Porsche 911: è una Speedster l’ultimo esemplare della serie 991

Ad otto anni dal debutto, la settima generazione si congeda dai mercati. Oltre 233.000 unità prodotte. Tutti i capitoli della lineup bestseller di sempre.

Sebbene recente nella progettazione, la serie “991” di Porsche 911 entra in queste ore di diritto nella storia della “Cavallina” di Zuffenhausen. In effetti, le innovazioni portate in dote dalla generazione che ha da qualche mese ceduto il testimone di “simbolo” del marchio tedesco alla nuova erede “992” sono tante e tali, da poter considerarla storica a tutti gli effetti. Ora, per di più, lo è in tutto e per tutto: con la delibera dell’ultimo esemplare, uscito nei giorni scorsi dalle linee di montaggio di Zuffenhausen, Porsche 911-991 è andata definitivamente in pensione.

Nello specifico, la Porsche 911-991 dell’addio è una declinazione Speedster; e mai commiato avrebbe potuto essere più azzeccato per una serie di Porsche 911: anticipata al Salone di Parigi 2018, esposta in chiave definitiva al Salone di New York 2019 ed entrata in produzione la scorsa primavera in edizione limitata a 1.948 unità (cifra che, per inciso, corrisponde all’anno di nascita di Porsche come Casa automobilistica), Porsche 911 Speedster 2019 è, nel contempo, un modello sviluppato per celebrare i settant’anni dalla fondazione del marchio, e ideale erede – per stile e per immagine – a tre modelli-simbolo Porsche: la capostipite 356 Roadster del 1948, la leggendaria 356 Speedster e la più moderna 911 Speedster del 1988.

Un modello rivoluzionario

Anche se, nel complesso, l’impostazione delle linee ha seguito fedelmente il layout che dal 1963 ne contraddistingue la stirpe, Porsche 911-991 ha rappresentato, per i vertici di Zuffenhausen, la concretizzazione dell’inizio di una fase di sostanziale evoluzione. Come il responsabile della Divisione Ricerca e Sviluppo di Porsche, Michael Steiner, osserva in una dichiarazione, “Porsche rappresenta al contempo tradizione e innovazione, un connubio che si ritrova espresso al meglio proprio nella sportiva che è anche il cuore del Marchio, la 911. La 911 ha sostituito la 356 nel 1963 e nei decenni successivi il nostro modello con motore posteriore è diventato una vettura sportiva iconica e ineguagliata”. “È stata in particolare la generazione 991 a stabilire nuovi standard per quanto riguarda prestazioni, maneggevolezza ed efficienza – prosegue Steiner – Mi riempie di orgoglio, ma un po’ anche di tristezza, doverla ‘mandare in pensione’. Per quanto mi riguarda, posso affermare che la 991 è stata fonte di grandi gioie”.

I numeri da record della generazione bestseller

In otto anni esatti di produzione, la serie 991 di Porsche 911 è stata quella di maggiore successo: sono state 233.540 le unità complessivamente prodotte. Una cifra di tutto rispetto, se si tiene conto della particolare “nicchia” di appartenenza e del fatto che proprio la serie 991, oltre a testimoniare (nel 2013) i cinquant’anni dal debutto della 911 capostipite, che avvenne nel 1963, ha marcato il milione di Porsche 911 costruite (l’importante traguardo venne raggiunto il 12 maggio 2017; la milionesima 911, in tinta carrozzeria Irish Green, per l’occasione corredata di un esclusivo allestimento che si rifaceva alla progenitrice 911 del 1963, dopo una tournée celebrativa mondiale ha fatto rotta verso il Museo Porsche per rimanervi conservata, e coccolata, in esposizione permanente), ha guidato, in qualità di modello-icona di Zuffenhausen, il 2018 dei festeggiamenti per i settant’anni dell’azienda; e, ancora più di recente, ha accompagnato l’evoluzione della “famiglia” 911, adesso rappresentata dalla ottava generazione “992”, e il graduale passaggio all’elettrificazione della lineup Porsche, oggi capitanata dalla coupé 4 porte 100% elettrica Taycan (le cui linee, seppure con due porte in più, ricordano molto – guarda caso! – la silhouette di Porsche 911). “Last but not least”, appare doveroso, trattandosi del modello “principe” della ultrasettantennale storia della “Cavallina” tedesca, citare le declinazioni ultra-high performance GT2 RS e GT3 RS – 520 CV quest’ultima, addirittura 700 CV la prima – che hanno rinnovato l’immagine racing di Porsche 911, modello che nelle molteplici versioni che ne hanno contrassegnato il percorso di produzione, ha ottenuto (secondo una stima curata un paio di anni fa dalla stessa Porsche) più della metà delle 30.000 ( anche qualcosa in più) vittorie in gara conquistate dalla gamma Porsche dalla fine degli anni 40.

Un po’ di storia della settima serie

L’introduzione di Porsche 911-991 sul mercato (fine 2011) contrassegnò uno dei più avanzati programmi di evoluzione nella storia del modello. Circa il 90% di tutti i componenti era frutto di uno specifico re-engineering, oppure sottoposto ad un radicale sviluppo. A cominciare dalla carrozzeria, che in virtù del ricorso ad un innovativo materiale in alluminio e acciaio, per la prima volta denunciava, sulla bilancia, un peso inferiore rispetto alla serie precedente. Il telaio – allungato di 100 mm nel passo – poteva a richiesta essere provvisto dell’allora nuovo modulo PDCC-Porsche Dynamic Chassis Control di stabilizzazione elettromeccanica del rollio, progettato per spostare di una ulteriore tacca l’asticella delle dinamiche di guida. Anche la variante Cabriolet, introdotta nella primavera del 2012, portò in dote una importante innovazione: l’elemento in magnesio leggero, integrato e ad effetto tensore, che permetteva al tettuccio della vettura, in posizione chiusa, di assumere una curvatura “da coupé” mai vista prima di allora. A fine 2012 fu poi la volta della variante 911 Targa, che come la storica Targa del 1965 metteva bene in evidenza il tipico “arco-rollbar” al posto dei montanti centrali. Sono poi seguite, in rigoroso ordine di apparizione:

  • Porsche 911 Turbo, che presentava le prime appendici aerodinamiche attive e i primi propulsori turbocompressi con filtro antiparticolato per i modelli 911 Carrera
  • Porsche 911 serie speciale “911 50”, presentata all’inizio dell’estate 2013 come omaggio al mezzo secolo del modello, e prodotta in 1.963 unità con allestimento esclusivo, su base Porsche 911 Carrera S da 400 V
  • Porsche 911 R: realizzata nel 2016 e dotata di motore aspirato da 500 CV, a rievocare la tradizione delle Porsche 911 R omologate per uso stradale che avevano visto la luce nel 1967
  • Porsche 911 T e Porsche 911 GT3: entrambe lanciate nel 2017 rispettivamente quali esponenti di evoluzione 911 Carrera (dalla quale il modello T riprendeva l’unità motrice 6 cilindri boxer 3.0 da 370 CV) e della gamma più sportiva (500 CV erogati dal 3.8 a sei cilindri contrapposti da 3,8 litri)
  • Porsche 911 Turbo S Exclusive Series: svelata nel 2017 con tinta carrozzeria in Golden Yellow Metallic, sviluppava una potenza massima di ben 607 CV
  • Porsche 911 GT2 RS: presentata nel 2017, ha rappresentato il punto più elevato per potenza e prestazioni da parte del marchio di Zuffenhausen. Autentica vettura da gara, ma omologata per l’impiego stradale, sprigiona la bellezza di 700 CV
  • Porsche 911 GT3 RS: arrivata nei mesi successivi alla “mostruosa” GT2 RS, presenta regolazioni di telaio e assetto da gara e sviluppa 520 CV dall’unità 4.0 aspirata
  • Porsche 911 Speedster: dotata del 4.0 aspirato da 510 CV e cambio manuale a sei rapporti e presentata nella prima metà di quest’anno, l’ultima variante della lineup 911-991 è ora anche l’ultima prodotta.
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