Coronavirus, autocertificazione per viaggiare: come scaricarla e compilarla

Per spostarsi dal proprio Comune di residenza verso l’esterno bisogna indicare comprovati motivi in un’autocertificazione. Attenzione: l’autodichiarazione è un atto ufficiale.

L’estensione a tutta Italia dello stato di “zona rossa”, ufficializzata dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte nelle ore serali di lunedì 9 marzo ed entrata in vigore – per decreto, ribattezzato “Io resto a casa”, della Presidenza del Consiglio dei Ministri e pubblicato in Gazzetta Ufficiale di martedì 10 marzo 2020 –  rende di fatto necessaria l’applicazione delle misure di tutela, per contrastare l’espandersi del coronavirus, all’intero territorio nazionale che, fino a lunedì 9 erano applicate all’area regionale della Lombardia ed a 14 province settentrionali soggette a massima restrizione per spostamenti e regolamentazioni nell’apertura di negozi, centri commerciali, locali pubblici.


Aggiornamento 26 marzo 2020:

>> Leggi qui per scaricare il nuovo modulo di autodichiarazione 26 marzo


Viaggiare in Italia diventa più difficile

Riguardo ai trasporti, fermo restando – come per tutti gli ambiti – il costante invito alla massima prudenza (esortazione che, da parte nostra, condividiamo nella sua totalità), l’emergenza coronavirus impone nuovi criteri, tutti improntati a sostanziali limitazioni: di fatto, spostarsi al di fuori del proprio Comune di residenza verso l’esterno è più complesso. E questo vale per quanti utilizzano l’auto, così come per i viaggi effettuati con pullman, treni e aerei.

I “comprovati motivi”

In poche parole: il Dpcm 9 marzo 2020, fatto salvo il principio-base che il divieto di uscire di casa non esiste ma si tende a limitare le uscite ai casi in cui proprio non se ne possa fare a meno, prescrive a tal proposito che gli spostamenti vengano ridotti il più possibile per tutti i cittadini, tranne che in determinati casi (i “comprovati motivi” cui si riferisce la direttiva del Ministero dell’Interno):

  • carattere lavorativo, ad esempio nel caso in cui – tranne ovviamente i lavori attualmente sospesi per emergenza coronavirus – non sia possibile lavorare secondo soluzioni di tipo “smart working”
  • necessità, ad esempio qualora si debba acquistare un particolare farmaco non disponibile nel proprio Comune, o ancora approvvigionarsi di alimenti reperibili soltanto altrove
  • motivi di salute: a questo proposito, il certificato medico fa fede.

Quando entra in gioco l’autocertificazione

Per tutti i casi in cui sia necessario spostarsi verso altre aree comunali, è sempre necessario avere con sé un’autocertificazione, che in sintesi costituisce una sorta di “lasciapassare” comprovante le motivazioni cui abbiamo fatto cenno e che, ad un controllo da parte delle forze di polizia, diano al possessore il diritto di potere spostarsi per il tempo necessario a svolgere l’operazione indicata (attenzione: soltanto per quanto indicato nel documento; le sanzioni per i trasgressori sono quelle previste dal Codice Penale, e non si scherza).

Dove scaricare l’autodichiarazione

La questione, a questo punto, assume carattere ancora più pratico: dove si scarica la ormai “famosa” autocertificazione? Come si compila? E se non la si possiede materialmente, come fare per dichiararsi in buona fede e, dunque, evitare le sanzioni? Esaminiamo tutti questi “punti” passo per passo.

L’autodichiarazione può essere scaricata attraverso il sito Web del Ministero dell’Interno.

In alternativa, nel caso in cui sia impossibile provvedere al download del modulo ed alla sua compilazione, si può copiarlo testualmente (parola per parola) su un foglio bianco (“in carta libera”), firmarlo e compilarlo davanti agli agenti, nel caso di stop per controllo.

Come si compila l’autocertificazione

Innanzitutto, è bene conoscere “il corpo” del documento: esso si compone di tre sezioni, cioè:

  • dati personali del soggetto che richiede di potere spostarsi
  • la dichiarazione di responsabilità
  • le motivazioni relative allo spostamento.

Attenzione: è un documento ufficiale

È chiaro che l’autodichiarazione deve essere compilata in ogni sua parte, e stando bene attenti a dichiarare il vero (sia nel caso di dichiarazioni mendaci a pubblico ufficiale, reato punito dall’art. 450 del Codice Penale, sia per quanto riguarda violazione alle misure di contenimento del contagio che fanno riferimento all’art. 650 CP, “Salvo che il fatto non costituisca più grave reato”: cioè dall’arresto fino a tre mesi od un’ammenda fino a 206 euro, al caso più grave in cui non si rispetti la quarantena oppure si sia positivi al coronavirus). È bene tenere presente che, secondo quanto indica la direttiva del Ministero dell’Interno, i controlli potranno essere effettuati anche in tempi successivi all’avvenuta esibizione dell’autodichiarazione; dunque, qualora si ravvisi un falso, le conseguenze ai danni del trasgressore saranno quelle che abbiamo indicato.

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