Cina: verso lo stop ai veicoli a combustione?

Pechino studia l’esecuzione di un blocco alla circolazione dei veicoli benzina e diesel: sarà un progetto graduale e condizionato da molti fattori.

Gli obiettivi di sviluppo della mobilità “zero emission” in Cina potrebbero, nel futuro, essere ampliati da un provvedimento epocale tanto per ampiezza operativa e territoriale – se si considera l’enorme estensione della Nazione cinese – quanto nei “rivoluzionari” intenti: provvedere al totale blocco della circolazione per i veicoli a combustione. La “big news”, che – va detto – riguarda un progetto preliminare sul taccuino degli intenti del Governo di Pechino, è stata resa nota nelle scorse ore attraverso un “lancio” Reuters che fa riferimento ad un rapporto curato dal Ministero cinese dell’Industria e dell’IT redatto dietro indicazioni formulate a suo tempo dal Parlamento cinese (Assemblea del Popolo).

Progetto in fase di studio

Lo “stop” alla circolazione per i veicoli benzina e diesel ipotizzato dal Ministero cinese dell’Industria è, più che un provvedimento circostanziato, da osservare come progetto preliminare. È in ogni caso possibile attendersi, da Pechino, nuovi dettagli in più riguardo all’iniziativa, che in senso assoluto andrebbe a seguire, in linea retta, l’ampio piano di azione già posto in essere, negli ultimi anni, per lo sviluppo della e-mobility.

In Cina la rapida escalation di veicoli elettrici

I numeri sono sotto gli occhi di chiunque: da quando, cinque anni fa, il Governo di Pechino decise per il via ad una serie di notevoli incentivi per la vendita di veicoli elettrici ed ibrido ricaricabili, la Cina ha in poco tempo assunto un ruolo leader, a livello mondiale, per vendita e diffusione di auto ad alimentazione 100% elettrica ed ibrida plug-in. Cifre alla mano, le autovetture a zero (o quantomeno basse) emissioni hanno, nel 2018, raggiunto quota 1,3 milioni; per il 2019, gli esperti stimano una crescita di settore fino ad 1,5 milioni di unità, nonostante un recente (relativo) raffreddamento del mercato, che lo scorso maggio ha comportato un aumento soltanto timido nella vendita di auto elettriche ed ibride plug-in (l’1,8%, laddove l’aumento medio precedentemente registrato si assestava sul 50%; per non parlare di aumenti che arrivarono anche al 300% nei primi tempi di applicazione degli incentivi, ovvero fra il 2014 ed il 2015).

Primi obiettivi per aumentare le auto elettriche

Alla base delle stime, ci sono le indicazioni che il Governo di Pechino ha in essere per giungere ad una superiore incidenza delle auto elettriche sul mercato: riduzione dell’inquinamento attraverso politiche in grado di favorire la vendita di veicoli “zero emission”, quantitativi protezionistici imposti alle Case costruttrici (le vetture “eco friendly” devono essere almeno il 10% del venduto), nonché limiti alle immatricolazioni di autoveicoli a combustione in alcune delle principali città.

Da qui, i futuri step che dovrebbero comportare un aumento alla diffusione delle auto elettriche ed ibride plug-in in Cina: per soddisfare, ad esempio, l’ulteriore traguardo del 20% di vendite appannaggio di autovetture elettriche ed ibride plug-in fissato dalle autorità di Pechino entro il 2025, sarà necessario ricorrere a nuove misure. Ed ecco spiegata l’ipotesi di bloccare la circolazione alle autovetture a combustione, che dovrebbe tuttavia essere graduale.

Le questioni cui tenere conto sono in effetti notevoli: dalla differente domanda, che può variare in funzione delle città e dei territori ed è tanto più rilevante quanto si considera l’estensione della Cina, i livelli di inquinamento che non sono ovviamente similari città per città o paese per paese, le differenze orografiche e di clima. Il Ministero dell’Industria e dell’IT ha, per questo, al momento annunciato solamente l’ipotesi di studiare un calendario ed una mappatura per giungere (non si sa quando, tuttavia) gradualmente alla progressiva eliminazione dei veicoli a combustione.

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