Louis Vuitton e Singer trasformano due Porsche 911 in pezzi unici
Ci sono Porsche 911 restaurate, restomod estremi e poi ci sono progetti che sembrano voler superare il concetto stesso di automobile. Alla Monterey Car Week, Louis Vuitton e Singer Vehicle Design hanno portato due special che mescolano il mondo della 911 con pelletteria, alta orologeria e lavorazioni artigianali.
Le protagoniste sono due interpretazioni molto diverse: una Porsche 911 Reimagined by Singer – Classic coupé e una Classic Turbo cabriolet. In entrambi i casi il lavoro va ben oltre colori e rivestimenti personalizzati. Basti pensare che soltanto per riprogettare la strumentazione sarebbe stato necessario un anno di ricerca e sviluppo.
Il risultato? Due Porsche nelle quali plastica, strumenti tradizionali e persino alcuni degli accessori lasciano spazio a pelle naturale, metallo rodiato, oro e legni pregiati.
Louis Vuitton e Singer, tutto parte da un orologio
Il collegamento tra Louis Vuitton e Singer nasce in Svizzera, attorno a La Fabrique du Temps e a un cronografo da plancia Tambour. Proprio l’orologio ha dato il via a un progetto che si è progressivamente esteso al resto dell’automobile.
Uno degli interventi più importanti riguarda quindi la strumentazione. Non si è trattato semplicemente di cambiare colori o applicare nuovi rivestimenti.
Tachimetro, contagiri e manometri sono stati riprogettati anche dal punto di vista grafico, utilizzando blu cobalto e arancione per indici e lancette. Il riferimento è quello dell’alta orologeria, trasferito davanti al guidatore di una Porsche 911.
È proprio questo livello di dettaglio a distinguere le due vetture da una normale personalizzazione. Il progetto cerca infatti di far convivere il linguaggio delle Porsche reinterpretate da Singer con quello della Maison francese, senza limitarsi all’applicazione dei suoi loghi.
La Porsche 911 Classic dice addio alla plastica
La prima vettura è la Porsche 911 Reimagined by Singer – Classic, una coupé che celebra i 172 anni di storia di Louis Vuitton.
La carrozzeria utilizza una combinazione particolarmente vistosa di zafferano, blu cobalto e giallo. Quest’ultima tonalità ha anche un riferimento storico preciso: richiama i bauli realizzati per le spedizioni Citroën del 1924.
È però nell’abitacolo che il progetto diventa ancora più particolare. La pelle naturale domina gli interni ed è lavorata utilizzando tecniche di tintura dei bordi derivate da quelle impiegate per i prodotti di pelletteria della Maison.
La scelta più radicale riguarda però un materiale che normalmente si trova praticamente ovunque su un’auto: la plastica è stata eliminata.
Pomelli, interruttori e bocchette di aerazione sono stati realizzati in metallo rodiato. La rodiatura è un trattamento superficiale che permette di ottenere una finitura più raffinata e resistente, qui utilizzata insieme a lavorazioni manuali lucide e satinate che richiamano ancora una volta il mondo dell’orologeria.
L’attenzione arriva fino ai sedili. I fori della ventilazione sono rifiniti a mano e disposti in modo da riprodurre il caratteristico fiore Monogram di Louis Vuitton.
Non sono dettagli indispensabili per guidare meglio o andare più forte, naturalmente. Sono però esattamente il punto di questo progetto: trasformare ogni componente visibile o utilizzato dal conducente in un elemento realizzato su misura.
La Classic Turbo cabriolet ha oro, teak e persino una tavola da surf
Se la Classic coupé punta soprattutto sulla pelletteria e sui colori, la seconda Porsche 911 Singer cambia completamente atmosfera.
La Classic Turbo cabriolet, sviluppata sotto la direzione di Nicolas Ghesquière, adotta infatti un tema di ispirazione nautica. La carrozzeria è verniciata nel colore bianco Calcaire Lutétien, tonalità che richiama la pietra utilizzata nell’architettura parigina.
A contrasto compaiono dettagli in oro e legno pregiato.
Il riferimento alle imbarcazioni diventa ancora più evidente nel vano motore e nel bagagliaio posteriore, dove sono presenti coperture realizzate in legno di teak verniciato, ispirate ai ponti dei motoscafi.
Anche il cronografo Tambour cambia posizione. Se il progetto nasce attorno all’integrazione dell’orologeria nella vettura, sulla cabriolet il segnatempo viene collocato direttamente nella console centrale rivestita di pelle. Accanto compare persino una chiave d’accensione dorata.
Ma Singer e Louis Vuitton non si sono fermate all’automobile. Per la vettura sono stati realizzati anche sci in Titanal e acciaio e una tavola da surf costruita utilizzando quercia e noce. A questi si aggiunge un set di valigie progettato appositamente per sfruttare gli spazi disponibili sulla 911.
Tra i bagagli figurano due nomi storici di Louis Vuitton: il baule Bisten, nato nel 1892, e la borsa Keepall, introdotta nel 1930. In questo caso dimensioni e forme sono state adattate agli spazi della Porsche reinterpretata da Singer.
Due Porsche 911 dove il lusso diventa protagonista
Le due Porsche 911 di Louis Vuitton e Singer non cercano quindi di rivoluzionare la formula delle sportive tedesche attraverso cavalli o prestazioni dichiarate. Le informazioni disponibili sul progetto mettono soprattutto l’accento su materiali, lavorazioni e personalizzazione.
Ed è probabilmente questo l’aspetto più interessante. Singer è già conosciuta per reinterpretazioni della Porsche 911 nelle quali ogni dettaglio viene studiato con grande attenzione. L’intervento di Louis Vuitton porta questo approccio ancora più vicino ai mondi della moda, della pelletteria e dell’alta orologeria.
Un anno dedicato allo sviluppo della sola strumentazione, componenti in metallo rodiato al posto della plastica, pelle lavorata a mano, teak e dettagli in oro danno la misura del progetto.
Sono automobili decisamente fuori dagli schemi e lontanissime dall’idea tradizionale di una Porsche 911. Ma proprio per questo, tra le tante sportive e supercar della Monterey Car Week, le due creazioni firmate Louis Vuitton e Singer difficilmente rischiano di passare inosservate.
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