La Volkswagen richiama l’auto, lui la restituisce senza diversi elementi

La casa tedesca rimborsa il veicolo dopo lo scandalo diesel gate, lo statunitense Joe Mayer decide di spillare qualche quattrino in più

La casa tedesca rimborsa il veicolo dopo lo scandalo diesel gate, lo statunitense Joe Mayer decide di spillare qualche quattrino in più

Qualora non crediate che la vita sia una jungla piena di approfittatori individualisti, potete sempre fare una chiacchierata con il signor Joe Mayer di Cincinnati, Usa.

Succede che la Volkswagen, dopo lo scandalo Diesel Gate, richiama il veicolo di Mayer, una Golf Tdi (che non per niente è targata DSLGATE), in cambio di un indennizzo.

Mayer a quel punto cosa fa? Dà un’occhiata ai termini del contratto, nota una postilla che gli fa balenare una idea. Le condizioni del veicolo non influiscono sulla somma corrisposta dalla Volkswagen.

E allora perché non cercare di spillare qualche soldino in più? Come? Semplice. Un bel pomeriggio Mayer si reca a far visita ad un amico. Una grigliata, una birra, una grigliata e una birra. Nel mezzo, lo spappolamento della Golf, di cui resta solo lo scheletro o poco più.

Motore, sedili, ruote, cruscotto, freni, frizioni. Tutto smontato e pronto alla rivendita. “Ero un po’ ubriaco quel giorno, non so se tutti i pezzi sono integri”, avverte Mayer. Perché l’onestà, in fondo, è un valore importante.

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