Ricaricare l’auto elettrica in condominio: cosa sapere

junio_gulinelli
14 Giugno 2022
Ricaricare l'auto elettrica in condominio

Tutto ciò che c’è da sapere se hai un’auto elettrica o la vuoi acquistare e vivi in un condominio.

Come sappiamo bene la scorsa settimana dall’Europarlamento è arrivata la notizia tanto temuta per alcuni e tanto attesa per altri. Dal 2035 sarà proibita la vendita di auto con motori termici (comprese le ibride e le plug-in). Una rivoluzione a 360° per la mobilità privata che colpirà direttamente non pochi settori, non solo quello automobilistico. Che la rete pubblica di ricarica sia ancora lontana dall’essere pronta a questo cambiamento epocale nessuno lo può negare. Ma a livello privato, sopratutto per le abitazioni condivise, come i condomini, come siamo messi? Anche a questo livello nella maggior parte dei casi sarà necessario un riadattamento. Ecco la guida completa su tutto ciò che c’è da sapere per ricaricare l’auto elettrica in condominio.

Ricaricare l’auto elettrica in condominio: posso mettere una wallbox in garage?

Tanto per cominciare la maggior parte dei condomini con box privati per il parcheggio dell’auto dispongono attualmente di un contatore unico che copre il fabbisogno energetico di tutto il garage. In questo caso come si calcolerà il consumo dei singoli privati che ricaricano l’auto elettrica? In questo caso per fare le cose equamente andrebbero montati contatori individuali per ogni box e per questo andrebbe modificata l’intera rete elettrica del condominio. 

In tal senso non tutti gli edifici dispongono di una struttura elettrica in grado di ospitare cavi più grandi, e in questo caso il riadattamento della rete elettrica implicherebbe una ristrutturazione non così semplice… 

Trovare la soluzione individuale non è neanche la migliore delle scappatoie. Soprattutto dal punto di vista della sicurezza. Chi infatti provvede autonomamente a installare la ricarica domestica con una wallbox incorrerebbe in un’anomalia non del tutto legale. Per questioni di sicurezza, infatti le nuove linee elettriche devono comparire nella mappa dell’impianto e, in caso di incendio o allagamento la corrente dei box dovrebbe poter essere tolta dall’esterno. E in tutto ciò un’installazione non corretta prescinderebbe dalla copertura assicurativa. 

A livello normativo, comunque, chi vuole installare una wallbox nel propio box provato, secondo quanto stabilito dall’Associazione Nazionale Amministratori Condominiali, dovrà semplicemente avvisare il condominio, che a sua volta non potrà esimersi dal dare l’autorizzazione.

Ricaricare l’auto elettrica in condominio: come adattare la rete elettrica

Vediamo il caso, poi, in cui tutti i condomini si aggiornino a norma creando una nuova rete, ognuno con il proprio contatore. Va tenuto in considerazione che molti dei condomini attualmente sono allacciati a una cabina di distribuzione elettrica non sufficiente a erogare contemporaneamente una quantità d’energia sufficiente alla ricarica delle auto di tutti i condomini.

Il problema sorgerebbe soprattutto nel caso gli impianti siano con wallbox per la ricarica rapida. In questo caso il fabbisogno energetico quotidiano (soprattutto notturno) totale non sarebbe sufficiente nella maggior parte dei casi. Altra cosa con la ricarica da 3 kWh, ma in questo caso, soprattutto per le auto con batterie più grandi, come le tesla ad esempio, ci vorrebbero circa 30 ore per una ricarica…

Ricaricare l’auto elettrica in condominio: quanto costa installare le colonnine

Altra alternativa, forse più plausibile, è la decisione del condominio di installare delle colonnine elettriche negli spazi comuni. Per cominciare in condominio la quantità di colonnine ammesse nelle parti comuni non deve superare il totale delle unità immobiliari. Ma ciò che più conta è che  tra le misure confermate dal Governo  con il Superbonus 110% 2022  il loro acquisto e installazione rientra anche nelle spese detraibili con sconto in fattura o cessione del credito d’imposta. Questo, in parole semplici, vuol dire che il loro acquisto e montaggio sarebbe gratis. Ma esiste una condizione: l’agevolazione è riconosciuta soltanto se si tratta di lavori che, nel loro complesso, assicurino un salto energetico di almeno due categorie, ovvero se se si accompagnano ad altri lavori strutturali come l’isolamento termico e la sostituzione degli impianti di riscaldamento e climatizzazione.

In caso di non poter ricorrere al Superbonus 110% i limiti massimi di spesa per l’installazione delle colonnine nei condomini sono previsti all’articolo 119, comma 8, del Decreto legge 34/2020 e sono i seguenti: 3.000 euro per i lavori di installazione conclusi entro dicembre 2020, a prescindere dal numero di punti di ricarica; 2.000 euro per tutti gli edifici indipendenti, come quelli unifamiliari; 1.500 euro per i condomini e gli edifici plurifamiliari fino ad 8 colonnine elettriche; 1.200 euro per condomini ed edifici plurifamiliari oltre le 8 colonne.

Insomma i problemi da risolvere per far fronte alla rivoluzione elettrica della mobilità non sembrano essere pochi, e il 2035 neanche è poi così lontano…

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