Mercato auto in Italia: +6,7% ad ottobre

Nuove immatricolazioni in crescita e conferma della tendenza di settembre. Fca in calo, tuttavia Fiat Panda si mantiene leader, seguita da Lancia Ypsilon.

Anche il mese di ottobre 2019 si è concluso con un segno positivo: il mercato dell’auto in Italia ha, dall’analisi dei dati diffusi nelle scorse ore dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, fatto segnare il 6,7% in più di nuove immatricolazioni di autovetture in rapporto a ottobre 2018. Dimostrazione, in questo senso, di una oggettiva tendenza al rialzo che già si era manifestata il mese scorso: come si ricorderà, settembre 2019 aveva messo a segno un +13,4% su dodici mesi prima, anche se in quel caso la performance era da prendere con il beneficio d’inventario e più che altro a fini statistici, in quanto confrontata con settembre 2018, in cui sull’andamento mensile delle nuove immatricolazioni aveva inciso l’entrata in vigore definitiva dei nuovi standard Wltp sulla determinazione di consumi ed emissioni nell’utilizzo reale.

La nostra indicazione di “positività” fatta registrare ad ottobre è, in ogni caso, anch’essa da considerare in un’accezione quanto mai relativa: essendo stato soltanto il terzo mese “a segno più” dall’inizio del presente 2019, l’andamento globale dall’inizio dell’anno rimane leggermente negativo (il periodo 1 gennaio-31 ottobre, che ha totalizzato 1.624.922 nuove immatricolazioni di autovetture, presenta un calo generale dello 0,85% dallo stesso periodo del 2018).

Fiat Panda si conferma leader

Alla vetta della “top 50” di ottobre 2019 in Italia, c’è sempre Fiat Panda: la “segmento A” di Fca conclude il mese con 10.910 unità immesse in circolazione, e 116.965 esemplari di nuova immatricolazione dal 1 gennaio al 31 ottobre 2019. Ulteriore conferma, seppure a notevole distanza dalla “reginetta” italiana di mercato, per Lancia Ypsilon: la “segmento B,” unico modello rimasto a difendere l’antico prestigio del marchio torinese, ha totalizzato ad ottobre 4.846 nuove immatricolazioni (50.510 dall’inizio dell’anno). In terza posizione troviamo Toyota Yaris (che proprio in queste settimane effettua il passaggio di testimone verso la nuova serie profondamente aggiornata): 3.763 nuove immatricolazioni ad ottobre. Il terzo posto sulla base dei primi dieci mesi 2019 è appannaggio di Renault Clio, della quale dal 1 gennaio sono state immatricolate 36.764 unità (ad ottobre ha, invece, fatto registrare 2.053 nuove immatricolazioni, che l’hanno posizionata al ventiquattresimo posto su base mensile). Dalla quarta alla decima posizione ci sono, nell’ordine, Fiat 500X (3.451 unità immatricolate ad ottobre 2019), Citroen C3 (3.377), Volkswagen T-Cross (3.355), Volkswagen T-Roc (3.294), Renault Captur (3.142), Dacia Duster (3.123) e Ford Fiesta (3.024), mentre Fiat 500, Volkswagen Polo e Ford Ecosport concludono il mese in, rispettivamente, undicesima, dodicesima, tredicesima e quattordicesima posizione, peraltro con poca differenza, in termini di immatricolato del “nuovo”, dalla Top Ten di ottobre 2019.

Le alimentazioni “green” sono in aumento

Relativamente alle tipologie di alimentazione, in Italia si registra – come del resto avviene da tempo negli altri “major market” europei, un calo nelle nuove immatricolazioni di autovetture diesel: una diminuzione ormai costante (vedremo se, a breve termine, le nuove tecnologie rivolte ad un ulteriore taglio alle emissioni degli ossidi di azoto potrebbero – il condizionale è più che mai d’obbligo – contribuire ad un nuovo rialzo nelle vendite di modelli a gasolio), seppure adesso inferiore (siamo nell’ordine del -13,3%) rispetto ai precedenti “crolli”. Per converso, le nuove immatricolazioni di vetture a benzina si mantengono in continua crescita (+17,6%). Da segnalare il “boom” delle immatricolazioni relative a modelli ad alimentazione alternativa: le auto a metano sono cresciute del +284,1%, le autovetture GPL hanno messo a segno un +1,8%, mentre auto ibride ed elettriche hanno, rispettivamente, fatto segnare +42,1% e +59,4%.

Ottobre 2019: l’andamento delle Case auto in Italia

L’analisi dei marchi presenti nel nostro Paese vede, in dettaglio, un calo per Fca e Psa (i due Gruppi hanno chiuso il mese di ottobre con la notizia della fusione “50-50”), segnali positivi da parte del Gruppo Vag, Renault e Ford, Bmw e Toyota, Suzuki, Honda e Mazda, Hyundai e Kia, Volvo e Tesla; mentre in calo sono i dati relativi alle prime immatricolazioni di Daimler AG, Nissan, Mitsubishi, Subaru, Mahindra e SsangYong, Jaguar e Land Rover.

  • Fca. Ad ottobre 2019, Fiat-Chrysler Automobiles ha totalizzato 33.855 nuove vetture immesse in circolazione in Italia, valore che corrisponde ad un -2,15%. In flessione le performance Fiat (-4,7%), Alfa Romeo (-0,84%) e Maserati (-34,04%); in crescita Jeep (+0,8%) e Lancia (+8,24%).
  • Psa. Il Gruppo franco-tedesco conclude il mese di ottobre con 23.037 nuove immatricolazioni (-1,55%). Opel è l’unico marchio del Gruppo ad avere fatto registrare un segno meno (-26,11% da ottobre 2018), mentre Citroen (+9,40%), DS (+157,49%) e Peugeot (+9,15) sono in crescita.
  • Gruppo Vag. Il “colosso di Wolfsburg” ha realizzato 26.654 nuove immatricolazioni, che tradotte in termini percentuali determinano una crescita del 30,9% su ottobre 2018. Nello specifico, Volkswagen – fresca di presentazione della attesa Golf 8 – aumenta del 36,96%, Audi del 24,92%, Seat del 61,24%. Calano Skoda (-8,04%) e Lamborghini (-50,71%).
  • Bmw e Daimler AG. Dalle altre due “big” tedesche arrivano performance mensili in chiaroscuro: se il Gruppo di Monaco di Baviera cresce dell’8,08% (+10,4% per la capogruppo Bmw, e +2,48% per MINI), i competitor di Stoccarda rilevano un leggero calo (-0,49%), “causato” in massima parte dal -4,21% fatto registrare da Mercedes, che il +9,58% di Smart non è riuscito a compensare.
  • Renault. La terza “piazza” della top ten mensile va a Renault Groupe, complessivamente cresciuto del 18,77%: la “Marque à Losange” (8.368 nuove immatricolazioni) registra un aumento dell’11,16%; Dacia, dal canto suo, si mantiene saldamente “in positivo”: 5.134 nuove unità ad ottobre e +33,7%.
  • Volvo, Jaguar Land Rover. Il marchio di Goteborg, che ha recentemente presentato la declinazione 100% elettrica dello “Sport Utility” XC40, ad ottobre ha totalizzato 2.111 nuove immatricolazioni (+435%). I “luxury brand” di oltremanica, invece, hanno concluso il decimo mese del 2019 con un calo complessivo del 9,28% (2.365 sono state le nuove registrazioni): Jaguar è in calo del 12,23%, Land Rover fa registrare un -7,75%.
  • Ford. L’”Ovale Blu”, regolarissimo, si conferma “in attivo”: ad ottobre 2019, le nuove immatricolazioni sono state 10.772, cifra che si traduce in un +1,57% su ottobre dello scorso anno.
  • Costruttori asiatici. Come accennato, fra i “big player” orientali un segnale positivo è arrivato da Toyota Group (che ad ottobre cresce del 7,86% con un totale di 8.869 nuove immatricolazioni in Italia: nel dettaglio, Toyota è cresciuta del 5,39%, Lexus del 113,3%), Mazda (il marchio di Hiroshima, che al Salone di Tokyo ha presentato il primo modello 100% elettrico, ad ottobre 2019 ha fatto registrare in Italia una crescita del 39,48%), Suzuki (in Italia il consuntivo di ottobre 2019 rivela un +11,3%) e Honda (+1,38% di nuove registrazioni nel nostro Paese). Fra i “brand” coreani, crescono Hyundai (+2,97%) e Kia (+9,85%), mentre SsangYong risulta in calo del 34,23%.
  • Tesla. Da rimarcare, seppure a cifre inferiori in rapporto a quanto messo a segno nel mese precedente, il momento positivo per il marchio californiano: ad ottobre 2019, le Tesla di nuova immatricolazione sono state 67, il che in termini percentuali corrisponde ad un +294,12% in rapporto ad ottobre dello scorso anno.

CO2 in calo

“Complice” l’andamento positivo delle immatricolazioni di autovetture ad alimentazione alternativa, la media di CO2 ponderata risulta in calo (-1,7%), ora nell’ordine dei 116,7 g/km, valore relativo al “nuovo”, che tuttavia – osserva Unrae – “Cresce del 4,4% a 119,3 k/km nel periodo gennaio-ottobre, rispetto ai 114,3 g/km di un anno fa”.

Unrae: incertezza per il 2020

“In un quadro macroeconomico con persistenti incertezze sia economiche sia geopolitiche – afferma Michele Crisci, Presidente dell’Associazione che riunisce le Case automobilistiche estere, puntando i riflettori sull’immediato futuro – le previsioni sul mercato auto nel 2020 rischiano di dover essere riviste pesantemente al ribasso, alla luce della recente proposta del Governo di inserire nella Legge di Bilancio l’aumento, per tutti i dipendenti, del valore ai fini fiscali delle auto aziendali in fringe benefit, che potrebbe risultare raddoppiato o addirittura triplicato. La proposta, vessatoria nei confronti dei dipendenti, danneggerebbe anche le aziende, già penalizzate nella competizione internazionale dai limiti solo italiani a deducibilità e detraibilità, ed escluse dal ‘superammortamento’ previsto per gli altri beni strumentali, con un impatto fortemente negativo sul mercato delle auto aziendali e sulla capacità di rinnovare il parco circolante. Già in questi giorni, infatti, si sta riscontrando il blocco degli ordinativi da parte delle aziende clienti, nell’assoluta incertezza del quadro normativo e fiscale”.

I Video di Motori.it

Intervista a Massimo Nalli, Presidente di Suzuki Italia

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