Auto ibride, in Italia arriva la classificazione per emissioni di CO2

Una circolare della Motorizzazione civile suddivide i veicoli ibridi in tre gruppi in base alle emissioni.

Lo stato italiano fino ad oggi ha messo le auto ibride in un grande calderone, considerandole tutte uguali. Adesso però le cose sono cambiate in maniera radicale, infatti il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha deciso di dire stop alle ibride generiche, studiando una inedita suddivisione dedicata a questo tipo di vetture elettrificate, realizzata in base ai differenti livelli di emissioni nocive dichiarati dai costruttori.

Una circolare della Motorizzazione pone fine alle ibride generiche

In una circolare ufficiale diffusa dalla Motorizzazione civile si legge: ”Tenuto conto che le emissioni di CO2 costituiscono un parametro oggettivo, certo, verificabile e non contestabile, appare congruente con gli obiettivi del Piano di azione per il miglioramento della qualità dell’aria classificare, ai fini dell’incentivazione, i veicoli ibridi, che dalle norme di omologazione sono così definiti, attraverso il valore di CO2 rilevato in fase di omologazione riportato al punto V.7 della carta di circolazione”.

Bisogna inoltre sottolineare che questa suddivisione premierà ovviamente le ibride plug-in, ovvero quelle auto ibride che vantano una batteria ricaricabile alla spina che permette al veicolo di percorrere qualche decina di chilometro in modalità 100% elettrica.

Le auto ibride suddivise in tre differenti gruppi

Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha quindi suddiviso i veicoli ibridi in tre differenti gruppi:

  • Auto ibride del Gruppo I (CO2 fino a 60 g/km)
  • Auto ibride del Gruppo II (CO2 da 61 a 95 g/km)
  • Auto ibride del Gruppo III (CO2 oltre i 95 g/km)

Fa fede la carta di circolazione

Come sottolineato nella circolare della motorizzazione riportata in precedenza, sarà necessario, almeno per il momento, fare riferimento al valore riportato al punto V.7 della Carta di circolazione. Bisogna inoltre sottolineare che fino al 31 dicembre 2020 questo valore si riferisce al ciclo di omologazione Nedc misurato, o in alternativa al ciclo Nedc correlato per i veicoli omologati Wltp.

Dal 2021 si cambia di nuovo

Per quanto riguarda le automobili che saranno omologate dopo l’1 gennaio 2021, dove il dato del punto V.7 della carta di circolazione sarà riferito al ciclo di prova Wltp, quasi sicuramente i valori della classificazione saranno rimodulati ad hoc.  Infatti, la circolare specifica inoltre che: “si fa riserva di rimodulare i valori limite di CO2 dei gruppi su indicati per tenere conto delle conseguenti variazioni dovute al nuovo ciclo di prova.”

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