Bmw i8: la sportiva ibrida plug-in va fuori produzione

L’annuncio è ora realtà: l’”addio” alla Coupé e Roadster elettrificata bavarese farà spazio all’evoluzione dei programmi di elettrificazione Bmw.

Fra qualche anno (molti, per la verità) il comparto delle auto storiche comprenderà anche quelle che attualmente rappresentano l’ultima generazione. È sempre stato così, e c’è da giurarci che nel futuro le cose non cambieranno. Del resto, il comparto automotive annovera in Toyota un marchio pioniere nello sviluppo dei sistemi di propulsione elettrificati: lo dimostra la berlina di fascia media Prius, in produzione da ben 23 anni e che, quindi, pian piano entrerà di diritto nel “club delle storiche”. Un secondo modello, altrettanto emblematico nello sviluppo delle strategie di riposizionamento da parte dei “big player” in materia di alimentazione ecofriendly, si prepara ad entrare fra i “grandi classici”. È Bmw i8, che si appresta a congedarsi dai mercati, dopo 6 anni e 20.000 esemplari prodotti: lo stop alla produzione della sportiva a sistema ibrido plug-in che di fatto ha contribuito ad aprire un nuovo filone nel comparto delle autovetture ad elevate prestazioni, è stato disposto, dai vertici del “colosso” di Monaco di Baviera, per fine aprile 2020.

La serie speciale dell’addio

L’”addio” di Bmw i8 – prodotta nelle linee di montaggio di Lipsia – si concretizza, come spesso avviene nei modelli-icona, con lo sviluppo di una serie speciale “di arrivederci”: si tratta di Bmw i8 Ultimate Sophisto Edition, programmata in 200 unità nelle due declinazioni Coupé e Roadster. Punti di forza della serie limitata che contrassegna la fine produzione di Bmw i8, una tinta carrozzeria dedicata (“Sophisto Grey”), una finitura in E-Copper per i cerchi da 20”, le pinze dei freni verniciate e, all’interno, un layout personalizzato (Head-up Display, un sofisticato impianto audio firmato Harman Kardon, dettagli in ceramica e l’immancabile targhetta che riporta la numerazione progressiva di ciascun esemplare.

È una delle Bmw sportive di maggiore successo

Bmw i8, che con un monte-produzione di 20.000 esemplari dal “lancio” avvenuto nel 2014 è di fatto l’auto sportiva ibrida plug-in più venduta di sempre e per Bmw rappresenta uno dei modelli sportivi a due (o due+2 posti) di maggiore successo (a titolo di paragone, la storica Bmw M1 venne prodotta in 400 unità “stradali” più 56 in assetto-gara; e la biposto “en plein air” alto di gamma Z8 Roadster si fermò a quota 5.000), costituisce per il Gruppo bavarese una prima importante concretizzazione evolutiva verso un tipo di engineering di propulsione (ibrido ricaricabile applicato ad un corpo vettura dichiaratamente dinamico) che ha gradualmente portato le tecnologie meccatroniche all’attuale nuova generazione, in parte “figlia” di un significativo boost impresso dagli uffici tecnici delle Case costruttrici all’indomani del “Dieselgate” che all’inizio dell’autunno 2015 fece da episodio-spartiacque verso un ulteriore ampliamento dei sistemi di alimentazione elettrificata.

Dalla concept del 2009 alle nuove strategie eco friendly

Il programma di sviluppo per Bmw i8 parte da lontano: il progetto Bmw Vision EfficientDynamics che fece bella mostra di se al Salone di Francoforte 2009, prototipo avveniristico – per l’epoca: occorre tener presente che, soltanto una decina di anni fa, i programmi di sviluppo delle principali Case costruttrici erano maggiormente rivolti verso i sistemi di alimentazione turbodiesel – che indicava quali sarebbero state le strategie di evoluzione in materia di engineering sostenibile da parte di Bmw in un’ottica a medio-lungo termine, e che nel presente 2020 vede sul taccuino delle priorità da parte dei vertici bavaresi la presenza di oltre un milione di Bmw elettrificate su strada entro il 2021 (staremo a vedere, alla luce dell’emergenza coronavirus che sta notevolmente mescolando le carte dei piani strategici sui tavoli dei big player, se questo traguardo verrà effettivamente perseguito: potrebbe in ogni caso trattarsi di una questione che interessa un po’ tutte le Case costruttrici), capeggiate dalla berlina-concept i4 attesa al Salone di Ginevra cancellato proprio in seguito all’espandersi del Covid-19 e presentata “virtualmente” e contrassegnate dal lancio di Mini Electric, dall’imminente esordio del primo SUV 100% elettrico Bmw iX3 equipaggiato con il modulo “zero emission” eDrive di quinta generazione (“ereditato” da Bmw i4) che offre fino a 440 km di autonomia massima e, contestualmente, dal debutto di ulteriori proposte ibride plug-in (dai compact-Sport Utility X1 e X2 alla gamma-bestseller Serie 3 nelle varianti Touring) fino al prossimo traguardo che consisterà nel lancio, previsto per il 2021, della elettrica iNext. Entro il 2023, Bmw stima di poter contare su 25 nuovi modelli elettrificati nella propria lineup di produzione, almeno la metà dei quali saranno equipaggiati con powertrain 100% elettrici.

Design e tecnologie powertrain avveniristici

Una consistente parte di merito, verso lo sviluppo di una nuova generazione elettrificata per Monaco di Baviera, va ascritto proprio a Bmw i8, che già nell’impostazione di stile puntata forte su una chiara proiezione verso il futuro: il design, frutto della “matita” di Benoit Jacob, venne da subito indirizzato ad una penetrazione aerodinamica funzionale all’efficienza globale della vettura in ordine alla sua propulsione ibrida plug-in: ecco, dunque, nel “capitolato” di progetto il ricorso all’alluminio per il telaio ed alle resine plastiche rinforzate con fibra di carbonio (CFRP) per la scocca e per la cellula-abitacolo, ed un attento studio dei flussi aerodinamici (dal paraurti ai parafanghi anteriori, dalle porte – in fibra di carbonio e dall’apertura “ad ala di gabbiano” – verso la zona posteriore), che permisero a Bmw i8 Coupé un coefficiente di penetrazione (Cx) di appena 0,26. Da segnalare, fra le altre novità espresse da Bmw i8 al momento del debutto sul mercato, l’adozione – a richiesta – della tecnologia a laser per i gruppi ottici anteriori: Bmw i8 fu la prima vettura al mondo progettata per una produzione in serie, a proporli nell’assortimento dei componenti. Il sistema di alimentazione di Bmw i8 venne affidato all’unità motrice 1.5 TwinPower Turbo tre cilindri a benzina da 231 CV e 320 Nm di coppia massima, abbinata ad un motore elettrico sincrono da 131 CV e 250 Nm di forza motrice collegato all’avantreno, per una potenza massima di sistema nell’ordine di 362 CV (poi 374 CV) e 570 Nm di coppia massima complessiva. Di assoluto rilievo l’autonomia massima in modalità 100% elettrica: 55 km (appena ridotti, cioè 53 km, per la variante Roadster) assicurati da batterie agli ioni di litio – collocate al di sotto del telaio – la cui capacità e potenza sono, negli anni, cresciuta di pari passo con l’evoluzione delle tecnologie di elettrificazione: da 7,6 kWh ad 11 kWh; da 20 a 34Ah.

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