Jaguar e Land Rover dicono “no” al Salone di Ginevra 2019?

Dietrofront di Coventry e Solihull: secondo una “fonte interna”, non saranno della partita alla rassegna ginevrina del prossimo marzo. Ecco perché potrebbero avere rinunciato.

Jaguar e Land Rover dicono “no” al Salone di Ginevra 2019?

di Francesco Giorgi

05 dicembre 2018

Una diffusa attenzione ai costi, ma anche il contestuale sviluppo delle tecniche di diffusione delle anteprime; e, nel caso specifico, anche l’incertezza economica dovuta alla Brexit, il calo nella domanda di versioni a gasolio ed un certo rallentamento da parte del mercato cinese. Ed ecco come i vertici Jaguar Land Rover – due dei “big player” del comparto automotive maggiormente attivi, negli ultimi mesi, quanto a sviluppo di novità di gamma -, mentre il Salone di Los Angeles 2018 è in pieno svolgimento, indicano le motivazioni del “no” ad una eventuale loro presenza al Salone di Ginevra 2019. Ed è da notare che, a fianco di Coventry e Solihull, anche Ford e Volvo brilleranno… per la rispettiva assenza alla prima grande rassegna delle novità europee 2019, in programma da giovedì 7 a domenica 17 marzo.

A diffondere la notizia, in queste ore, è una news pubblicata nell’edizione online di Autocar: ai taccuini del sito Web di oltremanica, una “fonte interna” a Jaguar Land Rover avrebbe puntualizzato che “L’azienda sottopone a costante controllo l’efficacia delle attività di promozione e marketing. In questo senso, l’evoluzione delle tecnologie digitali ci forniscono nuove opportunità per l’introduzione dei nuovi modelli sul mercato e la contestuale interazione con i clienti”. “Abbiamo deciso che non prenderemo parte a Ginevra 2019, tuttavia le nostre strategie di marketing continueranno a rivestire un ruolo fondamentale nei nostri progetti promozionali, e potranno esserci utili per rivedere e scegliere le migliori soluzioni di incontro con il mercato e gli utilizzatori finali”.

È chiaro che, fra le righe, la dichiarazione riportata da Autocar si riferisce ad una tendenza già in atto fra le Case costruttrici: i “big event” collettivi rappresentano da una parte realtà consolidate; tuttavia, come sempre più spesso avviene in occasione del “lancio” di singoli modelli, iniziative organizzate “in autonomia” costituiscono un veicolo di “auto-promozione” rapido, efficace ed anche economico. Anziché dover condividere il palcoscenico con i propri competitor, la singola azienda riesce, agendo “da sola”, a meglio polarizzare su di se l’attenzione dei media e del pubblico. A tutto vantaggio, come accennato, dell’attenzione alle spese (niente costi di trasferimento delle vetture né di trasferta per interi staff di dipendenti e collaboratori, affitto di stand presso i quartieri fieristici e così via) e dell’opinione pubblica.

Riguardo a Jaguar Land Rover – che, lo ricordiamo, allo scorso Salone di Ginevra avevano suscitato scalpore con la presentazione di Jaguar I-Pace (primo SUV elettrico di Coventry) in anteprima assoluta per il grande pubblico dopo il vernissage “dedicato” di anteprima che si era svolto nei giorni precedenti la kermesse ginevrina 2018; mentre il marchio-simbolo per l’offroad di oltremanica aveva presentato Range Rover SV Coupé (prefigurazione “tre porte” di altissima gamma di Range Rover SV programmata in 999 esemplari, e la poderosa Land Rover Defender Works V8 da 405 CV, anch’essa a tiratura limitata -, la scelta potrebbe, come accennato, essere una prima concretizzazione ad un programma di attenzione ai costi più ampio: in Europa, il comparto autovetture a gasolio è al centro di una fase di calo nelle vendite; in Cina si assiste ad un leggero rallentamento (situazione che, del resto, interessa gran parte delle principali Case produttrici presenti all’ombra della Grande Muraglia): tanto è vero che, come prima misura decisa dai vertici Jaguar atta a scongiurare ulteriori “segnali negativi” come quello che si è verificato nello scorso trimestre, i “piani alti” di Coventry avevano annunciato una serie di strategie turn-around rivolte al miglioramento di redditività e cash flow nel giro di due o tre anni. Dal canto suo, proprio il calo delle vendite in Cina a causa di nuovi dazi di importazione e la riduzione degli ordini di modelli a gasolio avevano portato, ad inizio ottobre, la dirigenza delle due aziende che fanno capo a Tata Motors ad annunciare un paio di settimane di “stop” della produzione a Solihull, da dove escono Jaguar F-Pace, Land Rover Discovery, Range Rover, Range Rover Sport e Range Rover Velar.

La decisione Jaguar Land Rover di “disertare” la prossima edizione del Salone di Ginevra potrebbe essere letta sotto varie sfumature: da un lato una futura maggiore selezione delle grandi rassegne automotive, e soltanto nel caso di presentazione di novità eclatanti; oppure (la diamo come ipotesi, e non è detto che ciò possa, un giorno, verificarsi davvero) la possibilità che, dal post-Brexit, nel futuro il Regno Unito torni ad annoverare nuovamente un “Salone di Londra” di primo piano nel panorama internazionale degli eventi di maggiore richiamo (anche se attualmente, il “Salone” c’è: si tratta del London Motor & Tech Show che quest’anno ha avuto luogo, nella seconda metà di maggio, presso l’ExCel Exhibition Centre, complesso che sorge lungo il Tamigi); in terzo luogo, il progressivo spostamento ad oriente per i grandi eventi. Del resto, è stata sotto gli occhi di tutti, nelle scorse settimane, la “defezione ufficiale” non soltanto di Ford e Volvo, ma anche di Volkswagen, Opel, Nissan, Mazda, Infiniti, Mitsubishi  e Subaru dal Salone di Parigi 2018. Sarà interessante tenere d’occhio le iscrizioni ufficiali per Ginevra 2019.

D’altro canto, come si diceva, altri due “giganti” come Ford e Volvo hanno scelto di non partecipare a Ginevra 2019. A maggior ragione, ha suscitato un certo scalpore (e, dal punto di vista mediatico, si può dire che abbia funzionato) la “provocazione” che il marchio di Goteborg (ma da tempo nell’orbita della holding cinese Geely) ha organizzato per il Salone di Los Angeles: una installazione artistico-promozionale che non present alcun nuovo modello – anzi: di veicoli non c’è nemmeno l’ombra -, sottolineata dal claim “This is not a car”, uno slogan che può costituire un parallelo con il magrittiano “Ceci n’est pas une pipe”, didascalia del celebre quadro “La Trahison des images” – dipinto esattamente novant’anni fa da René Magritte – nel quale il maestro belga del Surrealismo intendeva porre in risalto la differenza di consistenza e tangibilità fra l’oggetto raffigurato e il mondo reale. In questo senso, Volvo (che, è da notare, non ha significative flessioni di vendite) ha inteso promuovere i propri servizi di car sharing, noleggio e consegna merci direttamente nel bagagliaio della vettura (quest’ultimo, in fase sperimentale in Svezia e ora anche oltreoceano, viene svolto in partnership con Amazon).

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