Mazda MX-30: consigli dei tecnici su ottimizzazione della batteria, guida e utilizzo dell’auto elettrica

La “rivoluzione a zero emissioni” richiede un approccio differente rispetto a come intere generazioni di automobilisti sono state abituate: gli esperti Mazda affrontano l’argomento mettendo a disposizione una serie di “tips & tricks” che permettono di conoscere più obiettivamente il mondo dell’auto elettrica.

L’auto elettrica è da tempo al centro dell’attenzione a livello globale. E c’è da giurarci che soprattutto nel futuro il comparto “zero emission” assumerà un ruolo sempre più di primo piano. L’evoluzione dovrà puntare su fattori essenziali, come ad esempio lo sviluppo delle tecnologie di ricarica (e la diffusione delle infrastrutture) derivate soprattutto da fonti rinnovabili, la capacità d’acquisto, i costi di gestione del veicolo.

Nel frattempo, i principali Costruttori (che dal canto loro evolvono verso identità corporate improntate sul diventare fornitori di servizi per la mobilità in senso più ampio) hanno già dato vita alle proprie strategie di elettrificazione, che nel caso di Mazda (orientata sul programma “Sustainable Zoom Zoom 2030” che prevede alla fine di questo decennio una lineup per un quarto totalmente elettrica, ed elettrificata per il restante 75%) si sono aperte con il lancio di MX-30, primo modello interamente elettrico per il marchio di Hiroshima.

“Avviamento alla conoscenza”

Il “colosso” giapponese, che da sempre fa leva su una spiccata personalità in fatto di progettazione, design e tecnologie, ha di recente dato il via ad una campagna di informazione sui “perché” ed i “come” dell’auto elettrica. Un mondo che è bene conoscere, in relazione alle sostanziali novità che porta in dote. Proprio per far sì che non diventi una “moda”, ma sia in grado di accompagnare, con la necessaria consapevolezza da parte degli utenti, la vita quotidiana. Per questo, è opportuno sapere con precisione di cosa si tratta quando si parla di e-mobility privata: ed ecco, in una sessione video aperta agli stessi utenti (un “e-talk”, moderato da Claudio Di Benedetto, responsabile Marketing e PR di Mazda Italia, e con la partecipazione dell’ingegnere Luca Capomacchia) il focus sulla “usability” del veicolo a zero emissioni, i consigli su come ottimizzare l’autonomia, indicazioni su come sfruttarne al meglio la guida ed in generale l’impiego del veicolo.

Dettagli di alimentazione

Batteria e capacità

La batteria rappresenta il cuore del modulo di propulsione di qualsiasi auto elettrica. Si tratta, quindi, di un argomento particolarmente sensibile, e che fornisce tante risposte quante sono le caratteristiche di guida.

“Il sistema di accumulo è fondamentale, anche in rapporto alla guidabilità del veicolo. Per questo, su Mazda MX-30, così come sulla grande maggioranza delle auto elettriche di nuova generazione, la batteria viene collocata nella zona inferiore del corpo vettura”.

Differenza fra kW e kWh

“Il kilowatt indica l’unità di misura della potenza, mentre il kilowatt/ora rappresenta l’unità di misura della capacità. Per Intenderci: se 1 kW è la potenza effettivamente espressa da un sistema, 1 kWh è il quantitativo di potenza ‘pagata’ ogni ora al fornitore di energia”.

Superare l’”ansia da autonomia”

Mazda MX-30 dispone, di serie, di un on-board charger (OBC) che supporta fino a 6,6 kW di ricarica in ingresso a corrente alternata, e con una Wallbox (installabile nel garage di casa e ideale per chi percorra più di 100-120 km al giorno) in circa cinque ore si ottiene una ricarica completa. I costi per un “pieno” domestico non cambiano (circa 8 euro). Una ricarica rapida (50 kW, tramite connessione CCS) permette di ottenere fino all’80% di energia elettrica in 30-40 minuti.

35 kWh di capacità sono tanti, pochi o sufficienti?

“Lo studio sulla capacità utile dell’accumulatore nasce da precise analisi tecniche. Per MX-30, gli ingegneri Mazda hanno optato per un sistema da 35,5 kWh in ordine a determinare un’ideale ottimizzazione fra praticità, peso e sostenibilità. Adottare una batteria troppo grande avrebbe significato utilizzare un componente che, non va dimenticato, produce inquinamento già in fase di produzione: è quindi necessario adottare gli accorgimenti opportuni, nelle fasi di assemblaggio, per far sì che le emissioni di CO2 siano quanto più basse possibile. Inoltre, costituisce un valido compromesso in termini di autonomia”.

Mazda MX-30 “fa” 200 km: bastano per stare tranquilli?

“Le statistiche indicano che gran parte degli automobilisti utilizzano, in media, la propria vettura per non più di 50 km al giorno, ed i tassisti che operano a Milano e Roma percorrono quotidianamente circa 180 km. La risposta è quindi presto fatta: in relazione all’uso quotidiano, un’auto elettrica da 200 km di autonomia è ideale. Del resto, la mobilità elettrica ha avuto un ruolo importante: agli albori dell’automobilismo, erano proprio le elettriche ad andare per la maggiore; un’auge che, dopo più di un secolo, si è rinnovata nella nuova generazione di veicoli proprio grazie allo sviluppo dei sistemi di accumulo”.

Come capire se un’auto elettrica è adatta alle proprie esigenze?

“La e-mobility si rivela un’utile alleata quando l’approccio del consumatore avviene in maniera obiettiva: è bene, cioè, ragionare in prima analisi sui propri bisogni in materia di autovettura. Anche per questo, il portale online di Mazda Italia propone a tutti gli utenti una sezione ad hoc per la conoscenza dell’auto elettrica, con diversi video tutorial ed un utile questionario che permette di determinare, in base alle risposte date, se la e-mobility costituisca la migliore soluzione per le specifiche esigenze di ciascuno”.

Si potrebbero impiegare diversi livelli di potenza delle batterie: perché Mazda non adotta questa strategia?

“Si tratta dei motivi di giusto compromesso detti più sopra. Anzi: bisognava anche tenere conto della sostenibilità: occorre in effetti minimizzare le emissioni di CO2 per la lotta al riscaldamento globale. Per come le batterie sono realizzate oggi, un accumulatore più grande potrebbe risultare controproducente a livello di emissioni in fase di produzione. È un po’ come nelle escursioni a piedi: per una passeggiata di un’ora all’aria aperta, ci si porta dietro un bottiglione da cinque litri di acqua oppure si ottimizza la scorta nello zainetto in base alle proprie necessità, magari optando per una più leggera bottiglia da un litro?”.

Quali fattori influenzano l’autonomia di un’auto elettrica? Ci sono differenze di funzionalità delle batterie in base alla stagione?

“Le temperature esterne non incidono sulle percorrenze dell’auto elettrica. Le differenze ci sono, ma non si riferiscono all’autonomia in se, quanto in relazione all’utilizzo dei servizi di bordo attivati. Facciamo un esempio: l’impiego del condizionatore assorbe energia dalla batteria, quindi riduce l’autonomia del veicolo. Per questo, si consiglia di utilizzarlo in maniera ottimale, magari approfittando delle funzionalità di pre-riscaldamento e pre-climatizzazione. Una funzione di cui si può disporre in due differenti modalità: con programmazione tramite il display centrale, oppure con l’applicazione per smartphone MyMazda App per la gestione da remoto di un ampio catalogo di servizi di bordo”.

Si può aumentare la potenza dell’OBC per ricaricare le batterie più velocemente?

“L’on-board charger nasce per una potenza di 6,6 kW. Al momento non è possibile ‘elaborarlo’ per aumentarne la potenza di trasferimento dell’energia. In effetti, questo avrebbe poco senso: il flusso va calibrato in funzione della capacità degli accumulatori: nella fattispecie 35,5 kWh. Si tratta, è bene ricordarlo, di valori che permettono di avere a disposizione le batterie cariche, partendo da un 30% residuo, in due ore”.

Sarà possibile, più avanti, aggiornare la ricarica fast?

“Vale quanto detto qui sopra: le tecnologie di carica progettate da Mazda sono adeguate alla capacità della batteria. Al momento, upgrade sulle vetture già prodotte non sono disponibili: arriveranno sicuramente ulteriori evoluzioni a seconda dello sviluppo delle proposte di gamma, tuttavia è difficile fare previsioni per il futuro. È certo che l’attenzione punterà su architetture e voltaggi maggiori più che sulla capienza, senza per questo ‘esagerare’ riguardo alle dimensioni fisiche degli accumulatori che andrebbero ad incidere negativamente sul peso del veicolo. Siamo, questo è certo, in fase di transizione”.

Si segnala, a questo proposito, che è recente la notizia di un prossimo aggiornamento del sistema di alimentazione di Mazda MX-30 con un dispositivo range extender per mezzo di un motore rotativo tipo Wankel (una delle tecnologie che hanno contribuito al marchio di Hiroshima di farsi conoscere a livello mondiale). La novità, che vedremo nel 2022, agisce sull’autonomia del veicolo anziché sulla motricità: si stima una percorrenza complessiva nell’ordine di 400 km, e questo costituirebbe un ulteriore atout alla “usability” del compact-SUV a zero emissioni giapponese.

Aumentare l’autonomia dell’auto elettrica

Una sostanziale differenza fisica fra auto elettrica e auto a combustione “tradizionale” consiste nel fatto che con la prima si può recuperare ciò che, a livello di energia, l’alimentazione endotermica spreca. Perché avviene questo?

“Per l’energia cinetica, che un veicolo benzina o diesel ‘convenzionale’ elimina durante le fasi di frenata, non potendo più servirsene. Per un principio di conversione cinetico-elettrico, invece, un veicolo a zero emissioni recupera l’energia cinetica durante le fasi di rallentamento, rigenerandola (energia rigenerativa). In aiuto alla funzione di recupero dell’energia, Mazda MX-30 dispone di due levette, collocate in corrispondenza del volante, che permettono di selezionare cinque livelli di rigenerazione energetica. È peraltro importante tener presente che il rallentamento con il freno-motore, cioè senza agire sull’impianto frenante, costituisce la migliore modalità in ordine all’ottimizzazione dell’energia”.

La guida dell’auto elettrica: ottimizzare l’energia

Con l’auto elettrica, bisogna andare “piano”?

“La guida di un veicolo elettrico dev’essere, più che limitata nella velocità in se, ‘lungimirante’. Significa, in buona sostanza, anticipare le manovre in ordine a favorire il recupero dell’energia. Per fare alcuni esempi: man mano che ci si avvicina ad un semaforo, è bene rallentare in maniera costante e graduale, proprio per il fatto che eseguire in modo progressivo e ottimale le consuete azioni di comando sul veicolo è meglio che agire ‘all’ultimo momento’, in quanto si aiuta il recupero rigenerativo. Nel caso della normale marcia, è consigliabile sfruttare il ‘veleggiamento’ del veicolo: un leggero alleggerimento del piede sull’acceleratore permette alla vettura di procedere per inerzia, dunque si impiega meno energia dalle batterie per la sua alimentazione. In ultimo, un’indicazione riguardo al consumo energetico fra guida in città ed extraurbana: l’auto elettrica consuma allo stesso modo. A differenza che nei motori a combustione, la guida cittadina risulta più vantaggiosa proprio perché maggiori sono le occasioni di sfruttare il recupero dell’energia”.

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