Mercato auto: Geely interessata alle quote Daimler?

Secondo una indiscrezione Web, il colosso cinese avrebbe interesse ad entrare nei capitali del Gruppo guidato da Dieter Zetsche. Alla base potrebbe esserci lo sviluppo delle tecnologie di propulsione elettrica.

Assisteremo, un giorno, all’egemonia cinese sui big player occidentali del comparto automotive? La domanda nasce da una notizia, pubblicata dal magazine tedesco Bild am Sonntag, edizione della domenica di Bild, secondo la quale la holding cinese Geely – già in possesso della maggioranza Volvo e, nei mesi scorsi, autrice del “colpaccio” Lotus – avrebbe fra i propri piani finanziari una “rilevante operazione” su Daimler-Benz. La news non cita alcuna fonte ufficiale, tuttavia riporta che il colosso cinese potrebbe avviarsi a diventare uno dei principali stakeholders per il Gruppo di Stoccarda.

Il condizionale è, ovviamente, d’obbligo: prima di tutto perché la news della Bild am Sonntag non identifica le “voci di corridoio”; inoltre, occorre tenere presente che già nei mesi scorsi – stando a quanto emerso dalla notizia – i vertici Daimler-Benz avrebbero rifiutato una offerta da parte della stessa Geely, relativa all’ottenimento di una partecipazione fino al 5% dei capitali di Stoccarda attraverso un collocamento di azioni.

Se il progetto Geely – una volta effettivamente verificato – dovesse andare in porto, i “piani alti” della holding di Hangzhou guidata da Li Shinfu siederebbero al tavolo dei soci insieme al fondo sovrano del Kuwait (in possesso del 6,8% delle azioni Daimler e quindi attuale azionista di maggioranza), di Blackrock – il principale fondo di investimento mondiale, che detiene il 6% di Daimler – e della “big alliance” Renault-Nissan-Mitsubishi che possiede il 3,1% del capitale di Stoccarda e che, per il fatto di occuparsi delle medesime attività del Gruppo tedesco, pone sul piatto gli accordi di scambio tecnologico nei confronti di Mercedes e di Smart.

La “trattativa” (indichiamola fra virgolette, per il momento) potrebbe risultare clamorosa, qualora andasse a verificarsi in concreto: ciò perché, a differenza della “semplice proposta” dello scorso autunno, ora il ruolo di Geely potrebbe, con il tempo, trasformarsi in una figura più “forte” dal punto di vista della posta in gioco perché, essendo Daimler una “public company”, le sue azioni sono disponibili sul mercato titoli. In questo modo, il colosso cinese consoliderebbe la propria presenza diventando grande azionista per Daimler-Benz.

Va tenuto conto che Geely ha già un piede in Europa: ci si riferisce, come detto, alle acquisizioni di Volvo e di Lotus, le cui rispettive quote capitale entrarono in possesso della holding cinese in epoche nelle quali, peraltro, entrambe le Case costruttrici versavano in condizioni delicate, a differenza di Daimler che ha concluso il 2017 come nuova annata-record dal punto di vista finanziario e dei volumi di vendita (+7% di fatturato, +24% di utile netto, +14% di EBIDT; crescita del 9% nelle immatricolazioni per un totale di 3,3 milioni di nuovi veicoli immessi su strada), tanto che la prossima assemblea degli azionisti Daimler potrebbe avere, fra gli ordini del giorno, la proposta di un dividendo nell’ordine di 3,65 euro; per i 130.000 dipendenti del Gruppo si preannuncia un bonus-primato da 5.700 euro e, fra i programmi a breve termine, c’è un nuovo investimento finalizzato ad una ulteriore crescita in ricerca e sviluppo hi-tech. Tutte “voci” che la holding cinese dovrebbe tenere nella giusta considerazione, seppure sia probabile un interesse dei big player della “Terra di Mezzo” nel settore dell’auto elettrica e nelle tecnologie delle batterie.

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