Dacia, nuove Spring e Striker: elettrico e ibrido da 17.900 euro
Dacia cambia passo, ma non rinuncia alla sua filosofia: offrire automobili pratiche, con prezzi accessibili e costi di utilizzo contenuti. Al Salone di Parigi il marchio ha messo in evidenza due modelli molto diversi tra loro, la nuova Spring e la Striker, che raccontano come si sta evolvendo la gamma. Da una parte c’è una piccola elettrica pensata soprattutto per gli spostamenti quotidiani, dall’altra un crossover di segmento C che punta su motorizzazioni ibride, GPL e trazione integrale. Due strade differenti, accomunate dall’obiettivo di rendere le nuove tecnologie disponibili a un pubblico più ampio. E con prezzi che partono da 17.900 euro per la Spring, mentre la Striker promette un listino d’ingresso inferiore a 25.000 euro.
Dacia Spring, 250 km di autonomia e prezzi da 17.900 euro
La nuova Dacia Spring rappresenta il lato completamente elettrico della strategia del costruttore.
La seconda generazione introduce aggiornamenti importanti, a cominciare dal motore, che sviluppa una potenza di 80 CV.
Ad alimentarlo troviamo una batteria con chimica LFP, cioè litio-ferro-fosfato, dalla capacità di 27,5 kWh.
Si tratta di una tecnologia che rinuncia a materiali come nichel e cobalto nella composizione del catodo e che viene utilizzata sempre più spesso sulle elettriche orientate al contenimento dei costi.
L’autonomia dichiarata è di 250 chilometri nel ciclo misto WLTP, mentre il consumo energetico omologato si attesta a 12,7 kWh ogni 100 chilometri.
Numeri che descrivono abbastanza chiaramente la destinazione d’uso della Spring.
Non è un’auto progettata per affrontare lunghi viaggi autostradali senza soste, ma una soluzione pensata soprattutto per la città, i tragitti casa-lavoro e gli spostamenti quotidiani.
Naturalmente, l’autonomia effettiva dipenderà da diversi fattori, tra cui temperatura esterna, velocità, stile di guida e utilizzo del climatizzatore.
Per quanto riguarda la ricarica, la Spring supporta la corrente continua fino a 50 kW.
Secondo i dati dichiarati, per passare dal 15 all’80% della batteria servono circa 28 minuti, nelle condizioni previste per la misurazione.
Un dato utile soprattutto per chi non può ricaricare sempre a casa e deve affidarsi occasionalmente alle colonnine pubbliche.
La produzione è prevista in Slovenia, mentre la gamma comprende due allestimenti.
La Spring Expression parte da 17.900 euro, mentre per la più accessoriata Journey il prezzo sale a 19.500 euro.
Con questo modello Dacia vuole continuare a presidiare la fascia delle elettriche economiche, un mercato destinato a diventare sempre più competitivo.
La prima generazione, arrivata nel 2021, ha superato le 210.000 unità vendute in oltre 40 Paesi.
E la nuova Spring rappresenta soltanto il primo tassello di un programma più ampio: Dacia prevede di lanciare quattro modelli completamente elettrici entro il 2030.
Dacia Striker, il nuovo crossover punta su ibrido e GPL
Se la Spring guarda alla mobilità urbana a zero emissioni allo scarico, la Dacia Striker segue una filosofia differente.
Il nuovo crossover misura 4,62 metri di lunghezza ed è destinato ad ampliare la presenza del marchio nel segmento C.
La scelta più interessante riguarda le motorizzazioni. Invece di puntare esclusivamente sull’elettrico, Dacia propone diverse soluzioni elettrificate per rispondere alle esigenze di automobilisti che percorrono distanze e utilizzano l’auto in modi differenti.
Tra le versioni annunciate troviamo la mild hybrid-G 140, che abbina un motore turbo benzina a tre cilindri da 1,2 litri a un sistema ibrido leggero a 48 volt.
La particolarità è la doppia alimentazione benzina-GPL.
In questo modo il conducente può utilizzare il gas per contenere la spesa del carburante, senza rinunciare alla possibilità di rifornirsi di benzina.
Il sistema mild hybrid, invece, fornisce un supporto elettrico al motore termico, contribuendo all’efficienza ma senza trasformare la vettura in un’ibrida capace di percorrere normalmente lunghi tratti con il solo motore elettrico.
La Striker mild hybrid-G 140 sarà disponibile con cambio manuale oppure automatico a sei rapporti.
Secondo i dati dichiarati, utilizzando il GPL le emissioni di CO2 risultano inferiori di circa il 10% rispetto a quelle di un motore benzina equivalente non ibrido.
Al vertice della gamma si colloca la hybrid 155, dotata di un motore benzina da 1,8 litri, due unità elettriche e una batteria da 1,4 kWh.
Il sistema è abbinato a un cambio automatico elettrificato e permette di partire sempre in modalità elettrica.
In ambito urbano, secondo Dacia, la vettura può viaggiare fino all’80% del tempo senza utilizzare il motore a benzina, con emissioni di CO2 allo scarico inferiori a 100 g/km nel ciclo di omologazione.
Attenzione, però: l’80% si riferisce al tempo di guida in città, non necessariamente alla distanza percorsa.
Una distinzione importante per interpretare correttamente le prestazioni di un sistema full hybrid, che recupera energia durante le decelerazioni e utilizza il motore elettrico soprattutto nelle situazioni più favorevoli.
Per chi cerca maggiore motricità arriva anche la hybrid 150 4×4.
Questa versione combina un motore mild hybrid da 140 CV sull’asse anteriore con un’unità elettrica da 31 CV al posteriore, per una potenza complessiva dichiarata di 150 CV.
La presenza del motore elettrico posteriore consente di gestire la trazione integrale in modo automatico, attivandola quando le condizioni del fondo lo richiedono.
Il sistema permette inoltre di viaggiare anche in modalità completamente elettrica con la sola trazione posteriore, quando le condizioni operative lo consentono.
Una soluzione che può risultare utile su fondi a bassa aderenza, senza richiedere necessariamente un collegamento meccanico tradizionale tra i due assi.
La gamma Striker comprenderà complessivamente quattro motorizzazioni, anche se per una di queste non sono stati forniti ulteriori dettagli tecnici.
Dacia cambia strategia: più scelta senza rinunciare ai prezzi accessibili
La novità più significativa non riguarda soltanto i singoli modelli, ma il modo in cui Dacia sta organizzando la propria offerta.
La casa non sembra voler imporre un’unica tecnologia a tutti gli automobilisti.
L’elettrico viene proposto soprattutto dove può risultare più conveniente nell’utilizzo quotidiano, come nel caso della Spring, mentre sulle vetture più grandi rimane spazio per benzina, GPL e diverse forme di ibridizzazione.
È una strategia che tiene conto di esigenze concrete.
Chi percorre pochi chilometri al giorno e dispone di una possibilità di ricarica può trovare interessante una piccola elettrica.
Chi utilizza spesso l’auto per viaggi più lunghi potrebbe invece preferire una motorizzazione ibrida o bifuel, soprattutto se non vuole dipendere dalla disponibilità delle colonnine.
E per chi vive in zone montane o affronta frequentemente strade con scarsa aderenza, la trazione integrale elettrificata della Striker rappresenta un’alternativa da valutare.
Resta poi il tema dei prezzi, da sempre centrale per Dacia.
La Spring parte da 17.900 euro, mentre per la Striker è stato annunciato un prezzo d’ingresso inferiore a 25.000 euro.
Per il crossover, però, bisognerà attendere il listino completo per capire quanto costeranno le singole motorizzazioni e quali equipaggiamenti saranno inclusi.
Anche consumi reali, comfort e comportamento su strada dovranno essere valutati attraverso le prove dei modelli definitivi.
La direzione, comunque, è chiara: Dacia vuole ampliare la scelta delle motorizzazioni senza abbandonare il proprio posizionamento economico.
Spring e Striker mostrano due facce della stessa strategia: una punta sull’elettrico accessibile, l’altra sulla flessibilità di ibrido, GPL e trazione integrale.
Sarà soprattutto il rapporto tra prezzi, consumi effettivi e dotazioni a stabilire quanto queste novità riusciranno a convincere gli automobilisti italiani.
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