindi avanzare l’ipotesi che, dal punto di vista globale, Volkswagen Golf 8 è, se non la più importante in assoluto, quantomeno quella che porta con se un impegno fra i più notevoli nell’epocale mutamento di immagine per il colosso di Wolfsburg.

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