Volkswagen Maggiolino: il canto del cigno nel 2019

Una “Final Edition” per accomiatare l’eterna Beetle dai mercati: fine produzione confermato al 2019. Tuttavia, “mai dire mai”: forse, un giorno il Maggiolino potrebbe tornare, magari in versione 100% elettrica.

Volkswagen Maggiolino: il canto del cigno nel 2019

di Francesco Giorgi

14 settembre 2018

Il Maggiolino si avvia ad accomiatarsi dal mercato: una notizia nell’aria da diversi mesi (qui un nostro approfondimento). Tuttavia, potrebbe non trattarsi di un addio definitivo, quanto di un “arrivederci”: tutto sta ad attendere come evolverà lo sviluppo della sempre più vicina gamma I.D. e quali potrebbero esserne le evoluzioni. È lecito sognare e avanzare una ipotesi: che un domani i vertici VW non decidano per la delibera di un successore del Maggiolino in chiave zero emissioni sviluppato dalla futura lineup I.D., attesa al debutto dal 2020? Staremo a vedere. Ma andiamo con ordine.

Un comunicato stampa diramato in queste ore da Volkswagen America annuncia che nel 2019 la produzione di VW Maggiolino terminerà: la chiusura delle linee di montaggio di Puebla (Messico) dove avviene l’assemblaggio del modello – uno stabilimento storico per Volkswagen: vi veniva prodotto il “classico” Maggiolino, la cui uscita di scena è datata 2003 – sarebbe definitiva, e per di più confermata nel calendario: il 2019, appunto.

VW Beetle Final Edition: ecco la serie speciale

Per l’occasione, come già avvenne quindici anni fa con la “Última Edición”, VW Maggiolino verrà proposta in una doppia serie speciale: “Final Edition SE” e “Final Edition SEL”, anch’essa – come l’ultima edizione del 2003 – proposta in due tinte carrozzeria “dedicate”: Safari Uni (reinterpretazione dell’Harvest Moon Beige che fa già parte della tavolozza colori di Volkswagen Maggiolino) e Stonewashed Blue, quest’ultimo a sua volta ispirato alla celebre serie “Jeans” della prima metà degli anni 70 e, più di recente, impiegato sulla serie Denim del 2016. A queste, si aggiungono le nuance Pure White, Deep Black Pearl e Platinum Grey. Per la versione cabriolet Final Edition SEL, la capote è in tinta Brown. Alcune finiture cromate al corpo vettura, i gusci degli specchi retrovisori esterni in tinta carrozzeria, un set di cerchi in lega da 17” dal disegno a quindici razze, gli ugelli lavavetro riscaldati e un tettuccio apribile configurano l’immagine esteriore della serie speciale “Final Edition”; inoltre, la variante SEL dispone cerchi da 18” verniciati in tinta carrozzeria con coprimozzo cromati e pneumatici a fascia bianca (anche qui è chiara l’ispirazione alla “Última Edición” del 2003), gruppi ottici anteriori Bi-Xeno con fendinebbia, e luci diurne e fanaleria posteriore a Led

L’equipaggiamento di Volkswagen Beetle Final Edition prevede, altresì, il comando di ingresso a bordo ed avviamento motore “KESSY”, il volante multifunzione rivestito in pelle, pedaliera in acciaio inox, climatizzatore automatico “Climatronic”, finitura in nero brillante per la consolle centrale, plancia unicamente in tinta Safari Uni con “tradizionale” sportello del vano portaguanti (“Beetle Bin”) che richiama i trattamenti interni abbinati ai colori della “Última Edición”, ed illuminazione “ambient” su tre tonalità. Il rivestimento dei sedili è in tessuto ed ecopelle nei modelli SE, ed in pelle con cuciture trapuntate nei modelli SEL. La dotazione multimediale comprende un dispositivo infotainment “Composition Media” con schermo touch da 6.3”, connettività Bluetooth, presa Usv, impianto audio SiriusXM con pacchetto di connessione offerto in prova gratuita per tre mesi, sistema di comandi vocali “Voice Control” ed interfaccia per smartphone Volkswagen Car-Net App Connect. L’assortimento di accessori per la declinazione Final Edition SEL offre, in aggiunta, l’infotainment “Discover Media” con sistema di navigazione, servizi Car-Net Security & Service e Guide & Inform, ed un impianto audio Fender Premium Audio.

Sotto il cofano, la serie speciale di addio Volkswagen Beetle Final Edition viene equipaggiata, così come l’intera lineup di fine produzione, con la collaudata unità motrice 2.0 TSI da 174 CV, abbinata ad un cambio automatico a sei rapporti. Fra i dispositivi di sicurezza attiva ed assistenza alla guida, Beetle 2019 in declinazione SE comprende, di serie, il Blind Spot Rear Traffic Alert; la gamma “premium” SEL aggiunge il Park Distance Control anteriore e posteriore.

Relativamente ai prezzi, riferiti al mercato USA, Volkswagen Beetle Final Edition viene proposta a partire da 23.045 dollari (SE) e da 25.995 dollari (SEL); le varianti Cabriolet partono da, rispettivamente, 27.295 dollari (SE) e da 29.995 dollari (SEL).

Il Maggiolino del futuro sarà elettrico?

Come accennato nella nostra ipotesi, l’eterna Volkswagen Maggiolino potrebbe cambiare pelle, vestirsi con un “completo hi-tech” ed arricchire la futura gamma elettrificata di Wolfsburg. Un po’ come, in tempi recenti, indicato dalle proposte-concept I.D., e segnatamente Volkswagen I.D. Buzz, il “Bulli elettrico” presentato al NAIAS 2017, la cui impostazione di stile è dichiaratamente ispirata al leggendario Volkswagen Bulli (qui il commovente “addio” dell’ultimo “Kombi” prodotto dal 1976 al 2014 negli stabilimenti brasiliani di Sao Bernardo do Campo) che per ben sessantaquattro anni – dal 1950 al 2013 – ha costituito il punto di partenza della gamma di minibus, furgoni di piccole dimensioni e veicoli commerciali leggeri per Volkswagen.

Del resto, gli stessi “piani alti” VW sembrano lasciar intendere che un mercato senza una lineup di veicoli ispirati al “Beetle” non è semplice da concepire: “La fine produzione del ‘Maggiolino’, dopo tre generazioni e settant’anni di permanenza in listino, susciterà senz’altro forte emozione fra gli enthusiast del modello – osserva Hinrich J. Woebcken, presidente ed amministratore delegato di Volkswagen Group of America, motivando la scelta dello stop alla produzione con precisi traguardi di riposizionamento oltreoceano – La nostra immagine si sta modificando verso una lineup di veicoli maggiormente focalizzati sulle famiglie; inoltre, stiamo concentrando molti sforzi sulle strategie di elettrificazione che si basano sulla piattaforma modulare MEB (Modularer Elektrischebaukasten, “base di partenza” della futura gamma di veicoli VW a zero emissioni, n.d.r.)”. “Al momento non ci sono programmi di immediata sostituzione di Volkswagen Maggiolino – dichiara il numero uno di VW America – Tuttavia, mi sento di affermare ‘Mai dire mai’: recentemente, ad esempio, VW I.D. BUZZ ha rappresentato una nuova interpretazione del leggendario Kombi”. Fra le righe, la dichiarazione idel presidente e CEO di VW America potrebbe essere interpretata come possibilità: ovvero, è lecito ipotizzare, in un’ottica a medio termine, l’arrivo di un “Maggiolino 2.0” a propulsione elettrica.

Alcune indicazioni, in questo senso, erano state avanzate, all’inizio dello scorso luglio, dal responsabile Design per VW, Klaus Bischoff: pur indicando chiaramente che le priorità dell’azienda sono rivolte allo sviluppo della lineup elettrica già delineata (la berlina I.D. che nel 2020 inaugurerà il filone “zero emission” di nuovissima generazione, e successivamente il SUV I.D. CROZZ e la berlina alto di gamma I.D. Vizzion, ai quali più avanti si unirà uno “Sport Utility” I.D. di maggiori dimensioni), il dirigente Design di Volkswagen aveva ammesso ai taccuini di Autocar come proprio la modularità consentita dal pianale MEB potrebbe dare il “la” allo sviluppo di un futuro Maggiolino 100% elettrico. Ma ne sapremo qualcosa di più non prima di due o tre anni.

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