F1, GP del Belgio: strepitoso Leclerc vince nel ricordo di Hubert

Gara tiratissima, giocata allo spasimo negli ultimi giri: prima vittoria 2019 (ma senza gioia) per Ferrari. Sul podio Hamilton e Bottas. Vettel è quarto.

La domenica del GP del Belgio di F1 è iniziata come era terminata la sera precedente, ovvero con la tristezza nel cuore: il tragico incidente accaduto nel pomeriggio di sabato durante Gara 1 della F2 costato la vita al 22enne lionese Anthoine Hubert ha gettato un’ombra sui paddock e fra il pubblico.

La ricostruzione dell’incidente

Durante il secondo giro, il giovane pilota transalpino del Team Arden (che ricordiamo vincitore della GP3 Series nel 2018 e, quest’anno, primo assoluto in Gara 2 al prestigioso GP di Monaco: successo replicato due settimane dopo al Paul Ricard) avrebbe perso il controllo della sua monoposto in uscita all’Eau Rouge, impattando contro le barriere esterne e rimbalzando verso la pista proprio mentre, in quel momento, sopraggiungeva la vettura condotta dall’ecuadoriano di nascita Juan Manuel Correa (Sauber Junior Team), che per questo ha investito di netto la monoposto di Hubert, spezzandola in due. L’impatto è avvenuto ad oltre 200 km/h. La vettura di Correa si è ribaltata per terminare la propria folle incontrollata corsa diversi metri più avanti. Correa ha riportato fratture ad entrambe le gambe ed una leggera lesione spinale: trasportato d’urgenza all’ospedale di Liegi e sottoposto ad un primo intervento chirurgico, il ventenne pilota statunitense è ricoverato nel reparto di terapia intensiva in condizioni stabili.

Si corre per onorare la memoria del giovane pilota

L’ambiente di Spa, oggi, è per questo comprensibilmente sgomento, per quanto l’eventualità della sorte estrema nelle competizioni difficilmente potrà essere eliminata del tutto. Il weekend di Spa-Francorchamps va, dunque, avanti, onorando il 22enne transalpino deceduto ieri pomeriggio (e con un minuto di silenzio osservato dai piloti impegnati in F3 e che a sua volta sarà rispettato, prima del via, anche dai prim’attori della F1 e da tutto il pubblico presente). Spazio, quindi, al Gran Premio del Belgio: oggi va in scena il tredicesimo appuntamento stagionale, con una prima fila appannaggio delle “Rosse”.

Partenza: lo scatto di Leclerc, il crash di Verstappen

Il via viene dato regolarmente alle 15,14 dopo il minuto di raccoglimento per commemorare Anthoine Hubert. La temperatura dell’aria è decisamente autunnale (16° C) ma il sole fa capolino su Spa (tutti i piloti sono partiti con gomme soft tranne Albon, Giovinazzi, Kvyat, Russell e Kubica che montavano la mescola media). Al semaforo verde, Leclerc scatta in testa, seguito da Hamilton che scavalcava Vettel ma subito viene ripreso “di forza” dal tedesco (segnale inequivocabile che il motore Ferrari “c’è”). Botto per Verstappen all’Eau Rouge: l’arrembante olandese danneggia vistosamente la sua Red Bull e “aggancia” l’Alfa Romeo Racing di Kimi Raikkonen che al termine del secondo giro si vedeva costretto a rientrare ai box per sostituire il musetto (e montare un nuovo set di gomme medie). In regime di safety car, mantenuta in pista fino al termine del quinto giro a causa del ritiro di Sainz, la cui McLaren si è fermata nella via di fuga della chicane del “Bus Stop”, la classifica è la seguente: 1. Leclerc, 2. Vettel, 3. Hamilton, 4. Bottas, 5. Norris, Grosjean, Magnussen, Perez, Gasly e Stroll. In dodicesima posizione l’altra Alfa Romeo di Giovinazzi.

La lotta Vettel-Hamilton

Mentre il monegasco della Ferrari, scatenato, stacca il primo giro più veloce fermando i cronometri con il tempo di 1’49”558, distaccando Vettel di 1”9 ed Hamilton di 3”1, la lotta con il coltello fra i denti vede impegnati proprio i due avversari (nove titoli mondiali in due): i nove decimi che separano Vettel da Hamilton non danno sufficiente sicurezza al tedesco, che al settimo giro reagisce con un colpo di reni, mettendo un po’ di strada in più dal rivale della Mercedes e facendo segnare un nuovo giro più veloce (1’49”459). Al decimo giro dei 44 previsti a Spa-Francorchamps, la classifica provvisoria vede Leclerc – che regala un piccolo brivido ai tifosi, arrivando “lungo” in chicane, tagliandola e tornando in pista – al comando con un vantaggio di 2”2 su Sebastian Vettel e 3” su Hamilton. L’inglese della Mercedes, quindi, ha rosicchiato diversi decimi da Vettel: con le gomme soft che iniziano a consumarsi ma per ora “tengono”, le performance Ferrari-Mercedes sono sostanzialmente equilibrate. Dietro di loro, è da segnalare l’affondo di Gasly, ex-Red Bull recentemente “dirottato” alla Toro Rosso, che in un colpo solo si libera di Stroll e Magnussen e si installa all’ottavo posto.

La danza delle soste ai box dice bene a Vettel

Inarrestabile, Leclerc porta a termine il primo terzo di gara a suon di temponi: la quattordicesima tornata vede il giovane monegasco scendere per primo al di sotto dell’1’49, installandosi a 3”7 su Vettel, 4”8 su Hamilton, 7”3 su Bottas, 17”8 sulla McLaren di Lando Norris. Soddisfazione per i colori italiani: Giovinazzi supera Magnussen (già “passato” nel giro precedente da Kvyat) ed entra in zona punti.

Il primo dei “big” ad entrare ai box è Vettel, che con una sosta rapidissima (2”5) monta le gomme gialle (mescola media) con le quali dovrebbe terminare la gara: una scelta suggerita per evitare che Hamilton possa fermarsi prima di lui e approfittarne (“undercut”). Rientrato in quinta posizione, il tedesco “stampa” subito un tempo eccezionale (1’47”087) e assumendo il ruolo di leader virtuale di metà gara, mentre solitario Leclerc prosegue il proprio forcing. Hamilton sembra volersi cimentare in un “overcut”. Ci si interroga sul perché Leclerc non venga richiamato ai box: cambio di carte in tavola per Ferrari? Il leader, dopo la (inevitabile) sosta ai box di Leclerc, sarà proprio Vettel? Il dubbio rimarrà per qualche giro: Leclerc si ferma al 22.giro, con un pit-stop di 2”4 (un decimo in meno rispetto al compagno di squadra): gomme medie anche per lui, che rientra dietro Vettel. Dietro il quartetto di testa, un sempre positivo Lando Norris riprende subito la quinta posizione dopo il cambio gomme (e beffa Giovinazzi).

La seconda parte di gara

La boa di metà corsa viene superata dal pit stop di Hamilton, piuttosto lungo in verità (3”6), che in uscita dalla pit lane si ritrova con sei secondi da recuperare da Leclerc. Quest’ultimo, dal canto suo, è a 4″ da Vettel. Non pochi, per quanto il monegasco abbia ben dimostrato di essere più veloce (la strategia delle soste ai box non sembra averlo favorito). E lo ribadisce sentitamente via radio, chiedendo perché non sia stato fatto fermare ai box un giro prima. Quando mancano venti giri completi al termine, la classifica provvisoria (dopo i pit stop) vede Vettel al comando, davanti a Leclerc (2”2), Hamilton (9”), e Bottas (15”). Il pluricampione mondiale della Mercedes, dal canto suo, “timbra” il giro più veloce, fermando i cronometri sull’1’46”580. Un tempo che la dice lunga sul pressing del mai domo “volante” Mercedes, che “mangia” 0”6 a Leclerc e 1”7 a Vettel. Evidentemente, con il serbatoio più leggero le Mercedes provviste di gomme medie (le ha montate anche Bottas) sono più veloci delle due Ferrari. C’è allarme per le prestazioni delle gomme alla Ferrari di Vettel? Nel frattempo arriva un gioco di squadra tra i due ferraristi: Vettel lascia spazio a Leclerc.

Gli ultimi giri al cardiopalma

La terza ed ultima parte di gara si apre con una lotta fra Vettel ed Hamilton per la conquista della seconda posizione: tre giri di duello incandescente tra il ferrarista e l’alfiere Mercedes giocati a suon di scie. Il testa a testa si risolve, al 32. giro, a favore dell’inglese che fiocina Vettel staccando più lungo in fondo al rettilineo e mettendosi con la consueta furia alla caccia di Leclerc, in questo momento primo con 6”5 su Hamilton. Vettel è terzo, ma il gradino più basso del podio “provvisorio” durerà poco: al 34. giro, con Bottas in scia (ed autore del nuovo giro più veloce), il tedesco effettua la seconda sosta ai box: evidentemente, le sue gomme avevano dato tutto. Riparte quarto, in ogni caso: l’obiettivo per lui è il giro più veloce (oltre, chiaramente, riappropriarsi del podio). L’apprensione al muretto Ferrari è, ora, per le gomme che equipaggiano la “Rossa” di Leclerc, che rintuzza da lontano il pressing di Hamilton, facendo segnare un tempo (1’47”319) che lo porta a 7”4 dall’inglese. Questi i distacchi degli inseguitori: Bottas è terzo ad 11”6, Vettel è quarto a 29”9 il quale conferma i propri obiettivi velocistici con un nuovo giro più veloce (1’46”4). Nel frattempo, “radio corsa” registra le parole di Verstappen, che ammette di avere commesso un errore in partenza. Ottimo Giovinazzi che al 38. giro supera Gasly e si porta in nona posizione, e nella tornata successiva “infila” anche un regolare Ricciardo e si insedia al nono posto.

L’arrivo: Leclerc trionfa e dedica la vittoria a Hubert

Gli occhi dei tifosi Ferrari (e, per converso, anche di quelli Mercedes) sono tutti puntati sulle gomme di Leclerc, che iniziano a manifestare segni di usura: lo dimostra il mezzo secondo a giro che Hamilton guadagna costantemente sul giovane monegasco che vuole a tutti i costi conquistare il primo successo personale in F1 (e la prima vittoria Ferrari stagionale). Deve, il ferrarista, vedersela però anche con alcuni doppiati (Ricciardo, Hulkenberg, Stroll e Grosjean) che lottano fra loro per la zona punti ma che, tuttavia, non ostacolano i due duellanti.

Il finale, vietato ai deboli di cuore, è tutto una questione di manico: l’ultimo giro vede Leclerc e Hamilton distanziati di appena un secondo e mezzo, che nel corso dell’ultima tornata si riduce ad un secondo appena: Leclerc non è l’unico a sudare… Mentre Giovinazzi, proprio negli ultimi km, finisce fuori pista e deve dire addio alla compagnia (e ad una gara veramente positiva), gli ultimi metri vedono Leclerc ultraimpegnato a mantenersi calmo per non commettere alcun errore che vanificherebbe tutto.

Le cose andranno così: Charles Leclerc trionfa al GP del Belgio 2019 con 9 decimi di secondo su Hamilton. Terzo è Bottas; in quarta posizione termina Vettel (autore del giro più veloce). Seguono, nell’ordine, Albon, Perez, Kvyat, Hulkenberg, Gasly e Stroll.

Leclerc vince da campione (e regala a Ferrari la prima vittoria stagionale) una corsa già positiva fin dalle prove libere, confermata nelle qualifiche e nella pole position e con la pennellata finale del gradino più alto del podio. Attesa, e doverosa, la dedica via radio all’ex avversario nelle formule cadette Anthoine Hubert: non c’è gioia, oggi.

Fra una settimana, riflettori puntati sul GP d’Italia a Monza: l’autodromo brianzolo è sulla carta favorevole alle Ferrari, ma attenzione alla competitività messa in evidenza dalle Mercedes provviste di gomme medie.

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