Come ricaricare l’auto elettrica a casa: le cose che devi sapere

Francesco Donnici
22 Settembre 2022
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Cerchiamo di fare il punto su tutte le informazioni da conoscere per ricaricare l’auto elettrica a casa in maniera efficiente.

Se si possiede un’auto a zero emissioni, ricaricare l’auto elettrica a casa – quando possibile – porta numerosi vantaggi, sia in termini economici che per quanto riguarda la durata della batteria. Nonostante questi vantaggi, la ricarica dei veicoli elettrici presso la propria abitazione è un’operazione non sempre agevole e può portare alcune difficoltà all’utente. In questa guida spiegheremo come funziona la ricarica domestica, come ricaricare l’auto elettrica a casa senza wallbox e quanto conviene ricaricare l’auto elettrica a casa con il fotovoltaico e tanto altro.

Quanti kW sono necessari per ricaricare l’auto elettrica a casa?

Innanzitutto, quando si affronta il tema della ricarica domestica, è importante sapere quanti kW sono necessari per ricaricare l’auto elettrica a casa. Se si utilizzano auto elettriche di piccole dimensioni, come ad esempio una smart EQ, un impianto domestico standard da 3 kW può bastare. Se si ha però la necessità di ricaricare velocemente la vettura potrebbe risultare necessario un aumento di potenza. Solitamente un impianto da 6 kW soddisfa le necessità della maggior parte dei possessori di auto elettriche e allo stesso temo non richiede un adeguamento dell’impianto che porterà costi ben più alti.

Un intervento del genere ha un costo di circa 200-300 euro, però prima di effettuare questo upgrade è necessario verificare a quale potenza può ricaricare l’auto che utilizziamo o vogliamo acquistare. Questo perché si corre il rischio di affrontare una spesa inutile per colpa di maggiore potenza che non potremmo sfruttare. Questo perché ogni auto elettrica sfrutta un dispositivo che regola il flusso di energia, onde evitare il surriscaldamento e l’eccessiva usura del pacco batterie agli ioni di litio.

L’assorbimento consentito è differente per ogni modello a zero emissioni. Di conseguenza non è detto che un caricatore più potente velocizzi le operazioni di ricarica.

Cambiare il contatore o aumentare la potenza?

Aumentare invece la potenza erogata dal contatore fino a 6 kW è piuttosto facile, infatti è necessario fare una semplice richiesta al proprio fornitore di energia. Nel caso sia possibile aumentare la potenza da remoto l’operazione verrà effettuata entro 5 giorni lavorativi dalla richiesta. Se, invece, l’operatore ritiene necessario un intervento sul contatore, i tempi possono arrivare fino ad un massimo di 50 giorni lavorativi.

Quanto tempo serve per ricaricare un’auto elettrica?

Per capire quanto tempo è necessario per ricaricare un’auto elettrica dobbiamo conoscere quanta energia ci serve e la potenza a cui ricarica la vettura. Innanzi tutto bisogna tenere presente che è meglio non scendere mai sotto la soglia del 20% per non rovinare le batterie. Inoltre, solitamente ci si ferma quando la carica raggiunge l’80%, perché dopo questa soglia la ricarica diventa molto lenta. Di conseguenza, se si ricarica un’auto media con batterie da 40 kWh passare dal 20 all’80% sfruttando un impianto che carica a 6 kW di impiegano circa 4 ore che diventano più del doppio se l’impianto è da 3 kW.

I consumi e i risparmi

Per quanto riguarda i consumi, molto dipende dalla capacità delle batterie, misurate in kWh. Ovviamente più il veicolo è grande, più servono batterie potenti e di grandi dimensioni. Solitamente, con un  kWh si percorre da un minimo di 4 km ad un massimo 8 km (a seconda del tipo di vettura). Infatti, le batterie vanno dai 18 kWh di una Smart EQ ai 100 della potentissima Tesla Model S.

Se si ricarica a casa ad un prezzo di circa 20-22 centesimi per kWh si spendono circa 4 euro per la Smart e più di 20 euro per la Tesla. Inoltre, quest’ultima ha solitamente bisogno di caricatori più veloci che costano da circa 33 centesimi per ogni kWh. Il risparmio rispetto alle colonnine è netto considerando che attualmente viaggia dalle colonnine AC 0,40 euro a kWh, dalle colonnine DC fino a 50 kW 0,50 euro a kWh, mentre dai punti di ricarica con potenza superiore circa 0,79 euro a kWh.

Come ricaricare l’auto a casa: presa di corrente, wallbox, fotovoltaico, colonnine

Come accennato in precedenza, per ricaricare l’auto a casa si può sfruttare una semplice presa di corrente che sia in grado di resistere anche agli alti carichi per diverse ore. Una soluzione più consona e sicura è certamente l’istallazione di una wall box. Si tratta di un sistema intelligente di ricarica che permette di sfruttare al meglio tutta la potenza del contatore, offrendo al contempo la massima sicurezza.

Questo dispositivo smart riconosce autonomamente il carico domestico dell’impianto, variando di conseguenza la potenza da destinare alla ricarica dell’auto. Calcolare quanto si spende per ricaricare l’auto elettrica con il fotovoltaico non è semplice. Questo perché anche se è vero che si produce energia in maniera pulita, bisogna tenere conto dell’investimento per l’istallazione dei pannelli e per lo stoccaggio dell’energia che poi verrà utilizzata quando si deve rifornire l’auto.

Gli incentivi

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha deciso di predisporre per l’anno 2022 una serie di incentivi per l’acquisto di infrastrutture per la ricarica elettrica. Il contributo dovrebbe essere pari all‘80% del prezzo di acquisto e posa in opera, fino ad un massimo di 1.500 euro per richiedente e di 8.000 sulle parti comuni di edifici condominiali. Il fondo a disposizione sarà di 40 milioni di euro. Gli incentivi saranno realmente disponibili solo dopo un decreto direttoriale del Ministero dello sviluppo economico che disciplini la procedura per l’erogazione del bonus economico.

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