Volkswagen: fra sei anni 36.000 colonnine di ricarica in tutta Europa

La “controffensiva” VW all’insegna della nuova mobilità prosegue con l’attuazione dei maxi programmi di installazione delle stazioni fast charge. Necessario un dialogo costante con politica e finanza.

Volkswagen: fra sei anni 36.000 colonnine di ricarica in tutta Europa

di Francesco Giorgi

10 Giugno 2019

Il futuro dell’elettrificazione segue due percorsi paralleli: lo sviluppo di piattaforme modulari che serviranno a costituire l’”ossatura” della nuova generazione di modelli a zero emissioni in procinto di debuttare sul mercato; e, contestualmente, l’implementazione delle infrastrutture di ricarica, essenziali per il graduale ingresso delle auto elettriche sulle nostre strade; e che dovranno essere via via più semplici ed intuitive per l’utilizzatore. Volkswagen, a questo proposito, informa in questi giorni l’avvio di un progetto europeo per l’installazione di decine di migliaia di “hub” di ricarica “new gen”: il Gruppo prevede, entro il 2025, la costruzione di 36.000 punti di ricarica, 11.000 dei quali saranno sviluppati dal marchio Volkswagen.

Colonnine presso showroom e sedi VW in Europa

Nel dettaglio, indica una nota diffusa dai vertici di Wolfsburg che proprio in questo periodo festeggia il record sul giro al Nurburgring per la categoria veicoli elettrici (messo a segno la scorsa settimana dal plurivittorioso prototipo VW ID. R con al volante l’esperto Romain Dumas: qui il nostro approfondimento), il programma è finalizzato all’installazione delle nuove colonnine presso le sedi e le filiali Volkswagen e le circa 3.000 concessionarie nelle principali città d’Europa. Inoltre, l’impegno di intervento di Wolfsburg nelle business area correlate ai temi della ricarica verrà ulteriormente perseguito attraverso la consociata ELLI (Electric Life) per le infrastrutture di ricarica ed il suo servizio “We Charge”. All’atto pratico, ammonta a circa 250 milioni di euro l’importo che il colosso tedesco si prepara a mettere sul tavolo per il potenziamento dell’infrastruttura di ricarica presso le proprie sedi europee. In senso più ampio, fa sapere il comunicato VW, il Gruppo chiede “Misure aggiuntive, rapide ed efficaci per aumentare il numero di colonnine di ricarica in Germania”.

Ma andiamo con ordine, iniziando da una stima sulle modalità di ricarica, che Volkswagen prevede avverranno, nel 70% dei casi, in ambito domestico o lavorativo. Per venire incontro a tali esigenze, ELLI “Offrirà dal 2020 nuove soluzioni di ricarica completa per aziende e Clienti privati, che spazieranno dalle wallbox a pagamento con installazione inclusa, all’energia verde”. In questo senso, evidenzia VW, si prevede l’installazione di circa 4.000 “hub” di ricarica, presso le sedi Volkswagen in Germania, a beneficio non soltanto dei dipendenti, ma anche del pubblico.

Con “We Charge”, fino a 150.000 colonnine

Relativamente alle potenzialità di erogazione delle colonnine pubbliche di ricarica per veicoli elettrici, Volkswagen è dell’avviso che “Circa un quarto delle operazioni verranno effettuate presso le stazioni pubbliche. In futuro, l’accesso degli utenti verrà consentito, attraverso il servizio Volkswagen service ‘We Charge’, a più di 100.000 punti di ricarica in tutta Europa”. Il piano prevede, in uno step successivo, a portare tale cifra a quota 150.000, e la creazione di partnership con alcune delle principali catene commerciali, per consentire ai clienti la ricarica della propria auto elettrica durante i propri acquisti: un primo passo, in questo senso, è stato fatto da Tesco (Regno Unito); Altre catene commerciali seguiranno”.

Ulbrich: “Essenziale la diffusione dei sistemi di ricarica”

“L’infrastruttura di ricarica diventerà sempre più il fattore determinante per la rapida svolta verso la mobilità elettrica in Germania. La ricarica di un’auto elettrica deve diventare facile e intuitiva come la ricarica di uno smartphone. Per questo motivo, abbiamo bisogno prima di tutto di aumentare sensibilmente le colonnine di ricarica negli spazi pubblici, come anche di regole semplici per l’installazione della wallbox”, osserva Thomas Ulbrich, membro del CdA Volkswagen e responsabile dei progetti auto elettrica per Wolfsburg, ad indicazione dei progetti multilivello in fase di studio, o di esecuzione, da parte di Volkswagen.

La lineup VW ID. è dietro l’angolo

Programmi che, oltre al servizio “We Charge” per più di 100.000 punti di ricarica a livello europeo ed una prospettiva di 150.000 “hub”, e le soluzioni di ricarica completa da 4.000 colonnine nelle sedi VW in Germania per aziende e clienti, andranno incontro alle esigenze di maggiore mobilità richieste dal sempre più vicino debutto sul mercato della gamma “zero emission” ID: il modello-capofila, cioè la berlina compatta Volkswagen ID.3 attesa già nei prossimi mesi, può essere collegata – a seconda dell’opzione scelta – ad una stazione fast-charge da 100 kW e fino a 150 kW. “Inoltre – indica VW -, insieme ad altri partner industriali, Volkswagen ha in programma l’installazione in tutta Europa 400 stazioni di ricarica rapida con più di 2.400 punti di ricarica in prossimità delle maggiori strade e autostrade”. Quest’ultimo programma fa parte della joint venture Ionity, avviata nella primavera 2018 dietro impegno congiunto da parte della stessa Volkswagen e degli altri tre colossi del comparto automotive tedesco Bmw, Daimler AG e Ford, secondo cui dall’head quarter situato a Monaco di Baviera si irradierà un network “continentale” di stazioni di ricarica per la imminente nuova generazione di auto elettriche: dalla Germania all’Italia, dalla Norvegia alla Polonia ed al Portogallo, con l’obiettivo di installare punti di carica ad elevata capacità (fino a 350 kW) ad una distanza media di circa 120 km fra un “hub” e l’altro.

Serve maggiore impegno politico

Le elezioni europee di due settimane fa hanno sancito, in Germania, l’escalation dei Verdi, che hanno rubato consensi tanto alla Cdu-Csu della cancelliera Angela Merkel quanto al loro alleato Spd. Una parte dei programmi di coalizione riguarda l’installazione, entro i confini federali tedeschi, di “Più di 100.000 punti di ricarica pubblica in più – commenta la nota diffusa in questi giorni da Volkswagen – Al momento, di questi ne esiste solo una minima parte”. “Lo sviluppo dell’infrastruttura di ricarica nei mesi a venire dovrà essere sensibilmente accelerato”: e può essere, nell’analisi dei recentissimi risultati elettorali, che il riassetto governativo a Berlino apporti nuova linfa alle strategie di sviluppo in materia di e-mobility. A patto, avverte Volkswagen, che economia, politica ed industria uniscano le rispettive forze. “Volkswagen è convinta che sia necessario in questo contesto un maggiore impegno da parte della politica. Le condizioni necessarie per lo sviluppo rapido dell’infrastruttura devono essere poste tempestivamente, per esempio attraverso l’adeguamento delle legislazioni edili e di locazione, oppure l’ampliamento delle misure di finanziamento per le infrastrutture di ricarica in prossimità degli spazi di parcheggio privati e pubblici”. Osserva, a questo proposito, Thomas Ulbrich: “La mobilità elettrica in Germania ha il potenziale di diventare una vera storia di successo. Se l’economia e la politica unissero le loro forze, potremmo affrontare rapidamente la sfida dell’infrastruttura di ricarica. Allo stesso modo, possiamo gestire la trasformazione strutturale nella nostra industria lavorando insieme”.

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