Auto elettriche: accordo fra Bmw e Jaguar Land Rover

“L’unione fa la forza”: per razionalizzare i costi industriali, Bmw e Jlr uniscono le rispettive competenze, finalizzate allo sviluppo condiviso della quinta generazione dell’architettura eDrive.

Una nuova alleanza strategica (proprio in questi giorni nei quali, sotto i riflettori dell’asset automobilistico mondiale, c’è l’ipotesi di fusione alla pari tra Fca e Renault a tenere prepotentemente banco nelle cronache) prepara un’ulteriore mossa nel sempre più articolato scacchiere delle partnership fra big player del comparto automotive, a conferma (se ce ne fosse ancora bisogno) della necessità di “coalizzarsi” per far fronte comune relativamente alle esigenze di ottimizzazione degli investimenti finalizzati allo sviluppo delle nuove generazioni di auto elettrificate e tecnologie da esse derivate.

L’annuncio porta la firma Bmw e Jaguar Land Rover: il colosso di Monaco di Baviera ed il costruttore che raggruppa le factory di Coventry e Solihull (entrambe di proprietà del gigante indiano Tata Motors) hanno sottoscritto un agreement finalizzato ad una serie di programmi di sviluppo nel settore della e-mobility, attraverso il progetto congiunto di sistemi di alimentazione 100% elettrica “new gen”. L’obiettivo è, chiaramente, rivolto alla razionalizzazione dei costi industriali e costituire una valida controffensiva di mercato, in virtù delle sinergie che verranno poste in essere da entrambi i Gruppi. Ciò, anticipano i vertici Bmw e Jaguar Land Rover, si attuerà secondo un piano di risparmio che deriverà dall’engineering condiviso, da strategie di acquisto componenti in partnership e da progetti di produzione pianificata “in tandem”.

Nel 2020, con iX3, la quinta generazione di sistemi powertrain

Segnatamente, dal 2020 Bmw Group porterà al debutto sul mercato la quinta generazione di sistemi di propulsione elettrica eDrive (step indicato dalla denominazione tecnica “Gen 5”) in ordine all’equipaggiamento di Bmw iX3, l’”elettro-SUV” di fascia medio-bassa anticipato al Salone di Pechino 2018 e per il quale ci si aspetta una potenza nell’ordine di circa 270 CV, l’alimentazione con batterie agli ioni di litio da 70 kWh (con in programma, per contribuire ad un futuro ampliamento della lineup di proposte “zero emission”, il ricorso a differenti livelli di capacità degli accumulatori: 60 kWh, 90 kWh e 120 kWh, da predisporre altresì alla ricarica attraverso gli “hub” fast-charge da 150 kW) e, “base di partenza”, l’allestimento sulla nuova piattaforma modulare eDrive, chiamata a costituire l’”ossatura” per la futura gamma di modelli elettrici a marchio Bmw (non MINI, dunque). Allo stesso modo, la nuova architettura “Gen 5” rappresenterà il sistema di propulsione che equipaggerà le successive evoluzioni che verranno via via proposte insieme a Jaguar Land Rover.

Bmw: “Collaborare, uno degli elementi chiave di successo”

“L’industria automobilistica sta subendo una forte trasformazione. Da parte nostra, consideriamo la collaborazione un fattore di successo, anche nel campo dell’elettrificazione – osserva Klaus Fröhlich, membro del CdA della Divisione Sviluppo di Bmw Group – Con Jaguar Land Rover, abbiamo trovato un partner i cui requisiti per la futura generazione powertrain corrispondono in modo significativo ai nostri programmi. Insieme, abbiamo l’opportunità di soddisfare in modo più efficace le esigenze dei clienti, abbreviando i tempi di sviluppo e portando più rapidamente veicoli e tecnologie all’avanguardia sul mercato”.

Gen 5: tecnologia di razionalizzazione costi e risorse

All’atto pratico, un team di tecnici Bmw Group e Jaguar Land Rover opereranno, a Monaco di Baviera, per procedere all’ulteriore sviluppo dei moduli powertrain Gen 5, con i rispettivi sistemi di trasmissione, che saranno installati da ciascuno dei due partner dell’operazione nelle rispettive lineup. L’importanza della “famiglia” eDrive di quinta generazione, in termini di sviluppo ingegneristico, è notevole, in quanto riassume gli elementi-chiave della nuova partnership Bmw Group-Jaguar Land Rover: il layout del gruppo powertrain è condensato in un’unica sede (motore elettrico, trasmissione, elettronica di potenza e dispositivi di controllo); inoltre, si distingue per l’assenza di terre rare, componenti di primaria importanza in materia di alimentazione “zero emission” tuttavia influenzati dagli asset politici mondiali.

Le strategie di apertura a nuovi partner

È altrettanto rilevante, come si accennava in apertura, la sempre più ampia strategia di “allargamento” Bmw verso nuovi partner operativi: iniziative di collaborazione che stabiliscono nuove forme di condivisione dei rispettivi know how e risorse, nell’ottica di sviluppo delle prossime generazioni di tecnologie di elettrificazione, servizi alla mobilità e sistemi di guida autonoma: dagli accordi di collaborazione con Daimler AG per lo sviluppo delle offerte al pubblico nei settori car sharing, ride hailing, parcheggio, ricarica e trasporto multimodale; alle intese poste in essere con Fca ed Intel per le tecnologie “self driving”. E se Bmw è presente da oltre sei anni nel campo degli autoveicoli elettrici (primo modello sviluppato per un engineering 100% elettrico fu, nel 2013, Bmw i3), Jaguar Land Rover ha, all’inizio del 2018, fatto il proprio ingresso nella sempre più competitiva fascia di mercato “e-mobility” con il SUV Jaguar I-Pace, primo modello totalmente a zero emissioni. Dal punto di vista strategico, inoltre, obiettivo Bmw è di poter contare su una gamma di 12 nuovi modelli ad alimentazione 100% elettrica entro il 2025; Jlr, dal canto suo, ha necessità di una sostanziale razionalizzazione dei costi industriali, soprattutto nell’attuale fase di mercato che ha fatto registrare, per l’”asse Coventry-Solihull”, una prima fase di 2019 “in rosso”, causata in particolar modo da un calo della domanda in Cina (mercato-chiave) e dalle sempre più stringenti normative in materia di emissioni sui motori diesel.

Non va infine dimenticato il percorso parallelo che da tempo interessa Bmw e Jaguar Land Rover, e che la sigla dell’accordo può trasformare in uno dei classici “corsi e ricorsi” della storia: già nel 1994, Bmw aveva acquistato il Gruppo Rover (holding sotto la quale c’erano, appunto, i “brand” Jaguar e Land Rover); a sua volta, nel 2000 Bmw Group vendette Jlr a Ford, il quale cedette le factory di Coventry e Solihull all’indiana Tata Motors nel 2008.

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