Salone di Ginevra: arriva Morgan Plus Six, è tutta nuova

Triplo colpo di scena da Morgan a Ginevra 2019: la nuova Plus Six è la prima a motore 6 cilindri in linea e turbo, la prima a telaio in alluminio. In più, annunciata la prossima acquisizione delle quote capitale da Investindutrial.

Non c’è marzo senza Salone di Ginevra, non c’è Salone di Ginevra senza Morgan. I “piani alti” della storica fabbrica di Malvern, all’approssimarsi dell’edizione 2018 della rassegna, avevano deciso che per la variante “alto di gamma” Plus 8, ovvero il modello roadster che ha per lungo tempo – insieme alla “sorella racing” Aero 8 – rappresentato il culmine della produzione di Malvern, non ci sarebbe stata alcuna erede. La promessa venne mantenuta, ed a Ginevra 2018, per celebrare l’addio delle versioni “Ottovù” dai listini Morgan ed a ricordare i cinquant’anni dal debutto della declinazione, ci fu la presentazione della serie speciale Morgan Plus 8 50th Anniversary Edition. A dodici mesi esatti, ecco la sorpresa: un modello nuovo (in tutto e per tutto), che ovviamente, e non potrebbe essere altrimenti, mantiene gli atout di raffinata unicità che da ottant’anni contraddistingue le personalissime due posti-quattro posti della manifattura semi-artigianale di Malvern da sempre in mano alla stessa famiglia.

Si tratta di Morgan Plus Six, verrà declinata in quattro varianti (“Plus Six”, “Plus Six Touring”, “Plus Six First Edition Moonstone” e “Plus Six First Edition Emerald”), in funzione delle specifiche dotazioni e del periodo di “lancio”, e verrà proposta – i prezzi “captati” si riferiscono, al momento, al mercato di oltremanica – a partire da 89.995 sterline, corrispondenti a poco meno di 105.000 euro, per le versioni di debutto “First Edition”; e da 77.995 sterline (ovvero circa 90.900 euro) per le due “Plus Six” e “Plus Six Touring”.

Con Plus Six, per gli enthusiast dello storico marchio British si prospetta un cambio di rotta epocale, sottolineato anche da un ulteriore “colpo di scena” captato nelle ore di vigilia dell’apertura al pubblico di Ginevra 2019 (qui la nostra panoramica sulle novità in esposizione alla rassegna, che si concluderà domenica 17 marzo): l’acquisizione delle quote di maggioranza della fabbrica da parte del private equity Investindustrial, guidato da Andrea Bonomi che il comparto automotive già ben conosce per il suo controllo delle quote in Aston Martin Lagonda (e Ducati).

L’auto piace ai fondi private equity

La notizia, diramata nelle scorse ore, al momento non viene dettagliata relativamente al controvalore di operazione: se ne attende il perfezionamento per le prossime settimane. È stato reso noto che l’investimento sarà realizzato attraverso un fondo separato da Investindustrial V Lp (cioè il fondo al quale fa capo il controllo di Aston Martin) senza alcun indebitamento finanziario, e per far mantenere a Morgan (la cui famiglia proseguirà nella rappresentanza del marchio, e manterrà una partecipazione di minoranza nella società; per la prima volta, inoltre, dirigenza e dipendenti parteciperanno alla formazione del capitale sociale) un saldo netto di cassa positivo al termine dell’operazione. Dati alla mano, l’asset di produzione Morgan è nettamente positivo: la fabbrica di Malvern costruisce circa 700 vetture all’anno, ed ha chiuso il 2018 con ricavi per 33,8 milioni di sterline e un utile netto di 3,2 milioni di sterline. Inoltre, da tempo l’immagine Morgan ha conosciuto una concreta evoluzione nel “lifestyle”, attraverso proposte di abbigliamento dedicato, accessori, orologi ed occhiali.

Plus Six: la prima a sei cilindri, e la prima turbo

Di carne al fuoco ce n’è dunque molta, e non soltanto industriale, ma come abbiamo visto anche operativa. Tornando alla big news che fa bella mostra di se allo stand Morgan di Ginevra 2019, Morgan Plus Six porta in dote, come accennato, un ampio ventaglio di novità. A cominciare dall’unità motrice, che per la prima volta nella lunga storia della factory del Worcestershire viene rappresentata da un motore a sei cilindri in linea (o, per dirla all’inglese, “Straight Six”), e tutta nuova anch’essa: il Bmw S58 3.0 a tecnologia Bmw TwinPower Turbo, propulsore di nuova progettazione – deriva dalle precedenti unità S55 e B58 -, ed impiegato a bordo delle “new entry” bavaresi Bmw X3M ed X4M, le nuove M3 ed M4 e Z4 (tanto per restare… in tema roadster) e la “cugina” di quest’ultima Toyota Supra. Identica la potenza rispetto a Z4 e Supra: 340 CV e 500 Nm di coppia massima. Morgan Plus Six è, dunque, anche la prima Morgan ad impiegare la sovralimentazione a turbocompressore. Riguardo alla trasmissione, la novità di Malvern si affida ad un collaudato cambio automatico ZF ad otto rapporti – in luogo dell’”universale” tipo manuale – con tre modalità di controllo (“Sport”, “Plus” e “Manual”) e levette al volante.

Dalla presentazione di un simile gruppo motopropulsore c’è da attendersi valori prestazionali “da urlo”. E in effetti, Morgan Plus Six non tradisce le aspettative: la velocità massima dichiarata è di 265 km/h, mentre per lo scatto da 0 a 100 km/h 4”2 sono sufficienti. Altro che “Understatement” inglese: la grinta c’è, ed oltre che sentirsi, si vede anche!

Telaio: sorpresa, ora c’è l’alluminio

E lo dimostra non soltanto il nuovo motore di origine Bmw M TwinPower Turbo, ma anche lo studio di un telaio anch’esso nuovo di zecca: la piattaforma CX-Generation, frutto di cinque anni di sviluppo che fa, per la prima volta, ricorso all’alluminio attraverso specifici elementi incollati in modo da aumentare, raddoppiandola, la rigidità torsionale in rapporto alla neopensionata Plus 8 che impiegava l’acciaio; e rendere maggiormente spazioso l’abitacolo, grazie a 200 mm in più in lunghezza, a disposizione delle gambe degli occupanti più alti. Il legno di frassino, che da sempre sostiene la pannellatura della carrozzeria, ora è presente sotto forma di struttura centrale supplementare. Dunque, altra “rivoluzione”, peraltro scelta all’insegna del nuovo che avanza. Vedremo, un giorno, varianti Morgan a propulsione ibrida o elettrica, o – perché no? – dotate di sistemi di sicurezza attiva ed ausilio alla guida di nuova generazione, oppure ancora con funzionalità di guida autonoma o semi-autonoma? È ovviamente presto per dirlo, e forse azzardato; tuttavia può essere che, nel futuro, anche negli ambienti di Malvern arrivino nuove “evoluzioni”…

Abitacolo e dotazioni: più possibilità di personalizzazione

Detto del nuovo motore e del telaio completamente riprogettato, non resta che affrontare l’analisi del corpo vettura. Esteticamente pressoché identica alla più classica tradizione Morgan – e non è neanche il caso di mettere pesantemente mano all’eterna immagine esteriore; in realtà, “sotto sotto” gli aggiornamenti sono molteplici anche qui, per quanto poco distinguibili ad una prima occhiata -, Morgan Plus Six possiede, in virtù del nuovo pianale, un passo leggermente allungato. Le sospensioni fanno affidamento, all’avantreno, allo schema a doppi triangoli, e al retrotreno ad una geometria multilink. L’abitacolo presenta nuovi contenuti hi-tech, a cominciare da un piccolo display LCD integrato nella plancia, per proseguire con la nuova consolle centrale e con la strumentazione di nuovo disegno. Inedita, perché più leggera, più rigida ed ulteriormente contenitiva, la struttura dei sedili i quali, noblesse oblige, mantengono invariata la tradizionale forma esteriore. Per la variante Plus Six Touring è disponibile un nuovo hardtop amovibile, in leggero materiale composito e proposto in tinta Morgan Sport Ivory o nella medesima nuance della carrozzeria, che dà la possibilità di trasformare la vettura tanto visivamente che riguardo alla versatilità di utilizzo.

Per le declinazioni-lancio First Edition Emerald e First Edition Moonstone – entrambe verranno “tirate” in 50 unità – la combinazione cromatica prevede, rispettivamente, l’abbinamento fra una varietà di verde scuro ispirata al classico British Racing Green con interni in tinta crema e modanature in legno di noce ad effetto opaco; e carrozzeria in Ice Blue con plancia del medesimo colore ma rivestimenti in pelle Dark Blue ed accenti in nero lucido.

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