Clio Cup: dalla strada alle corse e dalle corse alla strada

La Clio R.S. Trophy si toglie il vestito buono, lavora sodo su bicipiti e addominali e scatena il suo potenziale in pista.

La Renault Clio è stata appena rinnovata, radicalmente, ma quella che appare come una paciosa vettura di segmento B attinge a piene mani dalla variante da gara del modello precedente, che è ancora protagonista della Clio Cup, in attesa della nuova R.S.

Quindi, è il risultato di un travaso di tecnologia che dalla strada è passato alla pista per ritornare alla strada, un modo genuino e privo di inganni per continuare ed affinare lo sviluppo di un’auto di successo. Certo, la vettura da gara ha una personalità tutta sua, e non scende a compromessi, per cui è interessante capire quali sono le aree sulle quali si sono concentrati gli uomini di Renault Sport a Dieppe per renderla una perfetta arma da pista.

Più performante vuol dire anche più leggera

Chiaramente, rispetto alla variante da strada, la pur sportivissima R.S. Trophy, la Clio Cup fa volentieri a meno dei pannelli fono assorbenti – tanto in gara il motore si deve sentire forte e chiaro – degli airbag e del climatizzatore. Ecco, su questo punto forse qualcuno avrebbe qualcosa da ridire, ma per risparmiare peso si rinuncia anche al prezioso refrigerio. Ed in effetti, con la Clio Cup si arriva a 1.080 kg, risparmiando circa 200 kg rispetto alla R.S. Trophy stradale.

Tante novità tecniche per guidare tra i cordoli

Il motore invece ha la stessa potenza di quella che fino a pochi mesi fa era la Clio R.S. Trophy, quindi 220 CV, tirati fuori dal 1.6 turbo benzina, che vengono scaricati sulle ruote anteriori attraverso un cambio sequenziale Sadev con comandi al volante. Una novità sostanziale rispetto al modello atto alla circolazione stradale, che deve accontentarsi di un cambio EDC a doppia frizione. E poi sulla Clio Cup c’è anche il differenziale anteriore meccanico, che consente di scaricare al meglio tutti i cavalli sull’avantreno.

Se pensate che però sia facile gestire tutto questo potenziale, allora riflettete sul fatto che manca l’ABS riservato all’auto stradale, così come il servo freno, anche se ci sono dei freni anteriori da 320 x 28 mm, e che le gomme sono slick Michelin S9M nella misura 20x61x17, per cui bisogna scaldarle bene prima di sfruttarne a pieno il notevole grip. In compenso, l’assetto è completamente regolabile, un vantaggio anche rispetto alla cattivissima R.S. Trophy, che può circolare sulle strade aperte al traffico, e può contare su un telaio ribassato di 20 mm all’anteriore e di 10 mm al posteriore.

Nonostante una potenza massima speculare alla Trophy stradale,  la Cup regala sensazioni racing a livello professionale; infatti, per entrare nell’abitacolo bisogna farsi spazio nella gabbia di protezione in acciaio, mentre per partire è necessario avere una sensibilità fuori dal comune, pena l’improvviso ammutolirsi della vettura ed il conseguente spegnimento.

Poi bisogna prendere le misure ad un assetto spacca schiena, con le cinture racing a 4 punti che evitano al pilota qualsiasi movimento, e ad un modo di guidare senza compromessi dove ogni asperità arriva secca e perfettamente distinguibile e in cui viene messo in risalto ogni sassolino incontrato sul circuito che rimbalza nel sottoscocca.

Inoltre, è necessario saper leggere al volo la strumentazione di tipo corsaiolo, con lo scenografico contagiri a LED che si accende ad ogni cambio marcia. Sull’auto da corsa vengono modificate anche le geometrie delle sospensioni, regolate in modo diverso da pilota a pilota, e capaci di far entrare in gioco quel retrotreno che sulla vettura stradale rimane decisamente composto.

Divertimento a costi abbordabili

Ma quanto costa correre con la Clio Cup? Noleggiando l’auto  si mette in preventivo una spesa di circa 65-70 mila euro per l’intero campionato (iva esclusa), che possono diventare la metà dividendola con un compagno di squadra, visto che in ognuno dei 12 weekend di gara previsti si svolgono due competizioni. Ovviamente, se si ha un team proprio, si può pensare di acquistare direttamente la vettura equipaggiata con il serbatoio FT3 per 49.750 euro  (iva esclusa). Non molti se si considera che l’equivalente stradale, la Clio Trophy, nel 2018 costava 28.250 euro.

Quindi, la Renault è riuscita ad organizzare un campionato competitivo, spettacolare, formativo, ma anche abbordabile a livello di prezzi e chissà come diventerà questa formula con la nuova Clio R.S., che ancora non è stata annunciata, ma che arriverà nel prossimo futuro, anche se non sappiamo con quale motorizzazione. Chissà che il prossimo anno non la vedremo all’opera, intanto ipotizziamo di poterla guidare con il 1.8 della Megane R.S. depotenziato, e, magari, nella variante Trophy, con il differenziale autobloccante.

Il campionato riservato alle Clio da competizione tornerà in scena questo weekend sul circuito di Vallelunga, un appuntamento che vedrà come protagonista, tra i giornalisti della Press League, anche il nostro responsabile editoriale Gaetano Cesarano.

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