Tesla, nuovo stabilimento in Cina: obiettivo mezzo milione di auto prodotte all’anno

Si tratta della prima Gigafactory fuori dagli Usa e servirà per aggirare la guerra dei dazi commerciali.

Elon Musk, il visionario fondatore Tesla, ha iniziato una nuova ed avvincente avventura che ha come ambizioso obbiettivo quello di “conquistare” l’ambito e promettente mercato cinese. Per raggiungere il non facile scopo, Musk ha deciso di realizzare un nuovo stabilimento produttivo in Cina, per esattezza nei pressi di Shanghai dove i lavori per la prima Gigafactory fuori i confini USA sono già iniziati. Dietro questa operazione si nasconde il desiderio di Tesla di diventare un Costruttore “globale” e nello stesso tempo di aggirare i dazi sull’import-export scaturiti dalla “guerra” commerciale avviata tra il Governo di Washington e quello di Pechino.

La nuova Tesla Shanghai Gigafactory permetterà quindi di vendere i modelli del Costruttore di Palo Alto direttamente alla clientela cinese senza passare da lunghe e soprattutto “costose” esportazioni: il target è quello di raggiungere una produzione in Cina di mezzo milione di vetture elettriche all’anno. Se così fosse, Tesla aumenterebbe in maniera esponenziale la propria produzione e nello stesso tempo avrebbe accesso al più grande mercato al mondo di automobili.

Secondo quanto riportato dalla stampa cinese, Elon Musk in questo momento si troverebbe Shanghai per partecipare all’inizio dei lavori della nuova Gigafactory che dovrebbe costare una cifra di circa 5 miliardi di dollari. La fabbrica di Tesla in Cina si occuperà della produzione della Model 3, ovvero l’inedito modello di accesso della gamma recentemente presentato anche in Italia e della futura Model Y, crossover di dimensioni compatte derivato proprio dalla Model 3. L’ammiraglia Model S e il SUV Model X continueranno ad essere realizzate in USA per poi essere distribuite in tutto il mondo, compreso il grande Paese asiatico.

Per il momento non sono stati comunicati i prezzi ufficiali relativi alla Model 3 che verrà distribuita sul mercato cinese, ma certamente saranno decisamente più bassi rispetto alle versioni distribuite in Europa. Lo stesso discorso varrà anche per la Model Y che competerà con modelli collaudati ed “economici” del calibro di Nissan Leaf e Renault Zoe. La strada imboccata da Tesla, che porta ad una importante apertura nei confronti del mercato cinese, rappresenta quindi una svolta epocale per il segmento delle auto elettriche e più in generale per il settore automobilistico USA, ormai pronto a sfidare il pericoloso protezionismo imposto dall’attuale Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

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