Peugeot 504 Coupé e Cabriolet: 50 anni di stile, eleganza e sportività

Si sentivano a proprio agio nelle “soirée” a teatro ma non disdegnavano di… sporcarsi le ruote nei duri rally africani: storia ed epopea di due modelli-simbolo per Peugeot. Che ora rivivono con e-Legend Concept.

Peugeot 504 Coupé e Cabriolet: 50 anni di stile, eleganza e sportività

di Francesco Giorgi

24 Maggio 2019

Nell’automotive, come in molti altri ambiti dell’industria e del commercio, sono le cifre che contano. E i numeri dicono che in più di trent’anni di produzione (anzi, quasi quaranta: dal 1968 al 1983 in Europa; e addirittura fino al 2005 al di fuori del Vecchio Continente, grazie ad una fortissima domanda: nello specifico, in Argentina dove rimase in listino fino a tutto il 1999, ed in Nigeria dove venne prodotta addirittura fino al 2005), Peugeot 504 ha rappresentato e tuttora esemplifica, per il marchio di PSA Groupe, uno dei più solidi punti fermi della sua articolata storia industriale. Poco meno di 3.700.000 unità complessivamente prodotte fanno della berlina di fascia medio-alta che nel 2018 ha festeggiato i cinquant’anni dal debutto, il terzo modello più prolifico di sempre (superata, in questo, soltanto dalla bestseller assoluta Peugeot 205 e dalla “erede” 206). Circa 30.000 esemplari fanno parte della altrettanto fortunata (in relazione alla particolare “nicchia” di appartenenza) serie Coupé e Cabriolet, la cui impostazione di stile fu anche in questi casi affidata alla “matita” di Pininfarina, a conferma dello stretto legame fra il marchio di Sochaux e la Carrozzeria torinese.

Tutto ebbe inizio a Ginevra 1969

Le derivate sportive di Peugeot 504 fecero la propria comparsa, cinquant’anni fa, in occasione del Salone di Ginevra 1969. Rispetto alla berlina, Peugeot 504 Coupé e 504 Cabriolet mettevano in evidenza un corpo vettura completamente nuovo (rimanevano invariati soltanto il parabrezza, la linea delle porte ed il lunotto), rispondente ad una precisa richiesta di eleganza formale, con soltanto il caratteristico “taglio” spiovente di coda (peraltro appena “accennato”) che denunciava la discendenza da 504 berlina. Gruppi ottici (anteriori e posteriori), calandra, montanti e profilo laterale vennero complessivamente ridisegnati. Anche il passo fu accorciato: da 2.740 mm a 2.550 mm.

Peugeot 504 Coupé e Cabriolet: versioni ed evoluzioni

Al momento del debutto, la motorizzazione era unica: il 1.8 benzina quattro cilindri ad iniezione meccanica Kugelfischer –derivato da quello che aveva già provveduto ad equipaggiare la variante berlina – da 97 CV, abbinato al medesimo cambio a quattro rapporti che per motivi di immagine venne collocato sul pavimento anziché al volante. Già nel 1970, tuttavia, l’unità motrice di 504 Coupé e Cabriolet venne sostituita: al posto del 1.8 iniezione arrivò la versione successiva da 2 litri (sempre ad iniezione) che sviluppava 104 CV; contestualmente fece la propria comparsa un nuovo cambio automatico a tre rapporti, ordinabile in alternativa al tipo manuale: sarebbe rimasto disponibile per entrambe le versioni soltanto per poco più di due anni: nel 1973, la trasmissione automatica venne eliminata dal catalogo componenti a richiesta di 504 Cabriolet, e da quel momento rimase in opzione esclusivamente per 504 Coupé.

Dopo un “facelift” (1974) che riguardò il disegno dei gruppi ottici ed il layout abitacolo e, dal punto di vista meccatronico, vide il debutto del V6 PRV (frutto di un progetto congiunto Peugeot-Renault-Volvo) da 2.664 cc per 136 CV che sostituì il 2 litri, quest’ultimo tornò in produzione, quattro anni dopo, per esaudire le numerose richieste, ma “riveduto e corretto” nell’erogazione di coppia e nella potenza (che crebbe a 106 CV). Dal canto suo, il più grande V6 venne riprogettato nell’alimentazione, non più a carburatore ma ad iniezione e dalla potenza portata a 144 CV, ed abbinato a un cambio manuale a cinque rapporti. La nuova unità motrice fu tuttavia disponibile soltanto per 504 Coupé.

Testimone raccolto da 406 Coupé e dalla bella e-Concept

Un nuovo restyling estetico (nuova calandra e nuovi paraurti avvolgenti in tinta carrozzeria) e meccanico (cambio a cinque rapporti anche per le versioni 2 litri) messo a punto nel 1980, e la dotazione di cerchi in lega di nuovo disegno per le Coupé V6 (1981) caratterizzarono gli ultimi anni delle eleganti derivate sportive da Peugeot 504, che vennero tolte di produzione nell’estate 1983. La successiva Peugeot coupé, ancora una volta a firma Pininfarina, sarebbe arrivata soltanto 14 anni dopo, con Peugeot 406 Coupé. Una Cabriolet di pari fascia non è mai più stata realizzata.

L’origine stilistica di Peugeot 504 Coupé è stata raccolta, nei mesi scorsi, dall’interessante e futuribile prototipo Peugeot e-Legend Concept (presentato lo scorso autunno al Salone di Parigi 2018: qui il nostro approfondimento), dai vertici di Sochaux considerato come “Il più recente manifesto tecnologico Peugeot per l’auto del futuro.

Peugeot 504 Coupé: vincente nei massacranti rally africani

Pienamente “in sintonia” con l’immagine racing del marchio, la carriera agonistica di 504 Coupé ha segnato pagine importanti per il rafforzamento di immagine Peugeot, in particolar modo riguardo al posizionamento della lineup in alcuni dei mercati-chiave mondiali in cui ha da sempre giocato ruoli di primo piano. Già plurivittoriosa in versione berlina (le vittorie all’East African Safari, poi rinominato Rally Safari, del 1975, del Marocco 1975 e 1976, in Costa d’Avorio-Rallye Bandama 1974 e 1975), che valsero a Peugeot 504 il soprannome di “Regina d’Africa”, la derivata 504 Coupé conquistò vittorie allo stesso Rally Safari (1978, con Jean-Pierre Nicolas), al Costa d’Avorio-Bandama 1976 (Timo Mäkinen ed Henry Liddon) e 1978 (Jean-Pierre Nicolas), cui si aggiunsero numerosi altri piazzamenti di rilievo, fino al Bandama 1981 in cui Guy Frequelin e Jean Todt, in virtù del quinto posto finale, assicurarono all’”armata” Peugeot-Talbot Sport, che aveva affrontato la stagione con la più piccola Talbot Sunbeam Lotus, il titolo mondiale Costruttori.

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