Morgan: Investindustrial annuncia il controllo delle quote di capitale

Mentre al Salone di Ginevra debutta la inedita Morgan Plus Six, il fondo di private equity Investindutrial annuncia un accordo per l’acquisizione della maggioranza delle quote capitale della fabbrica di Malvern.

Nelle giornate di vigilia dell’apertura al pubblico del Salone di Ginevra 2019 (qui la nostra panoramica sulle novità in esposizione alla rassegna, che apre oggi ai visitatori e si concluderà domenica 17 marzo), ha suscitato clamore – e nelle prossime settimane, ovvero quando se ne conosceranno le modalità in dettaglio, continuerà sicuramente a far parlare di sé – l’annuncio dal fondo di private equity Investindustrial, che fa capo all’imprenditore italiano Andrea Bonomi, relativo al raggiungimento di un accordo finalizzato all’acquisizione della maggioranza delle quote capitale di Morgan Motor Company. Una news di notevole spessore, oltre che sorprendente, dal momento che storicamente la fabbrica di Malvern, attiva dal 1909, generazione dopo generazione passa di mano alla medesima famiglia, nel solco di una tradizione tipicamente, e volutamente, artigianale che da sempre accompagna le più prestigiose manifatture.

Del resto, la stessa Morgan è presente al Salone di Ginevra 2019 con un modello tutto nuovo, per soluzioni di motorizzazione e per progettazione del telaio: la inedita Plus Six (qui il nostro approfondimento di presentazione, nel quale abbiamo sintetizzato la notizia dell’interessamento Investindustrial nelle quote Morgan), roadster che sotto un corpo vettura apparentemente molto simile alle classiche linee che da decenni, pressoché immutate, rappresentano il fiore all’occhiello della fabbrica del Worchestershire, viene equipaggiata con l’unità Bmw “B58” 3.0 6 cilindri in linea a sovralimentazione Bmw M TwinPower Turbo da 340 CV (lo stesso motore della nuova generazione di Bmw Z4 e della “cugina” Toyota Supra) e poggia su un telaio che, per la prima volta, fa ricorso all’alluminio anziché all’acciaio. Un cambio di rotta epocale per le “due posti-quattro posti” di oltremanica, che si accompagna all’annuncio dell’acquisizione della maggioranza Morgan da parte di Investindustrial, un nome da tempo presente nell’automotive (Aston Martin e, fino al 2012, Ducati). Il fondo di private equity di Andrea Bonomi si incaricherà, dunque, di sostenere le strategie Morgan relativamente allo sviluppo di nuovi modelli, oltre all’espansione del network di distribuzione ed all’ampliamento degli eventi dedicati agli appassionati ed al lifestyle, settore nel quale Morgan ha da tempo avviato una concreta evoluzione della propria immagine, attraverso la promozione di club e raduni, proposte di abbigliamento dedicato, accessori, occhiali ed orologi.

Dati alla mano, a convincere Bonomi potrebbe essere stato, oltre all’immagine “unica” in se e per se del marchio Morgan nel mondo, il consuntivo della fabbrica relativo al 2018, concluso con ricavi nell’ordine di 33,8 milioni di sterline e 3,2 milioni di utile netto, ed un monte-produzione che si attesta su 700 unità all’anno. La conclusione dell’operazione (che non verrà portata avanti da Investindustrial V, ovvero il fondo tutt’oggi detentore di una quota nel capitale Aston Martin Lagonda: con tutta probabilità, dovrebbe essere affidato ad uno dei fondi Investindustrial specializzati negli investimenti in aziende più piccole e con marcate possibilità di espansione) è prevista per la fine di aprile: non vi sarà ricorso ad alcun debito, e le casse della factory di Malvern resteranno in attivo. La famiglia Morgan, dal canto suo, manterrà una quota di minoranza nella società; per la prima volta nella ultrasecolare storia del marchio, ed anche questa è una notizia di rilievo, una compartecipazione al capitale sarà appannaggio anche del management e dei dipendenti.

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