Batteria auto scarica dopo il lockdown: come caricarla per la Fase 2

Per risolvere il problema della batteria scarica abbiamo analizzato alcune possibili soluzioni al problema.

Il lockdown imposto dalle autorità per contenere la diffusione dell’epidemia sanitaria provocata dal Coronavirus ha costretto la maggior parte di noi a tenere nei box o nei parcheggi le nostre automobili, in attesa di poterle riutilizzare appena sarà possibile. Questo stop forzato ha certamente messo a dura prova la tenuta della batteria, infatti molte persone che dovranno tornare ad utilizzare il proprio veicolo nella Fase 2 che inizierà il prossimo 4 maggio potrebbero trovarla “a terra”. Per risolvere questo inconveniente analizzeremo qui di seguito alcune possibili soluzioni:

  • Cavi
  • Avviatore
  • Avviamento a spinta
  • Prevenzione

Utilizzare i cavetti

Il metodo più semplice e sicuro per far ripartire un’auto con la batteria scarica è quello di utilizzare gli appositi cavi per collegare quest’ultima ad una batteria carica di un’altra autovettura. La procedura richiede di effettuare rigorosamente con il motore acceso della seconda vettura il collegamento del polo positivo (cavo rosso) delle batterie e successivamente quello del polo negativo (cavo nero). Dopo aver atteso un paio di minuti sarà possibile provare ad accendere il motore e se l’operazione è andata a buon fine è necessario non spegnere la vettura e rimuovere i cavetti in ordine inverso (prima il polo negativo e poi quello positivo). Se volete essere sicuri che la batteria mantenga la carica vi suggeriamo di recarvi dall’elettrauto per un controllo più approfondito.

Avviatore auto

Un avviatore di emergenza, detto anche avviatore booster, è un apparecchio piccolo e leggero pensato per rimettere in moto l’auto in panne. Per la sua semplicità di utilizzo, è l’ideale per chi non ha dimestichezza con i cavi di avviamento. Basta collegare le due pinze di cui è dotato l’avviatore ai due poli della vostra batteria, con l’accortezza di porre quella rossa sul polo positivo e quella nera (o blu) su quello negativo. Dopo questa operazione si può già accendere l’auto e, dopo aver controllato che tutto funzioni, si possono togliere le pinze. Come precauzione, segnaliamo che è importante tenere accesa l’auto per non più di 8-10 secondi.

Accensione a spinta

Se non riusciamo ad avviare l’auto con i due metodi precedenti, possiamo provare a mettere in moto la nostra auto a spinta, anche se questa operazione richiede molta cautela e prudenza, perché oltre all’aiuto di almeno un’altra persona bisognerà prestare molta attenzione a manovrare per strada la vettura con motore spento. Ovviamente questa delicata operazione potrà essere effettuata se la vettura si trova in cima a una discesa o al massimo in pianura, anche se quest’ultima opzione richiederà maggiore sforzo fisico.

Per accendere l’auto basterà sedersi al volante, girare la chiave nel quadro e innestare la seconda marcia con il piede premuto sulla frizione. Quando la vettura raggiungerà una velocità di circa 10-15 km/h, a quel punto basterà sollevare il piede dalla frizione e contemporaneamente accelerare, ma senza esagerazioni. Una volta che il motore sarà acceso vi consigliamo di recarvi subito dall’elettrauto per un controllo più approfondito. Al contrario, se il motore non dà segni di vita, l’unica opzione rimasta sarà quella di chiamare un carroattrezzi.

Meglio pensarci prima

Per evitare di trovarsi con la batteria scarica e di conseguenza correre ai ripari, è possibile prevenire il problema utilizzando alcuni accessori specifici che si possono reperire nei negozi specializzati o direttamente sul web. Tra questi troviamo il mantenitore di carica, con il quale è possibile salvaguardare il livello di carica della batteria, semplicemente collegando il dispositivo ad una rete elettrica domestica, in questo modo si potrà – ad esempio – partire tranquillamente per le vacanze senza la preoccupazione di trovare al ritorno la batteria della vettura scarica.

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