Gruppo PSA riorganizza le attività in Cina

Tagli alla forza lavoro e chiusura di 2 impianti per venire incontro ad una riduzione delle vendite sulla piazza asiatica.

La notizia arriva dalla Reuters e parla di una profonda riorganizzazione del Gruppo PSA in Cina che, in accordo con la Dongfeng Motor, con cui lavora in sinergia per la produzione in territorio asiatico, sarebbe pronto a tagliare pesantemente la forza lavoro e a chiudere due impianti.

Si punta a tagliare 4.000 lavoratori chiudendo 2 siti produttivi

Nello specifico la partnership tra Dongfeng e Peugeot Citroen Automobiles, racchiusa nella sigla Dpca vorrebbe privarsi della manodopera di 3.000 lavoratori entro fine anno per arrivare a tagliarne altri 1.000 per il 2022. Tutto ciò sarebbe la logica conseguenza della chiusura dell’impianto di assemblaggio di Wuhan 1, e della vendita dello stabilimento Wuhan 2. Nell’operazione rientrerebbe la sospensione della produzione di vetture poco apprezzate sulla piazza asiatica in favore dei modelli che hanno maggiore domanda.

D’altra parte, in Cina e nel Sud-Est asiatico il Gruppo PSA ha perso più del 60% come percentuale di vendita con un calo del 4,3% nel mese di luglio ed una discesa ancora peggiore nel periodo che va da gennaio a luglio, dove la perdita in percentuale è arrivata all’11,4%.

Quindi, un ridimensionamento è l’unica strada per evitare la fuoriuscita del Gruppo PSA dal mercato cinese, eventualità non certo remota che riflette anche la svalutazione della partecipazione nella Dpca di una cifra importante come 400 milioni di euro in corrispondenza del calo delle immatricolazioni. Comunque, per il momento, i vertici di PSA vogliono continuare a rimanere in Cina anche se con i tagli previsti.

Intanto, dal versante cinese potrebbero esserci anche dei tentativi per vendere la partecipazione nel Gruppo PSA allo scopo di trovare nuovi partner commerciali come Honda e Nissan. Insomma, una situazione in divenire, fatta di fragili equilibri che potrebbero portare a conseguenze ben più drastiche nel caso in cui la situazione delle vendite dovesse continuare a peggiorare.

 

 

 

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