F1, GP del Belgio: un super Leclerc guadagna la pole position

Qualifiche dominate da Ferrari: Vettel è secondo; Hamilton, terzo, reduce da un’uscita di pista durante la FP3. Quarto posto per Bottas.

Con il GP del Belgio, la F1 torna in uno dei palcoscenici storici per la specialità e per il motorsport in generale: il circuito di Spa-Francorchamps, che sebbene da molti anni “rimaneggiato” rispetto all’originale velocissima configurazione da 14 km (l’attuale layout del circuito delle Ardenne data a fine anni 70) mantiene immutato il proprio fascino tra gli enthusiast.

Fuoripista di Hamilton nella FP3: regala incertezza alle qualifiche

Il sabato di Spa si è aperto con un… doppio botto: l’”uno-due” Ferrari – con gomme soft – nelle prove libere di questa mattina, contrassegnato da un miglior tempo di Charles Leclerc (1:44”206) davanti per quattro decimi al compagno di squadra Sebastian Vettel, e con Valtteri Bottas in terza posizione a 0”497; e la clamorosa uscita di strada da parte di Lewis Hamilton: verso la metà della FP3, il campione del mondo in carica ha perso il controllo della sua Mercedes mentre stava affrontando la chicane 13-14 (“Campus”) ed è uscito di pista. Nessuna conseguenza fisica per lui, ma vettura pesantemente danneggiata, tanto da avergli impedito di prendere parte alla seconda sessione della FP3.

Il via alle qualifiche per determinare la griglia di partenza di domani si apre, dunque, con l’interrogativo: riuscirà Hamilton a confrontarsi ad armi pari con le due Ferrari (caricate a mille dopo la competitività dimostrata negli ultimi appuntamenti e alla ricerca della quarta pole posizione stagionale dopo Bahrein, Canada e Austria) e con il compagno di squadra Bottas? “Radio-box”, negli immediati minuti che precedono la Q1, riporta che il telaio della sua Mercedes non avrebbe riportato danni. Staremo a vedere. Nasi all’insù anche per scrutare il meteo: le temperature dell’asfalto di Spa sono, oggi, molto elevate (a Francorchamps ci sono 30° nell’aria): ciò risulta di estrema importanza per il rendimento degli pneumatici (ricordiamo che, per Spa, Pirelli ha scelto di portare le mescole C1, C2 e C3, più dure).

Q1: prima zampata di Leclerc e Vettel, ma che colpi di scena!

L’impegno dei meccanici ai box per mettere Hamilton in condizione di essere regolarmente in pista dopo il botto riportato nella FP3 rappresenta l’elemento principale dei primi minuti di Q1, aperti ufficialmente dalla Williams di George Russell. Il suo compagno di squadra Robert Kubica fa poca strada: un principio di incendio sprigionatosi dal motore della (ex gloriosa) monoposto inglese ha di fatto suggerito la Direzione gara ad esporre bandiera rossa. Il team Mercedes potrà quindi contare su ulteriori preziosi minuti per terminare gli interventi sulla vettura del cinque volte campione del mondo. A bocce ferme, si osserva l’attività nei box: mentre prosegue il lavoro alla Mercedes danneggiata, un “mistero” aleggia sulla Ferrari di Leclerc, intorno alla quale lavora una decina di meccanici. Alle 15,15 la Q1 riprende il proprio corso, e questa volta proprio con le Ferrari di Vettel e Leclerc nonché con la Mercedes di Hamilton: i top team iniziano a prendere le misure. A 10 minuti dal termine della Q1, Verstappen accusa un problema al motore Honda della sua Red Bull, che dai box si tenta di risolvere; Ricciardo, con 1’45”560, è al comando provvisorio, davanti ad un ottimo Giovinazzi (Alfa Romeo Racing). Ma Bottas e Hamilton (la cui monoposto è stata pienamente rimessa in sesto) fanno già meglio della Renault dell’italo-australiano. Immediata la replica del giovane Leclerc: con 1’43”587 si installa in prima posizione, distanziando Vettel di quasi mezzo secondo, Bottas di un secondo e mezzo e Hamilton di 1”6. Le Ferrari, a due minuti dal termine della Q1, sono quindi le più veloci del lotto. Allo scadere della prima sessione, un (evidente) problema al motore della Alfa Romeo Racing del finora positivo Giovinazzi comporta un secondo regime di bandiera rossa. Il responso finale della Q1, che si conclude così, dice Leclerc davanti a Vettel, un arrembante Verstappen, l’accoppiata Mercedes Bottas-Hamilton, Albon, Ricciardo, lo sfortunato Giovinazzi, Grosjean e Perez. Non superano lo scoglio Gasly, Sainz (alla seconda eliminazione in Q1 dopo quella precedentemente subita al GP di Australia che ha aperto la stagione 2019), Kvyat, Russell e Kubica.

Q2: Ferrari davanti a tutti, Mercedes in netta rimonta

La seconda sessione di qualifiche si apre con Hamilton, che scende in pista equipaggiato con gomme rosse: una scelta decisa anche dal muretto Ferrari. Non si sa se sia questo l’elemento determinante al nuovo miglior tempo per Charles Leclerc, che conclude il giro in 1’43”376, davanti al più esperto compagno di squadra Sebastian Vettel per 0”130. Dopo una prima apparente incertezza, Hamilton sembra iniziare a fare la voce grossa: è terzo nelle fasi iniziali della Q2; dietro a lui c’è Bottas. Ottimo quinto, Verstappen e, in sesta posizione, il sempre competitivo Raikkonen che mantiene i colori Alfa Romeo Racing nelle posizioni di rilievo. Il team Red Bull rileva un problema di natura tecnica alla monoposto di Albon, che segna il quattordicesimo tempo e, di fatto, conclude qui le sue qualifiche. L’ultimo minuto di Q2 vede Hulkenberg (finora undicesimo) deciso ad entrare nei primi dieci, e soprattutto un impressionante intermedio per Leclerc (30”0), che conclude il giro con un tempo di 1’42”938 che conferma il giovane monegasco della Ferrari davanti a tutti. Vettel lo segue a 0”099; dietro, i due alfieri Mercedes (Hamilton a 0”564, Bottas ad 1”) fanno però sentire il loro fiato sul collo alla coppia Ferrari. La graduatoria dei qualificati si completa con, nell’ordine, Ricciardo, Verstappen, Raikkonen, Hulkenberg, Perez e Magnussen. Eliminati Grosjean, Norris, Stroll, Albon e Giovinazzi.

Q3: dieci e lode a Leclerc, che partirà in prima posizione

L’esito della seconda sessione di prove del GP del Belgio ha messo in evidenza due elementi-chiave: il dominio Ferrari, ma anche la competitività Mercedes. Le monoposto anglo-tedesche si sono dimostrate particolarmente a loro agio nel secondo settore di Spa-Francorchamps, dove invariabilmente “rosicchiano” decimi preziosi alle “Rosse”. È in ogni caso lampante che, a meno di sorprese “dell’ultimo secondo”, il discorso per le prime posizioni sarà una faccenda a quattro fra Leclerc, Vettel, Hamilton e Bottas. La Q3 prende il via… in ordine inverso, vale a dire con le due Mercedes ad aprire le danze (con l’inglese quasi attaccato agli scarichi della monoposto del compagno di squadra, evidentemente per sfruttare l’effetto-scia), subito seguite dal duo Ferrari. I “dieci minuti più caldi” (e non soltanto dal punto di vista meteorologico: la calura a Spa non accenna a diminuire) delle qualifiche ufficiali di Spa-Francorchamps rivelano un sostanziale alternarsi delle prestazioni tra Ferrari e Mercedes: più rapide le prime nel primo e nel terzo settore, più “ficcanti” le seconde nella parte centrale del tracciato. Lo dimostra il susseguirsi dei migliori tempi: Hamilton mette a segno 1’43”282; secca replica di Leclerc con 1’42”344 (Vettel in terza posizione, Bottas al quarto posto) ribadita con un successivo 1’42”644 che, cronometri alla mano, risulta essere di soltanto 91 millesimi superiore al record della pista. Verstappen, quinto a 1″5 da Leclerc, sembra non infastidire il quartetto di testa. L’ultimo giro, quello determinante, vede il monegasco della Ferrari davanti di 0”638 ad Hamilton e 0”832 a Vettel, il quale potrebbe “pagare” un piccolo errore di guida commesso in curva 1. La lotta per la pole position è sempre più circoscritta a Leclerc ed Hamilton, ma attenzione a Vettel: la tensione è, adesso, alle stelle. L’ultimo “crono” di Leclerc è 1’42”519: tempo che gli assicura la pole position. Ottimo il “grande attack” di Vettel, che nonostante la piccola sbavatura cui si accennava sopravanza Hamilton sul filo di lana piazzandosi in seconda posizione dal monegasco a 0”748. Hamilton, comunque vicinissimo, è terzo con un distacco di 0”763. Bottas, quarto, è a 9 decimi. Queste le altre posizioni della top ten: Verstappen, Ricciardo, Hulkenberg, Raikkonen, Perez e Magnussen.

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