Mitsubishi Pajero: confermato lo stop alla produzione

Un vasto programma di riposizionamento strategico alla base dell’addio all’iconico offroad che nel 2021 andrà in pensione dopo 39 anni.

La notizia era nell’aria da tempo, tuttavia trova conferma non soltanto in merito all’annuncio di una nuova strategia di riposizionamento strategico per il marchio, focalizzata su ben precise macroaree geografiche e su determinate fasce di mercato; quanto anche riguardo ai pesanti effetti che la pandemia da Coronavirus, il lockdown e la crisi di vendite, hanno provocato a livello globale.

In ordine alla presentazione di un programma di ristrutturazione che fa leva su un ampio ventaglio di iniziative industriali a breve-medio termine, Mitsubishi conferma lo stop alla produzione di Pajero, offroad-simbolo per il marchio dei Tre Diamanti che da tempo è parte integrante della “big Alliance” operativa con Renault e Nissan.

Una fine annunciata

Come si accennava in apertura, l’”addio” a Mitsubishi Pajero, che avverrà entro un anno, non costituisce una novità in senso assoluto: il riferimento va, a questo proposito, alla serie speciale Pajero Final Edition annunciata nella primavera 2019: un’edizione limitata a 700 esemplari, rivolta al mercato nazionale (Giappone) che si contraddistingue per l’adozione di un’identità estetica esclusiva, rifiniture interne di particolare pregio e, sotto il cofano, l’unità motrice 2.0 turbodiesel 3.2 da 190 CV abbinata ad un cambio automatico a cinque rapporti ed alla trazione integrale Super-Select 4WD II.

Una serie di dotazioni rivolte ad arricchire l’equipaggiamento del veicolo ed ampliarne l’immagine, in termini di classe e comfort, rispetto agli “atout” di veicolo fuoristrada specialistico che da quasi quarant’anni costituiscono le peculiarità di Mitsubishi Pajero, la cui filosofia di progetto è, con la progressiva affermazione dei modelli di fascia “Sport Utility”, sempre più lontana dal comparto SUV. Proprio, e soltanto per citare un esempio altrettanto di primo piano fra i più recenti, quanto avvenuto a Solihull con il passaggio di testimone fra lo storico Land Rover Defender ed il suo “erede” (per denominazione, non certo per caratteristiche tecniche e di progetto) New Defender.

I media giapponesi avevano recentemente ipotizzato il lancio, a breve termine, di una quinta generazione di Mitsubishi Pajero, magari dall’allure più “Sport Utility” e da realizzare attraverso l’utilizzo condiviso di componenti con l’altrettanto “iconico” Nissan Patrol. Staremo a vedere. Contestualmente all’annuncio del prossimo fine produzione per Pajero è stata comunicata la chiusura, fissata per il 2023, dello stabilimento di produzione, cioè il complesso di Sakahogi, da cui nel 2019 sono stati deliberati soltanto 63.000 autoveicoli (cifra corrispondente a meno del 10% del monte-produzione complessivo nazionale).

“Rivoluzione” negli stabilimenti produttivi

Il programma di riposizionamento industriale Mitsubishi si accompagna al trasferimento della produzione nel complesso di Okazaki (situato nella Prefettura di Aichi), dalle linee di montaggio di Sakahogi (Prefettura di Gifu) per altri modelli, fra cui il compact-SUV Outlander ed il van Delica, che andranno così ad aggiungersi all’attuale lineup di produzione, formata da Eclipse Cross e Mitsubishi Rvr (che in Europa viene commercializzata come Mitsubishi Asx).

Attività focalizzate sulla regione Asia-Pacifico

Parallelamente all’annunciato “stop” a Mitsubishi Pajero (che dunque si congederà dai mercati dopo ben trentanove anni di ininterrotta presenza, che ha visto avvicendarsi quattro generazioni, l’ultima delle quali in produzione dal 2006), i vertici del marchio giapponese hanno indicato un articolato programma di riposizionamento per aree di mercato (confermato, a questo proposito, il ridimensionamento della rete di vendita ed il “congelamento” al lancio di nuovi modelli in Europa: ricordiamo che di recente, il nuovo maxi piano strategico della Alleanza con Renault e Nissan aveva assegnato a Mitsubishi responsabilità nella macro-regione Asia-pacifico, dove del resto possiede una quota di mercato del 6,4%, che quindi andrà ad aggiungersi agli altri mercati-chiave Africa e sud America), ed un’attenzione ai costi fissi industriali, con l’obiettivo di ridurli di almeno il 20% nei prossimi due anni.

Giuseppe Lovascio, General Manager di Mitsubishi Motors Automobili Italia, ha dichiarato: «Nel contesto di questo piano globale di razionalizzazione e ottimizzazione dei costi comunicato da Mitsubishi Motors, continueremo a presidiare il mercato italiano attraverso l’attuale struttura che, in quanto parte dell’importatore e distributore Gruppo Koelliker, non verrà impattata. Il nostro impegno rimarrà il medesimo per garantire ai clienti attuali e futuri lo stesso livello di offerta, proposizione e consulenza di sempre. La strategia italiana farà infatti leva sull’interlocuzione diretta con il Giappone per gestire al meglio la situazione ed i modelli che hanno già visto il loro ingresso in Italia come L200, punta di diamante del segmento pick up, o che saranno a breve lanciati come Space Star, la nuova city car che rappresenta una risposta di tendenza e funzionale pensata per un pubblico più giovane».

Luca Ronconi, AD di Gruppo Koelliker, il distributore del marchio giapponese per l’Italia, aggiunge: «Mitsubishi Motors è un marchio storico ed importante nel panorama automobilistico, sinonimo da sempre di capacità tecnologiche di alto livello. Da oltre 40 anni è una realtà molto apprezzata dal pubblico italiano che continuerà a trovare in Mitsubishi Motors Italia e nella sua rete di concessionari partner di fiducia, sia per l’acquisto di nuovi modelli sia per tematiche inerenti all’assistenza post-vendita. In questo senso desidero rassicurare sia gli attuali possessori di modelli Mitsubishi sia i nuovi: continueremo a rappresentare il marchio Mitsubishi Motors in Italia con la serietà e la professionalità che ci hanno sempre contraddistinti come Gruppo Koelliker. Ed è nel solco della nostra migliore tradizione di importatori e scopritori di brand di successo che stiamo lavorando da tempo allo scouting di nuovi marchi da distribuire nel nostro Paese. Il Gruppo Koelliker, che quasi un anno fa ha inaugurato un nuovo ciclo e rinnovato la società da un punto di vista finanziario ed operativo, ha infatti importanti piani strategici volti a lanciare sul mercato italiano nuovi brand emergenti. Ci stiamo muovendo velocemente verso una mobilità elettrica e sostenibile per presentare molteplici soluzioni capaci di soddisfare le esigenze più diverse: da SUV premium ad alte prestazioni a cross-over pensati per un pubblico più allargato, fino ai veicoli commerciali indicati per le attività logistiche nei centri urbani. Abbiamo un obiettivo ambizioso: quello di affermarci come un consulente fidato su tutti i temi della mobilità, attuale e futura, non solo in termini di prodotti ma anche di servizi a supporto. Il mondo dell’automotive, che sta affrontando una crisi senza precedenti, ha l’occasione di ridefinire profondamente il paradigma della mobilità e il Gruppo Koelliker vuole essere un attore importante in questa fase di grande rilancio del nostro settore».

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