Mazda: raggiunti i 50 milioni di unità prodotte in Giappone

Importante traguardo per il marchio di Hiroshima, che iniziò la propria storia automotive nell’autunno del 1931. Sotto i riflettori, i programmi di espansione produttiva e industriale per il futuro.

Ottantasette anni: un lasso temporale rilevante, in senso assoluto e dal punto di vista dell’evoluzione industriale. All’inizio del lungo periodo di regno dell’imperatore Hirohito, che era iniziato nel 1926 e sarebbe destinato a durare fino al 1989 – il più lungo nell’intera storia del Giappone –, il “Sol Levante” diede il via ad un deciso programma di sviluppo politico, economico e, di conseguenza, sociale.

Su questo substrato vennero poste le basi di quello che, nei decenni successivi, sarebbe diventato il Giappone moderno. Fra le aziende attualmente nel ruolo di big player del comparto automotive, Mazda intraprese la produzione di Costruttore automobilistico nell’autunno del 1931: appunto, quasi ottantasette anni fa. Da quell’epoca lontanissima, viene celebrato in questi giorni un importante traguardo: il raggiungimento dei 50 milioni di unità prodotte dal marchio di Hiroshima nei propri stabilimenti giapponesi.

La ricorrenza è stata celebrata con una cerimonia che si è svolta nelle scorse ore presso l’impianto di assemblaggio Mazda di Hofu, nella provincia di Yamaguchi, dove attualmente – su due linee, H1 ed H2, situate a Nishinoura; e a Nakanoseki per la produzione di gruppi trasmissione manuali ed automatici – vengono deliberate le versioni delle lineup Mazda2, Mazda3, Mazda CX-3, Mazda6 e le corrispondenti unità di propulsione. Yamaguchi, operativo dal 1982, rappresenta il secondo dei due “big plant” Mazda in Giappone (l’altro è quello di Hiroshima). Ai festeggiamenti per i 50 milioni di veicoli prodotti da Mazda “in patria” hanno preso parte il presidente, amministratore delegato e Representative director, Masamichi Kogai, i massimi dirigenti del marchio ed una rappresentanza sindacale.

Nel dettaglio, il traguardo delle 50 milioni di unità prodotte è stato raggiunto ad 86 anni e sette mesi dall’avvio della produzione del primo veicolo Mazda, un furgoncino a tre ruote (“Mazda-Go”), avvenuto nell’ottobre 1931, ad Hiroshima: fino al 1936, i motocarri Mazda venivano distribuiti sul mercato (dal 1932 anche in Cina) attraverso la rete di vendita Mitsubishi. La produzione del “Mazda-Go” fu la prima pietra di sviluppo automotive per l’azienda, che – proseguendo brevemente nella sua storia – visse un secondo importante momento nel 1960, quando cioè ebbe inizio la messa in produzione della minuscola R360, kei car a due porte e due posti con motore posteriore bicilindrico, raffreddato ad aria, da 356 cc e 16 CV di potenza. La piccola R360 (evoluta nel 1962 in declinazione 2+2 posti “P360 Carol”, nel 1964 in versione Cabriolet e affiancata dalla variante B360 Pick-up con motore anteriore), prodotta fino al 1966, permise a Mazda di conquistare la leadership nel segmento kei-car in patria. Fra gli appassionati di tecnica, il nome Mazda è stato legato per lungo tempo all’adozione dei motori a rotativo Wankel (qui un nostro approfondimento tecnico su questo tipo di propulsione), le cui punte di diamante, per il Costruttore giapponese, furono Mazda RX-7, prodotta in tre serie dal 1978 al 2002, e Mazda RX-8, prodotta dal 2003 al 2012 e dismessa a causa delle stringenti normative anti-inquinamento che mal si conciliano con le peculiarità del motore rotativo (il quale ha pagato lo scotto di un limitato sviluppo proprio a causa dei consumi in media superiori rispetto ai “tradizionali” motori termici a stantuffi, e un più elevato tasso di idrocarburi incombusti).

In realtà, l’immagine Mazda dal punto di vista industriale è molto di più: la sua crescita nei mercati mondiali è stata favorita da un profondo piano di sviluppo nelle tecnologie di produzione e nella via via maggiore flessibilità dei relativi processi. “Mazda ha iniziato la produzione 86 anni fa, e ora siamo arrivati a 50 milioni di unità realizzate in Giappone. Anche producendo un milione di vetture l’anno, ce ne sarebbero voluti cinquanta per arrivare a questo traguardo, il che dimostra quanto sia lunga la storia di Mazda”, dichiara Masamichi Kogai. Il numero uno del marchio di Hiroshima, puntando i riflettori verso il futuro dell’azienda, annuncia una prossima fase di espansione del know how industriale verso le linee di produzione Mazda situate in altri Paesi: “Guardando al futuro, Mazda continuerà a costruire un marchio forte attraverso una varietà di iniziative. I nostri stabilimenti di Hofu e Hiroshima proseguiranno nella loro evoluzione e a fungere da fabbriche pilota, trasferendo rapidamente le loro tecnologie e competenze ai nostri impianti all’estero. Mi piacerebbe che tutti noi lavorassimo insieme affinché questi impianti continuino a rappresentare il tipo di capacità tecnica di quello che in Giappone definiamo storicamente con orgoglio Monotsukuri”.

All’atto pratico, indica la nota Mazda diffusa in queste ore, una “rivoluzione” nel compromesso (altrimenti tradizionale) fra varietà di lineup, competitività ed esigenze di economia di scala è stata raggiunta attraverso l’adozione di linee di assemblaggio “miste”: in grado, cioè, di procedere all’allestimento di diversi modelli su un’unica linea, con l’obiettivo di produrre più unità e più “famiglie” di veicolo a volumi ridotti. Inoltre, nel 2016 e nel 2017 i vertici Mazda hanno deciso – sulla scorta del recente “boost” nella domanda di veicoli del segmento “Sport Utility” – di intervenire verso un aumento della flessibilità di produzione relativo, appunto, alla gamma Crossover. “Gli impianti in Giappone fanno da traino alla produzione globale di Mazda e le tecniche e tecnologie di produzione definite in Giappone vengono poi estese agli stabilimenti oltremare”, prosegue la nota Mazda.

Fra i preventivi di risultato produttivo nell’immediato, Mazda punta al raggiungimento di un monte-vendite per 1.660.000 unità nel corrente anno fiscale: un periodo-chiave per il marchio di Hiroshima, perché coincide con il proprio piano industriale a medio termine “Structural Reform Stage 2” finalizzato alla realizzazione di una piattaforma produttiva globale in grado di produrre due milioni di esemplari annui a partire dall’anno fiscale che si concluderà a marzo 2024.

Nel frattempo, come ben evidenziato in tempi recenti attraverso la nuova fase di evoluzione stilistica “KODO” e lo sviluppo dei nuovi sistemi di propulsione SkyActiv a benzina e gasolio che ottemperano alle normative Euro 6d TEMP, nel 2019 entrerà a regime la produzione di massa di autoveicoli profondamente aggiornati per soluzioni di stile e tecnologie di bordo: la struttura produttiva Mazda, indica il comunicato dell’azienda, verrà interessata da un corrispondente programma di estensione, con l’intento di fornire le vetture ai clienti in tempi più brevi possibile.

Mazda, stabilimento di Hofu (Yamaguchi): immagini ufficiali Vedi tutte le immagini
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