Manutenzione cambio automatico: quando, come e perché farlo

Francesco Giorgi
31 Ottobre 2022
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Come avviene la manutenzione delle trasmissioni automatiche: quali interventi sono da effettuare, ogni quanti km, e perché sono importanti.

Come si effettua la manutenzione del cambio automatico? Quando è meglio farla? E perché è importante? Sono, queste, domande che molti automobilisti si pongono. In effetti, il numero di auto con cambio automatico in circolazione in Italia è sempre più elevato. Gli utenti che scelgono una vettura provvista di cambio automatico per un utilizzo quotidiano sono diventati via via più numerosi. Soprattutto, questo riguarda chi guida soprattutto in città, dove il cambio automatico si rivela meno “stressante” (a livello di comandi) rispetto al cambio manuale, tuttavia richiede una manutenzione ancora più precisa.

In questa guida analizziamo cosa vuol dire effettuare una corretta manutenzione alla trasmissione automatica: ogni quanti km si deve procedere, come si interviene, chi può occuparsi dei lavori al cambio automatico, e l’importanza della manutenzione.

Funzionamento del cambio automatico: breve premessa

Il cambio automatico effettua le stesse funzioni del cambio manuale. Occorre una rapida introduzione al principio tecnico che è alla base del concetto di cambio di velocità. È attraverso il cambio che il conducente può variare il rapporto fra il numero di giri del motore e la velocità delle ruote. In buona sostanza: a marce basse, le ruote girano più lentamente, e viceversa con le marce alte le ruote si muovono più velocemente.

Principale differenza fra cambio automatico e cambio manuale (e che, spesso, è all’origine dell’eterna domanda: è meglio il cambio automatico o manuale?) è il comando che determina le variazioni di rapporto: la trasmissione automatica opera autonomamente. Questo avviene per mezzo di un dispositivo che seleziona la “marcia” ottimale in relazione al regime di funzionamento del motore, cioè il suo numero di giri.

Molti cambi automatici sono a convertitore di coppia. Con questo sistema, il trasferimento della coppia motrice avviene per mezzo di un convertitore idraulico collocato fra motore e cambio stesso. La differenza di pressione nell’olio del circuito determina, mediante specifiche elettrovalvole, i cambi marcia.

Perché prendersi cura del cambio automatico?

La corretta manutenzione del cambio automatico, svolta nelle modalità ed agli intervalli prescritti dalla Casa costruttrice della vettura, è fondamentale per il suo funzionamento. L’olio del cambio automatico tende, con il tempo, ad accumulare i residui causati dall’attrito degli ingranaggi della trasmissione. Niente di straordinario né di drammatico: tutti i liquidi e i lubrificanti “di servizio” di qualsiasi veicolo si comportano così. Di fatto, avviene che l’olio del cambio automatico perde via via fluidità con il tempo. La conseguenza è il regolare inserimento dei vari rapporti. Ecco perché è essenziale prendersi cura del cambio automatico.

Quanto dura in media un cambio automatico?

La durata di una trasmissione automatica è spesso correlata alla sua manutenzione. In linea di massima, un cambio automatico può accompagnare l’intera “vita operativa” della vettura (si parla di centinaia di migliaia di km): condizione essenziale, è – appunto – una corretta e scrupolosa manutenzione.

Rispetto ai cambi manuali, i cambi automatici “tradizionali” (cioè quelli a convertitore di coppia) non possiedono frizione, quindi non c’è il rischio di bruciare la frizione. Il concetto di frizione, nel cambio automatico a convertitore di coppia, si intende con la presenza di tanti sistemi-freno quanti sono i rapporti del cambio, che permettono alla trasmissione di impostare la “marcia” più adeguata in relazione al numero di giri in quel momento. Se queste “frizioni” si bruciano, il moto dei satelliti dei ruotismi epicicloidali non viene più rallentato. La spesa per l’intervento è, in questo caso, molto elevata.

Quando è il momento di fare un controllo?

Capire quando intervenire con un controllo al cambio automatico non è complicato. A parte gli intervalli chilometrici, se si riscontrano difficoltà di innesto dei rapporti (magari preceduti da evidenti “slittamenti”) o diminuzioni di potenza in salita (perché la trasmissione fa più fatica a passare ai rapporti inferiori; per questo possono anche verificarsi degli aumenti nel consumo di carburante) è segno, il più delle volte, che il lubrificante del cambio automatico è esausto, dunque è arrivato il momento di una verifica alle condizioni della trasmissione.

Come effettuare la manutenzione del cambio automatico

La manutenzione del cambio automatico va effettuata nel rispetto degli intervalli indicati dalla Casa costruttrice, e riportati nel libretto di uso e manutenzione che è molto importante avere sempre a portata di mano. Per un controllo delle condizioni della trasmissione automatica è bene affidarsi a un’officina specializzata.

Verifica dell’olio del cambio

Ogni 30-40.000 km, è consigliabile portare l’auto in officina per un controllo al livello dell’olio della trasmissione automatica. Si è indicato questo ventaglio di percorrenza chilometrica in quanto l’usura delle parti meccaniche è differente in base all’utilizzo del veicolo: una vettura con cambio automatico che circola soprattutto in ambito cittadino “lavora” di più, dunque il controllo alle condizioni del lubrificante va effettuato un po’ più di frequente rispetto a una vettura impiegata il più delle volte su percorsi extraurbani o in autostrada.

Va ricordato, in effetti, che il compito principale del lubrificante del cambio automatico consiste nell’accompagnare ogni cambio-marcia in maniera più fluida possibile, mediante specifiche variazioni di pressione.

Il livello dell’olio del cambio automatico va controllato “a caldo”. È importante rispettare le specifiche di temperatura previste dalla Casa costruttrice per il controllo del livello lubrificante cambio automatico, proprio per avere la sicurezza di immettere l’esatta quantità di olio richiesta.

Sostituzione dell’olio

Per sostituire l’olio cambio automatico, bisogna sapere se il lubrificante viene in parte contenuto nella coppa dell’olio in metallo oppure in plastica. Si tratta di una differenza da non sottovalutare, perché la coppa olio in plastica richiede la sua sostituzione completa in quanto questa integra un filtro specifico.

Per questo è consigliabile rivolgersi a un’officina specializzata in manutenzione ai cambi automatici.

Lavaggio della trasmissione automatica

L’importanza dell’olio nel cambio automatico deriva dal fatto che il lubrificante serve a trascinare senza attriti gli ingranaggi e la trasmissione. È chiaro, come si accennava più sopra, che durante la marcia della vettura l’olio del cambio automatico – contenuto nella coppa e nel convertitore di coppia nonché nel circuito idraulico – accumula piccole quantità di metallo.

A volte, non basta sostituire l’olio senza effettuare altri interventi: il lubrificante “vecchio” non è in grado di portarsi dietro i residui di metallo raccolti nel tempo. Se si procede al lavaggio del cambio automatico – lavoro che si effettua con l’utilizzo di strumentazioni specifiche – il lubrificante e la sua sede vengono completamente rinnovati.

Il lavaggio della trasmissione automatica serve, in effetti, a far defluire l’olio vecchio – mediante il flussaggio del nuovo lubrificante – senza che i due liquidi entrino a contatto fra loro.

Il lavaggio del cambio automatico è un intervento che si effettua ad intervalli di chilometraggio piuttosto ampi: di norma, almeno ogni 70-90.000 km (gli esperti consigliano di intervenire in maniera un po’ più frequente – ogni 50-70.000 km – se si impiega l’auto con cambio automatico soprattutto in città). È importante non superare questi intervalli di chilometraggio, per non correre il rischio che i depositi di limatura di metallo rendano indispensabile la revisione del cambio automatico. Quest’ultima operazione è ancora più costosa rispetto a quella del lavaggio del cambio automatico, che già di per se non costa poco: si parla di cifre che oscillano fra 500 e 800 euro o anche di più, dipende dalle specifiche tecniche del lubrificante adottato. È fondamentale, in questo senso, utilizzare i lubrificanti consigliati dalla Casa costruttrice.

Cosa succede se non si cambia l’olio del cambio automatico?

Come si diceva qui sopra, se non si rispetta con scrupolo la manutenzione periodica al cambio automatico si corre il rischio di ritrovarsi a un bel momento (anzi: a un… brutto momento) con la trasmissione che non funziona più. Nella migliore delle ipotesi, si verificano evidenti e fastidiose irregolarità di funzionamento. Se tuttavia si insiste nel non voler intervenire, ci si può trovare di fronte alla rottura del cambio automatico. In questo caso, la spesa da mettere in conto è decisamente elevata. Non di rado, per le vetture più “datate” può eguagliarne il valore.

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