Antifurto meccanico, elettronico e satellitare: quali le differenze

Francesco Giorgi
11 Maggio 2022
furti auto

Sistemi antifurto, differenze e informazioni sulle varie tipologie di prodotti disponibili sul mercato. Tutto quello che c’è da sapere per scegliere.

Trends: Accessori auto

È probabile che da quando esiste l’automobile esistano i furti. Ad essere cambiate nel tempo sono le “tecniche” messe in atto dai topi d’auto per sottrarre le vetture ai legittimi proprietari. In parallelo, le aziende specializzate hanno via via perfezionato in modo costante i sistemi antifurto: e questo è un bene per decine di milioni di consumatori. Quando si parla di sistemi antifurto, differenze e tecnologie utilizzate sono determinanti nella scelta. Esistono diversi tipi di antifurto, ma tutti i dispositivi si possono raggruppare in tre categorie:

  • meccanico.
  • elettronico.
  • satellitare.

Furti auto in Italia: i dati aggiornati

Prima di tutto, qualche cenno statistico: le più recenti rilevazioni rese note ad inizio 2022 dagli organismi preposti dicono che l’Italia è al primo posto in Europa per incidenza di furti di auto ogni 100.000 abitanti. Un’analisi Eurostat relativa al periodo 2011-2019 ha evidenziato che nel nostro Paese sono circa 3.000 gli autoveicoli che vengono sottratti ogni settimana ai rispettivi proprietari. Nel complesso, la media di furti di auto in Italia si attesta su una quota di 276 ogni 100.000 abitanti. Seguono, nell’ordine, la Repubblica Ceca (274 su 100.000), e in terza posizione si attesta – un po’ a sorpresa – la Svezia, dove le autovetture rubate sono 266.

Le auto più rubate in Italia

I risultati di un’indagine svolta nel 2021 da LoJack (azienda leader nella lotta ai furti di auto, e da più di 10 anni presente nel nostro Paese con attività di supporto alle forze di polizia nelle strategie di contrasto ai “topi d’auto”) hanno rilevato, sulla base dei consuntivi derivati da rapporti nazionali ed internazionali sul fenomeno su dati del Ministero dell’Interno, che al primo posto delle auto più rubate in Italia c’è Fiat Panda.

In seconda posizione si attesta Fiat 500, davanti a Fiat Punto (sebbene non sia più in produzione dall’estate 2018, la longeva “segmento B” di Fiat resta fra i modelli più “ambiti” dai ladri: questo, evidentemente, per motivi di smercio dei ricambi nel “mercato nero”). In quarta posizione troviamo Lancia Ypsilon, e Volkswagen Golf è al quinto posto delle auto più rubate in Italia.

Furti auto: anche i SUV fanno gola ai ladri

Nel 2020 si sono verificate anche maggiori difficoltà di recuperare veicoli di fascia SUV rubati: solamente il 33% (889 unità) di 2.687 che erano stati sottratti ai proprietari erano stati ritrovati. I modelli più “ambiti” sono Nissan Qashqai (un SUV su cinque fra quelli rubati), Range Rover e Hyundai Tucson.

Come funziona l’antifurto meccanico

Il dispositivo più semplice e “collaudato” (perché di tecnologia più longeva) fra quelli disponibili per gli utenti, si è nel tempo notevolmente evoluto. Dal “semplice” sistema fai-da-te costituito dalla classica catenella con lucchetto che andava fatta passare attraverso le razze del volante e i pedali, si propone sul mercato con tecnologie ugualmente efficaci, anche da un punto di vista visivo. La sbarra metallica posizionata in maniera evidente fra volante, cambio e pedaliera rappresenta in effetti un valido deterrente nei confronti dei ladri d’auto.

In più, l’evoluzione dei materiali (acciai ad elevata resistenza sempre più perfezionati) e del dispositivo antiscasso (serrature a codice) fa sì che la sua forzatura possa essere “possibile” in teoria, in effetti soltanto servendosi di attrezzi da taglio specifici, che funzionano solamente con la corrente elettrica e causano notevole rumore. In poche parole: per forzare un antifurto meccanico servono calma, tempo e pazienza, di cui (per fortuna!) non sempre i “soliti ignoti” dispongono.

Antifurto meccanico: pro e contro

Pregi dell’antifurto meccanico:

  • L’installazione dell’antifurto meccanico è semplice;
  • La forzatura è lunga e laboriosa;
  • Possiede immediate proprietà deterrenti “visive”;
  • È economico.

Difetti dell’antifurto meccanico:

  • Non dispone di segnalatori acustici né visivi che scattano quando c’è un tentativo di scasso;
  • Non offre protezione contro gli atti vandalici ai danni di serrature delle porte e finestrini;
  • Non possiede sensori di movimento: il veicolo può teoricamente essere spostato, mentre si trova in sosta, senza che avvenga alcuna segnalazione alle forze di polizia.

Antifurto elettronico: come funziona

Si tratta del sistema intermedio nei confronti dei dispositivi antifurto più evoluti. Anche in questo caso, la sua applicazione è piuttosto “longeva” (è stato, in un passato già abbastanza lontano, il primo antifurto hi-tech utilizzato per evitare ai ladri di impossessarsi materialmente del veicolo). L’antifurto elettronico comprende due categorie di prodotti:

  • Antifurto elettronico con avviso acustico e luminoso (ovvero con sirena ed accensione dei lampeggiatori di emergenza): funziona attraverso un sistema di controllo perimetrale (esterno) e volumetrico (interno) del veicolo, con possibilità di attivazione di entrambe le protezioni, oppure una soltanto delle due (generalmente quella relativa alla gestione esterna);
  • Antifurto immobilizer, la tecnologia di antifurto elettronici più recente: adottato da molte vetture (anche appartenenti alle fasce di mercato più “economiche”), rende impossibile l’avviamento del veicolo se non si utilizza una chiave specifica, provvista di sistema di decodificazione oppure di un dispositivo keyless, o mediante impronte digitali o tramite smartphone, peraltro disponibili anche in alcuni degli antifurto volumetrici di ultima generazione.

Antifurto elettronico: pro e contro

Pregi dell’antifurto elettronico:

  • L’antifurto elettronico offre una protezione molto elevata;
  • Nel caso di un tentativo di furto, le segnalazioni luminose e sonore scattano immediatamente;
  • Molti modelli di antifurto elettronico vengono provvisti di sensori che rilevano il sollevamento del veicolo.

Difetti dell’antifurto elettronico:

  • Principale elemento a sfavore dell’antifurto elettronico consiste nel fatto che le frequenze radio emesse dal telecomando potrebbero essere intercettate dai ladri hi-tech, mediante sistemi in grado di produrre codici di sblocco ingannevoli.

Antifurto satellitare: come funziona

L’antifurto satellitare rappresenta la generazione più recente fra quelli disponibili sul mercato. La sua adozione è iniziata sui mezzi pesanti, e successivamente ha riguardato anche le autovetture. La tecnologia dell’antifurto satellitare si basa sull’aggancio del segnale GPS geostazionario, per far sì che ogni movimento del veicolo venga registrato in tempo reale tramite una serie di sensori installati a bordo del mezzo e gestibili anche per mezzo di uno smartphone.

Solitamente, la disinstallazione dei sensori è impossibile. Inoltre, l’installatore applica sul parabrezza del veicolo un adesivo che avvisa il pubblico: si tratta, in effetti, di un ulteriore deterrente. Inoltre, per il fatto che il veicolo è sempre monitorato, in caso di incidente la Compagnia assicuratrice può accedere ad alcuni dati del veicolo (una sorta di “scatola nera”) come velocità e direzione e posizione precisa della collisione. Se non c’è stato alcun incidente, la Compagnia può accedere solamente ai dati che riguardano il chilometraggio percorso.

Antifurto satellitare: pro e contro

Pregi dell’antifurto satellitare:

  • L’antifurto satellitare può essere abbinato anche a un antifurto elettronico: in questo modo, la sicurezza è quasi completa;
  • Se il veicolo viene rubato, il collegamento integrato alla rete GSM permette alle forze di polizia una veloce rilevazione del luogo in cui il veicolo si trova.

Difetti dell’antifurto satellitare:

  • Il prezzo di un antifurto satellitare è in genere piuttosto elevato, sebbene molte Compagnie di assicurazione offrono soluzioni di installazione convenzionati, che si può “spalmare” nel contratto di copertura assicurativa e, in questo caso, con uno sconto sulle polizze contro furto e atti vandalici.

Sistemi antifurto, differenze e quale scegliere

La decisione sulla tecnologia antifurto più adatta alle proprie esigenze è più che mai personale: in linea di massima, un antifurto meccanico e un antifurto immobilizer rappresentano una combinazione di livello adeguatamente elevato per sentirsi al sicuro. Per la tracciabilità del veicolo, l’antifurto satellitare è il migliore: con questo sistema, è molto probabile ritrovare la vettura rubata. Fra le “voci” da considerare nella scelta dei sistemi antifurto – differenze a parte – vanno quindi messe in conto quale tipo di vettura lo utilizzerà, quanti km vengono percorsi ogni anno e dove, e quanto si vuole spendere.

Come difendersi dai furti d’auto

Detto delle varie tipologie di antifurto disponibili, è opportuno ricordare una serie di accorgimenti (a cura di LoJack Italia) da mettere sempre in atto per essere ragionevolmente sicuri di ritrovare la propria vettura dove la si aveva lasciata, e rendere il “lavoro” più difficile ai ladri.

  • Non lasciare l’auto accesa e con le chiavi inserite, nemmeno per pochi secondi: potrebbero essere purtroppo sufficienti per il furto;
  • Anche se fa caldo, prima di lasciare l’auto bisogna chiudere i finestrini e il tettuccio: il minimo spiraglio può rivelarsi fatale;
  • Attenzione a dove si parcheggia: non lasciare l’auto di notte in parcheggi isolati o incustoditi, scegliere con cura il luogo in cui si lascia l’auto in sosta. Se per terra si notano cumuli di frammenti di vetro, è sinonimo di zona a rischio furto o vandalismo. Non parcheggiare sempre nello stesso posto, le abitudini danno modo al ladro di organizzare al meglio il furto;
  • Se l’auto non viene usata tutti i giorni, è bene verificare con cadenza quotidiana che sia parcheggiata nel punto in cui è stata lasciata in sosta: denunciare con tempestività l’eventuale furto aumenta la possibilità di ritrovare la vettura, soprattutto se protetta con dispositivi hi-tech;
  • Quando ci si trova all’autogrill o nel parcheggio del centro commerciale e si chiude la vettura a distanza tramite una smart key, controllare sempre manualmente l’avvenuta chiusura delle portiere: un ladro, appostato nelle vicinanze, potrebbe aver disturbato il segnale con un “jammer” per poi entrare indisturbato nel veicolo e approfittare della sosta;
  • Proteggere la propria vettura con un sistema di antifurto o un sistema di recupero: un antifurto meccanico potrebbe indurre a preferire la sottrazione di un’auto senza protezione, ma un sistema di recupero, soprattutto hi-tech, renderebbe molto probabile il rapido recupero del veicolo;
  • Proteggere la chiave della vettura, custodendola in un “card protector” che ne impedisca la clonazione o che blocchi la sempre più diffusa modalità di furto hi-tech “relay attack”, con la quale i ladri, utilizzando ripetitori in radiofrequenza, riescono a riprodurre la comunicazione tra l’auto e la sua chiave, anche quando questa è distante.

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