Montezemolo attacca Ferrari Luce: “Togliete il Cavallino”
La prima Ferrari elettrica della storia non poteva passare inosservata. Ma probabilmente a Maranello non si aspettavano un’accoglienza così turbolenta. La nuova Ferrari Luce, presentata ufficialmente il 25 maggio, ha acceso immediatamente un dibattito durissimo tra appassionati, addetti ai lavori e investitori.
A far esplodere definitivamente il caso sono state soprattutto le dichiarazioni di Luca Cordero di Montezemolo, storico presidente Ferrari dal 1991 al 2014. Parole pesanti, arrivate a margine dell’assemblea di Confindustria, che hanno colpito direttamente il progetto della prima Ferrari completamente elettrica.
“Si rischia la distruzione di un mito”, ha dichiarato Montezemolo. Poi l’affondo più duro: “Spero che si tolga il Cavallino almeno da quella macchina”.
Una frase destinata inevitabilmente a far discutere, soprattutto perché arriva da uno degli uomini che più hanno contribuito alla crescita moderna del marchio Ferrari.
Ferrari Luce: la prima elettrica di Maranello divide il pubblico
Che la nuova Ferrari Luce sarebbe stata una vettura divisiva era chiaro fin dall’inizio. Ferrari entra infatti nel territorio più delicato della sua storia recente: l’elettrificazione totale.
Per molti appassionati, Ferrari significa ancora motori termici, sound, vibrazioni e meccanica estrema. Elementi che da sempre fanno parte dell’identità del Cavallino. Con Luce cambia tutto.
La nuova elettrica di Maranello porta in dote una configurazione completamente inedita per il marchio: quattro motori elettrici, cinque posti e oltre 1.000 CV di potenza. Numeri impressionanti, accompagnati da un prezzo altrettanto esclusivo: circa 550.000 euro.
Dal punto di vista tecnico, Ferrari punta a dimostrare che anche un’elettrica può offrire emozioni di guida e prestazioni estreme. Il problema però sembra essere soprattutto emotivo e identitario.
Ed è proprio qui che si inseriscono le critiche di Montezemolo. Secondo l’ex presidente, il rischio è perdere ciò che ha reso Ferrari unica nel mondo. Non a caso le sue dichiarazioni hanno rapidamente fatto il giro del web, dividendo tifosi storici e sostenitori della transizione elettrica.
Crollo del titolo Ferrari in Borsa dopo la presentazione
Le polemiche non sono rimaste soltanto sui social o tra gli appassionati. Anche i mercati finanziari hanno reagito in modo molto pesante alla presentazione della nuova Ferrari Luce. A Piazza Affari il titolo Ferrari ha chiuso con un calo superiore all’8%, mentre al Nasdaq la perdita si è fermata poco sopra il 5%.
Secondo diversi analisti, gli investitori guardano con cautela soprattutto a due aspetti: il prezzo molto elevato della vettura e l’incognita sulla risposta del pubblico Ferrari tradizionale.
Perché se da una parte il mercato premium dell’elettrico continua a crescere, dall’altra Ferrari vive di un’identità molto più emotiva rispetto ad altri costruttori.
E trasformare un marchio costruito su V8 e V12 in un brand elettrico richiede un equilibrio delicatissimo. Non è un caso che anche altri personaggi pubblici, come Matteo Salvini e Flavio Briatore, abbiano espresso dubbi sulla nuova direzione intrapresa da Maranello.
Ferrari presenta Luce a Mattarella e Papa Leone XIV
Nel frattempo Ferrari continua a sostenere con forza il progetto Luce. La vettura è stata infatti presentata ufficialmente al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Quirinale e successivamente anche a Papa Leone XIV nella residenza di Castel Gandolfo.
A guidare la delegazione Ferrari erano presenti John Elkann, Benedetto Vigna e Piero Ferrari. Durante l’incontro con il Pontefice, Elkann ha addirittura donato il volante della vettura, definendo l’evento “un momento di straordinario valore umano e simbolico”. Un’operazione chiaramente pensata anche per sottolineare il peso culturale e istituzionale del nuovo progetto Ferrari.
Ma al di là dell’aspetto mediatico, resta una domanda molto concreta: il pubblico Ferrari è davvero pronto ad accettare una supercar completamente elettrica?
Il futuro Ferrari passa davvero dall’elettrico?
La realtà è che Ferrari non può ignorare il cambiamento del mercato automobilistico globale. Normative sempre più severe sulle emissioni, evoluzione tecnologica e pressione verso la sostenibilità stanno spingendo anche i marchi più tradizionali verso l’elettrificazione. Ferrari lo sa bene e infatti continuerà a mantenere una gamma mista tra motori termici, ibridi ed elettrici.
Il problema però riguarda il modo in cui questo passaggio verrà percepito dagli appassionati. Perché Ferrari non vende soltanto prestazioni: vende emozione, storia e identità. Ed è proprio su questo terreno che la Ferrari Luce si gioca la partita più difficile.
Da una parte c’è la necessità di innovare. Dall’altra la paura di perdere quell’anima meccanica che ha trasformato Ferrari in un mito mondiale.
Le parole di Montezemolo, per quanto dure, fotografano perfettamente questa tensione. E probabilmente il vero successo o fallimento della Ferrari elettrica non si misurerà solo nei numeri di vendita, ma nella capacità di convincere gli appassionati che anche senza il rombo di un V12 una Ferrari possa continuare a essere davvero una Ferrari.
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