Fca: dirigente arrestato a Detroit sulla vicenda delle emissioni

L’accusa: cospirazione e frode contro gli USA, le autorità e il pubblico e false dichiarazioni sui controlli alle emissioni nei diesel venduti oltreoceano.

Un dirigente tecnico di Fiat-Chrysler Automobiles, Emanuele Palma, è stato arrestato nelle scorse ore negli Stati Uniti sulla base dell’inchiesta, da parte del Dipartimento federale di Giustizia, in merito al “caso” delle emissioni nei motori a gasolio. Il fermo, deciso dalla Procura distrettuale di Detroit che ha in carico l’inchiesta su ordine del Dipartimento stesso, è stato effettuato dall’Fbi.

L’accusa parla di cospirazione e frode

Palma, riportano alcuni “lanci” Bloomberg e Reuters, attualmente senior manager in Fca incaricato dei programmi di controllo per i motori turbodiesel, è accusato di cospirazione e frode contro gli Stati Uniti, di violazione del Clean Air Act (la legge federale promulgata nel 1963, e dal 1970 adottata nell’intero territorio statunitense sulla base di parametri di valutazione fissati dalla EPA-Environmental Protection Agency, e incidentalmente in questi giorni presente fra gli argomenti di polemica che dividono la California e l’amministrazione Trump) e di avere dato false dichiarazioni – al mercato, alle autorità di controllo (nella fattispecie la stessa EPA) ed i clienti – relativamente ai sistemi di controllo delle emissioni (e sui relativi livelli) impiegati nelle unità motrici diesel per il mercato nord americano.

Questo è quanto indica, fra gli altri, Automotive News Europe, in riferimento ad un’accusa formulata lo scorso 18 settembre dal gran giurì, istituto di esame delle prove presentate dall’accusa, che negli Stati Uniti sopravvive esclusivamente per i reati più gravi di competenza federale. Bloomberg riporta che l’accusa a carico del tecnico, già a capo di uno staff di ingegneri addetti allo sviluppo ed alla calibrazione dei motori diesel presso il quartier generale americano di Fca, situato ad Auburn Hills, potrebbe riguardare un arco di tempo che va dal 2011 al 2017.

La posizione di Fca

I vertici Fca hanno fatto nel frattempo sapere di avere dato il via ad una inchiesta interna sulla verifica dell’impianto accusatorio mosso dal Dipartimento federale della Giustizia nei confronti del dirigente tecnico. Nelle prossime ore saremo in grado di pubblicare ulteriori dettagli sulla vicenda. Potrebbe essere peraltro da escludere qualsiasi coinvolgimento di Fiat-Chrysler Automobiles nelle indagini distrettuali, avendo la stessa Fca già “chiuso”, lo scorso gennaio con un patteggiamento stragiudiziale da 800 milioni di dollari, il contenzioso con il Dipartimento di Giustizia che aveva avuto inizio verso la fine di maggio del 2017. In quell’occasione, lo ricordiamo, lo stesso Dipartimento aveva – attraverso l’EPA – presentato una causa civile nei confronti di Fca: l’accusa riguardava l’utilizzo (senza che vi fosse stata alcuna comunicazione in merito) un software “defeat device” – simile in tutto e per tutto a quello impiegato da Volkswagen e che nell’autunno del 2015 fece esplodere lo scandalo Dieselgate a livello mondiale, e che sta costando decine di miliardi di dollari al colosso tedesco – per il controllo delle emissioni su 104.000 unità della gamma Jeep Grand Cherokee e Ram 1500, equipaggiate con il diesel 3.0 V6, prodotte dal 2014 al 2016. La causa civile, nello specifico, riguardava l’azienda, e non eventuali singoli dipendenti.

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