Tesla: 2018 anno record, ma per i mercati non basta

90.700 vendite nel quarto trimestre, oltre 245.000 consegne nell’intero anno; nuova Model 3 largamente capofila. Cifre tuttavia al di sotto delle previsioni degli analisti. I prossimi mesi saranno cruciali?

Tesla: 2018 anno record, ma per i mercati non basta

di Francesco Giorgi

03 Gennaio 2019

“Pollice in su” per Tesla: il quarto trimestre 2018 ha fatto registrare, per il marchio californiano che si prepara a portare al debutto la attesissima Model 3 su scala mondiale (l’arrivo in Europa avrà inizio nelle prossime settimane) un volume di vendite globali nell’ordine di 90.700 unità. Il metro di paragone rispetto al trimestre precedente sottolinea un 8% in più: cifra che, se analizzata dal quantitativo di produzione raggiunto (86.555 esemplari) sembra proprio voler confermare il fatto che, per la factory fondata dal vulcanico Elon Musk, le difficoltà di produzione dei mesi scorsi (qui un nostro approfondimento sull’”outing” di Musk ai microfoni della CBS in merito alla spinta dell’automazione nei processi produttivi, che come lo stesso Elon Musk aveva ammesso sarebbe stata un po’ troppo “massiccia” sull’apporto umano) possono definirsi superate.

Tesla Model 3: traina le cifre di produzione…

Più in dettaglio, è la novità Model 3 – proprio il modello che, per progetti di produzione su ampia scala, durante il 2018 ha rischiato seriamente di mandare in crisi l’asset industriale Tesla -, lo scorso luglio giunta al pianificato livello di produzione di 5.000 unità alla settimana (qui la nostra analisi), a recitare  “ovviamente” il ruolo di prim’attrice per le performance Tesla sul palcoscenico dei costruttori a livello mondiale.

L’ultimo trimestre del 2018 appena archiviato ha infatti permesso all’azienda di Palo Alto di mettere a segno un livello di produzione di 1.000 unità al giorno (ulteriore crescita, dunque, in rapporto ai 5.000 esemplari a settimana raggiunti, come accennato, all’inizio della scorsa estate). Nel periodo 1 ottobre-31 dicembre, gli esemplari prodotti dall’azienda californiana hanno sfiorato quota 61.400 (per la precisione: 61.394), il che in termini percentuali significa il 15% in più sul terzo trimestre 2018. Cifre “in attivo” anche sul fronte delle consegne: 63.150 i nuovi modelli messi su strada e consegnati ai nuovi clienti.

… Ma non raggiunge le previsioni                                                                   

A calmare (momentaneamente) gli animi, tuttavia, ci pensano i dati di mercato. Le “quasi” 61.400 unità di Model 3 consegnate nel quarto trimestre dell’anno non hanno raggiunto il quantitativo di 64.900 esemplari attesi dal mercato: una “doccia fredda” (ma non troppo) che porta i vertici della factory di Palo Alto ad un tiepido sorriso, celato dietro un comunicato che pone sotto lo stesso tetto un risultato comunque significativo, se rapportato agli anni precedenti, ed una concreta attenzione per i prossimi mesi: “In prospettiva della nostra crescita, le nostre cifre di consegne per il 2018 hanno quasi raggiunto il volume totale di tutti gli anni precedenti”, indicano i “piani alti” Tesla, manifestando ovvia fiducia nei confronti di Model 3, vettura che potrà offrire “Concrete opportunità” al’azienda. Un programma che troverebbe sbocco attraverso un ampliamento dei mercati di vendita per la nuova “electric compact”, e nello stesso tempo “Portando in listino nuove versioni a prezzo inferiore, e con nuove formule di vendita in leasing” (dichiarazione che, “fra le righe”, conferma come il settore dell’auto elettrica rimane condizionato dai prezzi di acquisto, e dalle relative formule di vendita).

I mercati hanno, come detto, recepito come “deludenti” le performance Tesla in termini di vendite: per questo, a Wall Street il titolo della factory californiana ha ceduto l’8,2% a 305 euro.

Ma appare significativo, in questo senso, riportare la recentissima sforbiciata del Governo federale USA sugli incentivi all’acquisto di veicoli elettrici: dal 1 gennaio 2019, i bonus a disposizione degli “elettro-automobilisti” statunitensi sono, di fatto, dimezzati: da 7.500 dollari a 3.750. Una cifra nominalmente discreta, tuttavia non sufficiente, per Tesla, a mantenere la medesima ottica di vendite già preventivata. Tanto che è notizia delle scorse ore il ribasso di 2.000 dollari nei propri listini USA nell’ordine di “Sostenere i volumi di vendita” ed ammortizzare, in maniera parziale, il taglio agli incentivi per l’acquisto di auto elettriche.

Tesla: quanto ha venduto nel 2018

Gli occhi del comparto automotive erano, comprensibilmente, puntati su Tesla Model 3 (qui il nostro approfondimento sull’ufficializzazione dei prezzi per il mercato italiano, dove la nuova berlina elettrica “da grandi numeri” viene offerta in due versioni a trazione integrale: “Long Range”, ovvero il modello “di accesso” alla gamma, in listino a partire da 59.600 euro; e “Performance”, proposta a partire da 70.700 euro). Il “mondo Tesla”, tuttavia, si articola anche sulla ben conosciuta berlina premium Model S e sul SUV Model X. Più nello specifico, Tesla Model S ha messo a segno, nel quarto trimestre 2018, 13.500 esemplari consegnati; per Model X, le unità messe su strada sono state 14.050. Un totale di 27.550 unità che, anche in questo caso, risulta leggermente inferiore al preventivato, che indicava 27.800 esemplari consegnati. Per l’intero 2018, le consegne di Model S e Model X, secondo quanto comunicato da Tesla, sono state complessivamente 99.394. Cifra che, sommata alle 145.846 Model 3 (per la maggior parte riferite alle versioni di allestimento medio-alto, ed è anche per questo che i vertici Tesla puntano ad un ampliamento del ventaglio delle proposte a declinazioni più “popular”, tenendo presente come “relativa” l’accezione di tale termine), porta il totale consegne Tesla per l’anno appena terminato a 245.240 unità.

Gli impianti ex General Motors nel mirino?

Complessivamente, Tesla sembra muoversi piuttosto bene nel comparto automotive internazionale, considerato che si tratta di un marchio “piccolo” in rapporto ad altri big player (VAG, Daimler AG, Bmw, PSA Groupe, Renault-Nissan-Mitsubishi, Hyundai-Kia, Toyota, Ford, adesso anche FCA) che mettono sul piatto notevolissimi investimenti nello sviluppo di nuovi sistemi di propulsione elettrificata, dispositivi di guida automatizzata e sistemi integrati di auto connessa. Staremo a vedere se, fra i progetti a breve termine per Tesla, si concretizzerà l’acquisizione di sette degli stabilimenti General Motors (che recentemente la numero uno GM, Mary Barra, aveva annunciato di voler chiudere in funzione di un piano di riassetto industriale) ipotizzata nelle scorse settimane dallo stesso Elon Musk durante un programma della CBS: un progetto – nulla di deciso all’atto pratico, si è trattato solamente di una dichiarazione possibilista – che sottenderebbe un ulteriore aggiornamento ed una maggiore estensione per le linee di montaggio Tesla su più aree degli Stati Uniti e del Canada.

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