Mercato auto 2021: ecco le prime previsioni

La ripresa globale potrebbe arrivare, tuttavia è legata agli strumenti di incentivo, dalla crescita delle auto elettriche e anche dalle campagne di vaccinazione.

Il 2020 resterà a lungo nella memoria di tutti come l’”annus horribilis”: società, economia, industria, commercio e servizi sono statti messi a dura prova da un’emergenza sanitaria che ha tenuto banco per l’intero anno e, nel primo scorcio del 2021, non si è ancora conclusa. In termini di vite umane, la pandemia da Covid-19 è immane nella sua tragicità. Altrettanto importante, poiché è in gioco il futuro (di pace) del mondo intero, sono l’impatto che il Coronavirus e le misure di restrizione hanno provocato sulla vita pubblica.

Vendite in aumento: ecco da cosa dipenderà

In ambito automotive (nostro settore di riferimento) il 2020 sarà in diminuzione. Tuttavia, una inversione del trend negativo potrebbe già essere dietro l’angolo; e, di conseguenza, nell’immediato futuro il mondo avrebbe la possibilità di assistere ad un “boost” delle nuove immatricolazioni. Quanto l’accelerazione sia rapida e “sostanziosa”, ciò dipenderà – indicano gli analisti – da diversi fattori:

  • aumento della domanda di veicoli per trasporto privato
  • costante crescita del mercato delle auto elettrificate (ibride, ibride plug-in e 100% elettriche)
  • incentivi all’acquisto
  • iniziative di potenziamento delle vendite online.

E perfino dalle campagne di vaccinazione. Ma andiamo con ordine.

I primi dati 2020 e le stime iniziali 2021

I dati ufficiali relativi all’intero anno appena trascorso saranno resi noti a brevissimo termine da ACEA (Associazione che rappresenta le Case costruttrici in Europa): il primo scorcio di gennaio stima, per il 2020 e relativamente ai “major market” del Vecchio Continente, un 25% in meno in Francia, -19% in Germania, -32% in Spagna e il -27,9% in Italia reso noto all’inizio di gennaio. Morgan Stanley prevede che la recrudescenza della pandemia, ed il secondo lockdown, potrebbero causare fino a 300.000 nuove immatricolazioni in meno nei mercati dell’Europa occidentale: fattore, quest’ultimo, che limiterebbe ad un possibile 14% una crescita che di recente era stata stimata al 16%. Una news pubblicata da “La Gazzetta dello Sport” riporta come, secondo gli analisti IHS, la crescita potrebbe limitarsi all’11% (circa 15,3 milioni di nuove autovetture verrebbero immesse in circolazione nel 2021 in Europa); tuttavia Inovev (società francese specializzata nelle analisi automotive) è ancora più prudente, e non si spinge oltre un +9% (meno di 15 milioni di nuove unità immatricolate nel 2021) puntando inoltre su una previsione a lungo termine poco incoraggiante: che, cioè, i 18,4 milioni fatti registrare nel 2019 non possano che essere raggiunti che nel 2030.

Anche i vaccini fondamentali per lo sviluppo dei mercati

Se si puntano i riflettori sullo scenario mondiale, la situazione si fa ancora più complessa, anche per via della ripresa già registrata in Cina (in special modo nel comparto delle auto elettriche, cresciuto del 30% lo scorso anno in rapporto al 2019) e della parallela instabilità nel mercato statunitense. Cifre alla mano, riporta la “Gazzetta”, l’aumento globale delle vendite di nuove autovetture viene prevista all’8% (fino a 77,6 milioni di veicoli) da Morgan Stanley, del 9% (target: 83,4 milioni) da IHS Market; +6,5% (80,8 milioni) da Inovev; e +6,3% da Fitch che stima una chiusura del 2021 con 81,1 milioni di nuove autovetture immesse in circolazione. Una news pubblicata da “Il Fatto Quotidiano” e riferita all’analisi di Fitch Solutions riporta che la ripresa delle vendite dipenderà anche da come i singoli mercati abbiano gestito la pandemia da Coronavirus, e sarà altresì connessa alla distribuzione dei vaccini nel 2021 che – viene da aggiungere – sarà cruciale per il prossimo futuro.

In buona sostanza: se i dati possono differire, ciò su cui i “big player” delle analisi automotive convergono per il 2021 riguarda l’incidenza delle vendite di auto elettriche, ibride e ibride ricaricabili, i processi di vendita online (che proprio nel 2020 ha costituito uno dei principali strumenti di mantenimento del mercato a causa dei lockdown) e la percezione di utilità dell’auto da parte dei consumatori. Non è un mistero che nel 2020 la mobilità privata abbia conosciuto un nuovo sostanziale gradimento su quella condivisa, appunto in relazione alla maggiore sicurezza dai rischi di contagio.

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