Svecchiamento del parco auto, Psa Italia: necessarie nuove forme di incentivo

Il direttore generale Psa Italia Gaetano Thorel suggerisce due misure di sostegno, per l’acquisto di auto elettriche nuove, ed Euro 5 o Euro 6 usate. Come? Magari aumentando il bollo alle auto pre-Euro 3.

Nuovi provvedimenti di sostegno allo sviluppo della nuova mobilità attenta all’ambiente, da attuare ricorrendo ad ulteriori formule di incentivo al turn-over del parco auto circolante: è quanto indica il management della filiale italiana di PSA Groupe. In sostanza, si tratterebbe di rinforzare, arricchendoli con ulteriori strumenti di aiuto al rinnovamento degli autoveicoli, le attuali politiche di incentivo. Come? Secondo Gaetano Thorel, dallo scorso gennaio 2019 direttore generale di PSA Groupe Italia ed intervenuto a “No Smog Mobility” (rassegna dedicata ai temi della mobilità sostenibile pubblica e privata che si è svolta a Palermo mercoledì 16 e giovedì 17 ottobre), il Governo dovrebbe attuare due nuove formule di incentivo: una per le auto nuove, ed un’altra per l’usato Euro 5 o Euro 6. “Un Ecobonus esiste già: se mai, andrebbe finanziato di più quello esistente per i prossimi tre anni – è l’indicazione del dirigente PSA Italia raccolta dai taccuini dell’agenzia di stampa palermitana – Il budget 2020 è di circa 20 milioni: non è sufficiente. Invece di continuare a proporre cose nuove, sarebbe meglio fare funzionare meglio quelle che già ci sono”.

Come reperire le risorse

La questione sollevata da Thorel sembrerebbe “rivoluzionaria”: oltre a premiare chi decidesse di acquistare un’auto nuova ad alimentazione elettrica (condizione che andrebbe proprio a vantaggio dei big player attualmente al centro di vasti programmi di sviluppo in tema di elettrificazione, come la stessa Psa che prevede il “lancio” di 4 nuovi modelli 100% elettrici e 5 nuovi modelli ibridi plug-in entro il 2021, con l’obiettivo di poter contare entro il 2025 su almeno una variante elettrificata per ciascuna lineup di vetture e veicoli commerciali), andrebbe incontro anche a quanti avessero intenzione di acquistare un’autovettura usata a condizione che, ovviamente, sia di recente produzione: appunto, Euro 5 o Euro 6. È chiaro, come lo stesso dirigente di Psa Groupe Italia osserva, che questo nuovo strumento potenzialmente utile a contribuire a rinfrescare l’età delle autovetture in attuale circolazione nel nostro Paese, andrebbe studiato mettendo in atto nuove forme di reperimento dei fondi necessari agli incentivi. “Se c’è un problema di risorse, questo potrebbe essere risolto aumentando il bollo per le auto da Euro 3 in giù, per finanziare incentivi per il cambio dell’auto da parte dei consumatori con minore capacità d’acquisto. Passare da una Euro 0, 1, 2 o 3 a una Euro 5 o 6 già è un grande passo avanti sul piano ambientale, la differenza di emissioni è del 95%”.

Occorre omogeneità di obiettivi

All’agenzia Italpress, il direttore generale Psa Italia fa notare l’attuale differenza di programmi fra il Governo centrale e le amministrazioni locali in materia di modalità ed erogazione degli incentivi per l’acquisto di veicoli elettrici ed ibridi plug-in. Una situazione che genera “Grande confusione fra la visione governativa e quella degli enti locali. Ogni Regione e ogni Comune fa i suoi bandi per gli incentivi, con parametri diversi”. Thorel, in questo senso, è dell’avviso che “Il Governo dovrebbe fornire la scala di riferimento per l’ibridizzazione, con delle etichette chiare per i consumatori sulle emissioni e sui consumi, sul modello degli elettrodomestici. Si potrebbe usare un algoritmo che lega CO2, NOx e Pm10. Quella base sarebbe uno strumento uguale per tutti gli operatori, e poi ogni ente locale potrebbe fare i suoi bandi con le sue risorse”.

Necessità di auto più nuove: se ne parla da tempo

Che le esigenze di mobilità sostenibile debbano essere accompagnate da una costante volontà politica di svecchiamento del parco auto circolante, ovvero la una questione legata all’età media (piuttosto “avanzata”) degli autoveicoli (autobus compresi) in circolazione nel nostro Paese, è un argomento più volte analizzato e che, di recente, ha trovato ulteriore appoggio attraverso un report diffuso da Osservatorio Autopromotec, che sulla base dei dati ACI, ha rilevato come circa il 35% degli autoveicoli di attuale diffusione abbia almeno 13 anni di età. Dunque, di categoria Euro 3 o inferiore. I dati, occorre specificare, fotografavano la situazione “su ruota” a tutto il 2018, e lo stesso Osservatorio indicava che la tendenza, sulla base del periodo 2015-2018, è relativa ad una graduale svolta. Anche perché, oltre alla naturale vetustà delle auto, al turn-over fra “vecchio” e “nuovo” concorrono le politiche di Governo (leggi Ecobonus) avviate dalla legge di bilancio 2019 attraverso la formula degli Ecobonus, ed in questi giorni – la previsione, qui, va rivolta al futuro – ulteriormente ribadite dal nuovo Decreto Clima che indica un incentivo di 1.500 euro a chi decida di rottamare un’auto da Euro 0 a Euro 3 entro il prossimo 31 dicembre, somma che servirebbe – nei tre anni successivi – all’acquisto di abbonamenti a servizi di trasporto pubblico locali e regionali così come all’acquisto di biciclette ed e-bike. Il nuovo provvedimento è stato approvato lo scorso 10 ottobre dal Consiglio dei Ministri, e pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 14 ottobre: per le modalità di erogazione occorrerà attendere il decreto attuativo entro i prossimi 60 giorni, allo stesso modo dell’indicazione dei Comuni interessati.

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