Seggiolini con allarme anti-abbandono: ora sono obbligatori

Un sistema che avverte il conducente della presenza di un bambino a bordo: la neo-ministro De Micheli ha firmato il decreto attuativo.

Ci sono voluti mesi perché il Governo recepisse in forma definitiva il decreto – ora divenuto decreto attuativo – che rende obbligatori in Italia i seggiolini provvisti di sistema anti-abbandono: un provvedimento da lungo tempo auspicato, discusso, redatto e che potrà realmente fornire una sicurezza in più ai passeggeri con meno di 4 anni. I quali nessuna colpa hanno, se non quella di essere piccoli; forse a volte troppo, perché possano farsi sentire quando i “grandi” non arrivano a pensare che a bordo c’è un essere umano: ci sono studi clinici che chiamano “amnesia dissociativa” il black-out mentale per cui il genitore, la testa piena di pensieri e incombenze, si dimentica della presenza del bimbo a bordo, che magari dorme seduto nel proprio seggiolino; le conseguenze, potenzialmente gravi, in alcuni casi sono sfociate in tragedia.

È proprio l’ultimo episodio in ordine di tempo – e da parte nostra ci auguriamo che sia davvero l’ultimo in senso assoluto – ad avere accelerato la procedura di attuazione del decreto legge che, di fatto, porta una vitale novità per la sicurezza dei bambini in auto.

Nei prossimi giorni la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale

La neo-ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli ha, nelle scorse ore, messo la propria firma sul decreto attuativo che impegna tutti gli automobilisti-genitori con bimbi fino a 4 anni di età (e, in senso più ampio, su tutte le autovetture che trasportano bambini fino all’età indicata) a dotarsi del seggiolino con sistema di allarme anti-abbandono. Il provvedimento, che ha avuto “disco verde” dal parlamento con il parere di tutte le forze politiche ed il “via libera” da parte del Consiglio di Stato, sarà nei prossimi giorni pubblicato in Gazzetta Ufficiale, “conditio sine qua non” affinché tale obbligo divenga operativo. Il nuovo decreto andrà ad integrare l’art. 172 del Codice della Strada in materia di “Uso delle cinture di sicurezza e sistemi di ritenuta per bambini”. La stessa De Micheli indica che verranno prese in considerazione delle agevolazioni fiscali, con l’obiettivo di “Favorirne l’acquisto ed incrementare le relative risorse”.

Un percorso travagliato

Come accennato, il cammino del nuovo decreto ha vissuto una prima fase “ad ostacoli”. La legge 117/2018, che disciplina l’obbligo di provvedere all’installazione dei seggiolini salva-vita per bambini all’interno degli autoveicoli, era stata annunciata a metà luglio 2018 dall’allora ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli. Il testo della legge, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 238 del 12 ottobre 2018 (“Introduzione dell’obbligo di installazione di dispositivi per prevenire l’abbandono di bambini nei veicoli chiusi”) prevedeva, in buona sostanza, l’impiego di un sistema di allarme, installato nel seggiolino stesso, “Volto a prevenire l’abbandono del bambino, rispondente alle specifiche tecnico-costruttive e funzionali stabilite con decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti”. La nuova legge modificava il comma 10 dello stesso art. 172 CdS. A fine gennaio 2019, la stesura del decreto del MIT era stata predisposta e notificata all’esame dell’Ufficio TRIS della Commissione Europea, ovvero sistema informativo in materia di regolamentazioni tecniche della Commissione UE, per verificare che il testo avesse piena corrispondenza con i principi di diritto dell’Unione Europea e del mercato interno. Proprio quest’ultimo “step” coincise con una situazione di “impasse”: il TRIS, in effetti, non ha proceduto ad approvazione del decreto – né a fine aprile, e nemmeno alla fine dello scorso luglio – in quanto, citando una nota di Altroconsumo, era “Incompleto: mancano le informazioni tecniche di dettaglio, perché il prodotto possa effettivamente essere efficace e sia utilizzabile in sicurezza su sistemi omologati”.

Quando entrerà in vigore?

Dati alla mano, se per i prossimi giorni se ne attende la pubblicazione del nuovo decreto in Gazzetta Ufficiale, il nuovo decreto sarà operativo quindici giorni dopo. Si andrà, dunque, alla seconda metà di ottobre. In ogni caso, l’obbligo per tutti gli automobilisti non sarà immediatamente esecutivo: per quest’ultimo passo, occorrerà attendere 120 giorni. Un periodo di tempo necessario per adeguarsi. In questo modo, si conosceranno definitivamente le caratteristiche tecniche richieste dai dispositivi anti-abbandono, per le quali farà fede quanto indicato dal Decreto ministeriale.

Cosa dice il Codice della Strada

Attualmente, il testo dell’art. 172 CdS prescrive l’obbligo, per conducenti e passeggeri di veicoli delle categorie L6e (quadricicli leggeri aventi peso a vuoto inferiore o pari a 350 kg e dotati di carrozzeria chiusa: le cosiddette “minicar”) e delle categorie M1, N1, N2 ed N3 (autoveicoli per trasporto persone e trasporto merci, questi ultimi con peso massimo fino a 3,5 tonnellate) se muniti di cintura di sicurezza, di “Utilizzarle in qualsiasi situazione di marcia”; e, per i bambini di statura inferiore ad 1,50 m, l’obbligo di “Essere assicurati al sedile con un sistema di ritenuta per bambini, adeguato al loro peso, di tipo omologato secondo le normative stabilite dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, conformemente ai regolamenti della Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite o alle equivalenti direttive comunitarie”.

Dispositivi anti-abbandono: come potrebbero essere

In merito ai sistemi di allarme anti-abbandono, ce ne siamo noi stessi occupati a più riprese: mentre si aspetta la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, è utile un rapido ripasso, anche perché ciò permetterà di sapere, nei prossimi giorni, se quanto già esistente in commercio corrisponderà alle prescrizioni contenute nel testo del nuovo Decreto attuativo. Fra i primi seggiolini provvisti di sistema a sensori anti-abbandono ad essere stati proposti sul mercato, quelli a marchio Chicco e provvisti del sistema BebéCare sviluppato in partnership con Samsung, in cui una serie di sensori – presenti nella struttura del seggiolino – registrano la presenza di un bambino a bordo del veicolo tramite una App specifica (disponibile gratuitamente per tutti i device a sistema Android ed iOs), la quale emette un segnale sonoro e visivo qualora il cellulare sul quale è stata scaricata l’applicazione si allontana, ed invia un SMS d’emergenza a tutti i numeri di soccorso registrati nell’account utente nel caso che l’avviso visivo e sonoro non venga silenziato entro 40 secondi. Esistono, poi, dispositivi da aggiungere ai seggiolini: il loro prezzo parte da 50 euro. Anche il comparto multimediale se ne occupa: nello specifico, le funzioni ad hoc presenti in alcune delle App più utilizzate (da Waze a Sense-A-Life, ad InfantReminder).

A L’Aquila il Comune dà un primo contributo

È notizia di questi giorni un avvio di agevolazione locale: a riportarlo è un “lancio” Ansa, in cui si apprende che 44 famiglie aquilane riceveranno – previa graduatoria che verrà pubblicata presso l’albo pretorio e sul sito Web del Comune dell’Aquila – un contributo fino a 100 euro da destinare all’acquisto dei sistemi di sicurezza salva-vita per i bambini a bordo. I termini di presentazione delle domande (le richieste sono state 57) erano scaduti lo scorso 16 luglio. La somma stanziata ammonta a circa 10.000 euro, quale copertura del 50% delle spese di acquisto, che per le famiglie selezionate dovrà essere effettuato entro 90 giorni. Con questo provvedimento, il capoluogo abruzzese è, di fatto, il primo in Italia a prevedere misure di incentivo e supporto dei sistemi di allarme anti-abbandono.

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