Singapore: stop alla vendita di auto benzina e diesel dal 2040

Dopo la Gran Bretagna, anche Singapore pianifica di fermare le vendite di auto a motore termico entro i prossimi anni.

La dismissione dei motori alimentati tramite combustibili fossili procede imperterrita e dopo la Gran Bretagna, che un paio di settimane fa ha annunciato l’intenzione di mettere al bando dal 2035 le vetture a benzina, diesel e ibride in favore di quelle completamente elettriche, adesso è il turno di Singapore.

Auto a benzina e diesel: dopo il Regno Unito, stop anche a Singapore

Il piccolo stato asiatico ha dichiarato infatti di voler eliminare i veicoli inquinanti entro il 2040, una data in cui non dovrebbero più essere commercializzate automobili con motore termico. A confermare la volontà di Singapore è stato il Ministro delle Finanze, Heng Swee Keat, che ha sottolineato la scelta di eliminare gradualmente i modelli a combustione interna in modo da arrivare ad avere in circolazione, entro vent’anni, solo o principalmente veicoli alimentati con energia pulita.

A spingere Singapore verso questa direzione sono le paure per le conseguenze del cambiamento climatico. A causa dell’innalzamento dei mari dovuto allo scioglimento dei ghiacciai, infatti, la città-stato asiatica potrebbe subire degli ingenti danni alle proprie coste, tanto da aver convinto il Governo ad investire diversi miliardi nel tentativo di arginare il più possibile la minaccia ambientale.

Tra le misure che si vorrebbero adottare c’è anche l’incentivazione della mobilità elettrica, un obiettivo che sarà perseguito non solo tramite il bando delle vetture a benzina e diesel, ma anche per mezzo dell’ampliamento della rete di ricarica elettrica.

Inquinamento e cambiamenti climatici: tra paure e soluzioni

Con un clima sempre più caldo e imprevedibile, le paure per le conseguenze sulla vita e sull’economia stanno convincendo i governi di tutto il mondo a prendere decisioni drastiche nel campo dei trasporti. La diffusione della propulsione a zero emissioni va saggiamente incoraggiata e stimolata, ma senza un’efficace politica che promuova la produzione di energia elettrica pulita, la diffusione dei veicoli a batteria rischia di essere del tutto inefficace.

Il rischio in questione è che con la diffusione dei veicoli elettrici e con il conseguente aumento della domanda di energia necessaria per l’autotrazione si ottenga solamente il risultato di spostare il problema delle emissioni dalle città, in cui si muovono ogni giorno la maggior parte dei veicoli, alle aree in cui sono ubicate le centrali elettriche (ancora molte di esse sono alimentate con elementi altamente inquinanti come carbone e combustibili fossili) destinate produrre l’energia.

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