Jeep Compass: a Melfi via alla produzione della ibrida plug-in

Dall’ottimo gradimento del compact SUV in un primo momento assemblato in Messico la nuova lineup che sarà prodotta a Melfi. L’importanza della formazione.

Sebbene si tratti di un lotto di esemplari pre-serie, l’avvio della produzione di Jeep Compass ad alimentazione ibrida plug-in nello stabilimento Fca di Melfi – partito ufficialmente nelle scorse ore – fissa un ulteriore tassello verso la concretizzazione dell’atteso programma di sviluppo Fiat-Chrysler Automobiles in chiave elettrificazione. E ciò, tanto dal punto di vista del riposizionamento della imminente nuova lineup eco friendly (in piena corrispondenza, quindi, alle previsioni indicate nell’ormai celebre programma strategico industriale Fca al 2021 da 5 miliardi di euro per l’Italia illustrato alla fine di novembre 2018 da numero uno delle attività Emea Pietro Gorlier), quanto in un’ottica di evoluzione dei processi produttivi hi-tech nell’impianto lucano, che si rivolge alla mobilità futura sempre più attenta alle emissioni ed alla formazione continua rivolta alle nuove tecnologie, proprio nell’anno in cui ricorre il venticinquesimo anniversario dalla sua fondazione.

Arriverà nel 2020

La timeline di debutto di Jeep Compass nelle linee di montaggio di Melfi, accanto a Renegade, e quindi anche delle prime novità elettrificate Fiat-Chrysler Automobiles – Compass, appunto (a cui fra l’altro si riferiscono le immagini relative alla produzione degli esemplari-test), e Renegade, realizzata a Melfi dal 2014, quindi dal debutto sul mercato per il B-SUV – indica il pieno avvio entro il primo trimestre del 2020. Il “via” ufficiale alla produzione da destinare ai clienti finali è, dunque, vicinissimo.

Un global SUV prodotto in tre Continenti

I motivi che hanno suggerito ai vertici Fca di estendere la produzione Jeep Compass nello stabilimento lucano sono soprattutto logistici: in ordine di ottimizzare le risorse industriali per l’ulteriore posizionamento della gamma Jeep di fascia Compact-SUV in Europa, l’assemblaggio di Compass insieme a Renegade permetterà “Una più rapida risposta alle esigenze dei clienti ed alle dinamiche di mercato”. Dopo la produzione in Messico, in Brasile, in Cina ed in India, dunque, Jeep Compass viene assemblata anche in Italia, pronta – indicano i vertici Fca – a rinnovare, insieme alla attesissima declinazione ibrida plug-in, il proprio ruolo nel segmento di mercato da tempo “centrale” nel Vecchio Continente: quello che appartiene ai veicoli di segmento B-SUV, che attualmente incide per il 45% sul totale Sport Utility venduto; e per il quale si prevede che arriverà a superare l’attuale monte-vendite che si attesta su 2,5 milioni di unità.

A Melfi l’Industria 4.0

Con il debutto in produzione di Compass e Renegade a Melfi sempre più vicino, i riflettori dei dirigenti industriali Fca vengono puntati sulla concretizzazione del traguardo “Industry 4.0”: un obiettivo che passa anche attraverso la “Plant Academy”, del resto di recente creazione (2015): un laboratorio di idee e di sperimentazioni, e che mette in primo piano l’importanza della persona nei processi di sviluppo del prodotto-autoveicolo, ed aiutarla nella realizzazione dei progetti industriali… e di se stessa (Leadership Development), a tutto vantaggio del miglioramento della competitività complessiva della fabbrica: sostenibilità economica, qualità del prodotto e capacità di creare innovazione. Soltanto nel 2018, all’interno degli spazi della Plant Academy di Melfi (che, fino ad oggi, ha messo a punto 119 percorsi di crescita in più di 300 moduli formativi) sono state presentate e discusse ben 5.000 idee. Il futuro nasce anche da qui.

Il riposizionamento strategico

L’avvio di produzione a Melfi fa parte del maxi programma di rinnovamento delle lineup Fiat-Chrysler Automobiles per l’Italia annunciato undici mesi fa da Pietro Gorlier: cifre alla mano, il piano prevede – entro il 2021 – l’introduzione di 13 modelli totalmente nuovi o profondamente rinnovati e l’avvio di un piano di elettrificazione dell’offerta, con l’inserimento in gamma di 12 versioni elettriche di modelli nuovi o già esistenti. Parallelamente all’assemblaggio di Jeep Renegade e Jeep Compass a Melfi, lo storico stabilimento di Mirafiori ospiterà le linee di montaggio dell’altra grande novità eco friendly Fca: Fiat 500 EV, alla quale andrà ad affiancarsi una parte della futura gamma ibrida e 100% elettrica Maserati (i cui nuovi modelli a zero emissioni allo scarico saranno realizzati anche a Modena). A Pomigliano d’Arco – dove alcune settimane fa è stato avviato un consistente programma di riqualificazione degli impianti -, verso fine 2020 prenderà il via la produzione di Alfa Romeo Tonale, cui farà seguito la declinazione ibrida di Fiat Panda. Fra le anticipazioni più ghiotte, c’è chi si attende un futuro concreto anche per Fiat Centoventi, “segmento A” 100% elettrica della capogruppo di Fca, svelata in anteprima assoluta al Salone di Ginevra 2019 e che da sempre più parti viene individuata come  “futura Panda zero emission” sebbene dai vertici del Gruppo questa “eredità” non sia mai stata confermata.

Un nuovo modo di considerare la mobilità

La strategia globale Fca, indica il top management del Gruppo, non è finalizzata esclusivamente ai progetti di elettrificazione in funzione delle linee guida di ciascuno dei marchi che fanno capo al Gruppo italo-americano. In questo senso, la creazione dell’ente e-Mobility si incarica di attuare tutte le attività di coordinamento correlate alla mobilità elettrica, finalizzate a far sì che i clienti finali arrivino nel futuro a riconsiderare il “tradizionale” modo di intendere l’utilizzo dell’auto ed il concetto di “mobilità” più in generale. In altre parole: procedere alla creazione di un substrato che sia funzionale alla piena fruibilità dell’auto elettrica, quotidianamente e senza problemi. Fra i primi “step” compiuti da Fca in questo senso, i recentissimi accordi di partnership con, fra gli altri, Enel X, Engie, Terna, Transatel, Lexis Nexis e Generali.

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