La mobilità elettrica nel futuro di quasi tutti i costruttori

Programmi di sviluppo in tema di elettrificazione, guida autonoma, digitalizzazione e servizi connessi: VAG prepara la nuova mobilità. Un tema che interessa tutti i big player europei.

La mobilità elettrica nel futuro di quasi tutti i costruttori

di Francesco Giorgi

21 Novembre 2018

Nelle scorse ore, l’annuncio del “big deal” Volkswagen all’insegna delle nuove strategie di elettrificazione (qui un nostro approfondimento) ha suscitato notevole clamore nell’intero comparto automotive. Per l’entità degli investimenti (44 miliardi di euro da “spalmare” da qui al 2023: in pratica come… una Legge Finanziaria), e per le nuove tecnologie rivolte alla definizione della prossima mobilità eco friendly. Un maxi-progetto che, come espresso dal numero uno Herbert Diess, è finalizzato non soltanto al riposizionamento del Gruppo VAG nel settore della elettromobilità (o, in senso più ampio, della mobilità elettrificata), ma anche in previsione del ruolo sempre più “centrale” che gli strumenti hi-tech assumeranno nel panorama automobilistico in un’ottica a medio-lungo termine: dunque, interventi nelle tecnologie di guida autonoma, nei servizi di digitalizzazione e di mobilità; last but not least, la riconversione di alcuni degli stabilimenti di produzione, finalizzata all’assemblaggio dei nuovi modelli “zero emission”. Verrebbe da pensare, con una punta di malizia, che un certo incremento allo sviluppo dell’elettrificazione derivi dal “Dieselgate”, lo scandalo sulle emissioni degli ossidi di azoto che al principio dell’autunno 2015 si abbatté come una scure sul comparto auto mondiale (e su Volkswagen in particolare) e da allora viene considerato “evento-spartiacque” fra due fasi di sviluppo dell’elettrificazione.

I progetti VW sono, ovviamente, finalizzati a mantenere competitività per il Gruppo con attenzione ai ricavi ed ai volumi di vendita. Anche per questo è stato annunciato che la produzione di alcuni modelli, anche appartenenti a “marchi” differenti, sarà centralizzata (per fare un esempio: Volkswagen Passat, dal 2023, non sarà più assemblata ad Emden, ma a Kvasiny, in Repubblica Ceca, dove già avviene la produzione di Skoda Superb e Skoda Kodiaq che condividono l’impostazione meccatronica con Passat). Volkswagen I.D., la berlina che nel 2020 – con produzione a Zwickau – inaugurerà la lineup I.D. sul mercato allestita sulla medesima piattaforma modulare MEBModularer Elektrischebaukasten (le varianti “zero emission” Audi e Porsche, dal canto loro, saranno sviluppate sul pianale PPE-Premium Platform Electric frutto di un engineering congiunto fra le due Case costruttrici), verrà proposta su prezzi a partire da 23.000 euro.

I recenti annunci Volkswagen pongono in essere, dal punto di vista dei nuovi progetti sui taccuini delle proprità per i principali Gruppi automotive finalizzati alla mobilità di un futuro sempre più vicino, un ulteriore tassello verso una nuova era storica dell’autoveicolo: si parlerà a lungo, nei decenni a venire, di questa fase evolutiva dell’auto, che nei prossimi mesi – ovvero nel 2019 – porterà sul mercato alcuni dei modelli recentemente annunciati (da MINI elettrica a Mercedes EQC, dalla variante elettrica di Peugeot 208 alla “cugina” zero emission allestita su Opel Corsa attesa per il 2020; e ancora: Audi e-tron, la nuova generazione di Renault Zoe, la berlina 100% elettrica Polestar 2, che seguirà la recente coupé Polestar 1 a propulsione ibrida, e per la quale il marchio creato dalla partnership Volvo-Geely si candida ad un ruolo di competitor nei confronti di Tesla Model 3; a Porsche Taycan). Fra i programmi più recenti messi in atto dalle Case auto europee, la strategia di sviluppo dell’elettrificazione per Daimler AG si concretizza con il via ai programmi Mercedes EQ, il cui modello-battistrada EQC è stato recentemente presentato ed entrerà sul mercato verso la metà del prossimo anno; e, sul fronte veicoli commerciali, c’è l’impegno verso lo sviluppo di una lineup truck, anticipata nei mesi scorsi per il mercato USA. La strategia di Stoccarda di elettrificazione si articola, in sintesi, su una serie di “voci-chiave”: completamento delle linee di produzione da dedicare ai nuovo modelli “zero emission” (da Rastatt a Sindelfingen, a Tuscaloosa alla Cina in virtù della joint venture con BAIC che ne produrrà la stessa EQC per il mercato cinese); almeno una variante 100% elettrica per ciascun modello di gamma Mercedes, entro il 2022, in modo da offrire una cinquantina di nuove proposte a basse (o del tutto assenti) emissioni: nuove varianti elettriche, ibride plug-in e mild hybrid con sistemi 48V; almeno dieci miliardi di euro, da “spalmare” nei prossimi anni, per lo sviluppo dell’auto elettrica, ed oltre un miliardo di euro pronto per un aumento delle linee di produzione batterie (già operative in cinque siti su tre Continenti). A Monaco di Baviera, i vertici Bmw – nei giorni scorsi è stata anticipata la novità ibrida plug-in Bmw 330e – proseguono la propria corsa verso la mobilità elettrificata per il marchio capogruppo (a Dingolfing, complesso dal 2015 specializzato nella produzione di componenti di propulsione per la lineup ibrida plug-in Bmw, avverrà anche la produzione di moduli powertrain per Bmw ix3, Bmw i4, Bmw iNext nonché MINI elettrica). La “big alliance” Renault-Nissan-Mitsubishi è, da diversi anni, in prima linea nella definizione di strategie di elettrificazione: fra gli ultimi risultati comunicati (in ordine di tempo), è notizia di questi giorni un progetto di investimento, da attuare attraverso il fondo di venture capital Alliance Ventures, nella factory californiana Enevate Corporation, specializzata nel settore delle batterie agli ioni di litio HD-Energy ad elevato contenuto di silicio, in grado di offrire performance nettamente superiori, rispetto ai “tradizionali” accumulatori con grafite, in termini di tempi di ricarica, densità energetica, funzionamento alle basse temperature e costi inferiori. Da PSA Groupe, entro il 2020 si prevede il “lancio” di quindici novità elettrificate (otto delle quali a propulsione ibrida plug-in, le restanti sette ad alimentazione 100% elettrica): da DS 7 Crossback E-TENSE 4×4, a Peugeot 3008, 508 e 508 SW plug-in, a Citroën C5 Aircross ed Opel Grandland X; e, sul fronte “zero emission”, a DS 3 Crossback E-TENSE. L’obiettivo è di giungere entro il 2025 a disporre di una variante elettrica per tutti i modelli che comporranno la lineup PSA. Volvo, dal canto suo, al Salone di Pechino della scorsa primavera aveva annunciato una strategia di elettrificazione rivolta al raggiungimento, entro il 2025, di una quote del 50% del proprio fatturato attraverso nuovi modelli elettrici.