Volvo P1800 Cyan: restomod in chiave racing e serie limitata

La storica coupé anni 60 adotta motore Volvo S60 TCI del WTCC, 420 CV, carbonio e titanio per i super-appassionati della guida “dura e pura”.

Si chiama “Restomod” la pratica, piuttosto diffusa fra gli appassionati anglosassoni, nord europei e di oltreoceano, che consiste nel prendere un’auto storica ed “attualizzarla”, rielaborandola, con componenti meccatroniche, materiali e tecnologie di nuova generazione. Una vera e propria trasformazione che, in buona sostanza, del modello di origine non conserva che il nome e l’impostazione generale del corpo vettura. Tutto il resto viene “riveduto e corretto”.

Elegante sportiva disegnata da Frua

Un esempio, l’ultimo in ordine di tempo, ha per protagonista la storica Volvo P1800, coupé a tre volumi disegnata dall’atelier italiano Frua che il marchio di Goteborg (da tempo nell’orbita del colosso cinese Geely) produsse in poco meno di 47.500 esemplari fra il 1961 ed il 1972 (di questo modello si ricorda altresì una piacevole “derivata” P1800 ES con carrozzeria di tipo Shooting Brake, realizzata dalla stessa Frua in collaborazione con la Carrozzeria Coggiola e rimasta in listino fra il 1971 ed il 1973).

Ve la ricordate ne “Il Santo”?

Chi possiede più di un capello grigio ricorda la coupé di media cilindrata svedese come co-protagonista della popolare serie TV “Il Santo”, nella quale una P1800 era la vettura personale di Roger Moore-Simon Templar.

Il reparto corse di Geely ci ha messo le mani…

Il prestigio del modello è dunque da tempo ben assodato fra gli enthusiast del marchio svedese, e di auto storiche in generale. Questo, tuttavia, non ha rappresentato un ostacolo per il dinamico staff Cyan Racing, ovvero la Divisione sportiva di Geely precedentemente nota alle cronache sportive come Polestar Racing (nome mantenuto fino a luglio 2015). Sebbene abbia nel tempo mantenuto sempre uno status di struttura privata (è di proprietà dell’imprenditore Christian Dahl), la attuale Cyan Racing costituisce il “braccio agonistico” del Gruppo cinese Geely. Non più soltanto Volvo, dunque, ma anche Lynk & Co (con cui ha conquistato il titolo Wtcr 2019) e Lotus.

L’esemplare di origine è del 1964

Per la singolare operazione di restomod, i tecnici Cyan Racing hanno adottato, quale “base di partenza”, un esemplare di Volvo P1800 del 1964 (il secondo anno di assemblaggio della lineup a Goteborg: precedentemente, la realizzazione delle unità era stata curata dalla inglese Jensen). Tuttavia, il “capitolato” degli interventi è decisamente ampio. Anzi: si può dire radicale.

Prezzo top secret, ma sarà adeguato al lavoro completamente artigianale

L’obiettivo prefissato dai tecnici del reparto corse svedese era chiaro: sviluppare una vettura da proporre in serie limitata per un ristretto numero di superappassionati – il prezzo di vendita, che si presume essere adeguato al lavoro interamente artigianale di rielaborazione, non viene comunicato – facendo ampio ricorso a materiali e tecnologie “new gen” oltre all’ampia esperienza del team nelle competizioni. All’atto pratico, ciò si traduce nell’adozione di componenti in fibra di carbonio ed in titanio, l’unità motrice ripresa pari pari dal Wtcr, un assetto che rivela l’origine “corsaiola” del progetto. Il tutto, realizzato tenendo “ovviamente” d’occhio la bilancia, tanto da mantenere il peso della vettura al di sotto di una tonnellata.

Nobile anche nel motore

Sotto il cofano, Volvo P1800 Cyan porta in dote il motore benzina turbo 2 litri a quattro cilindri da 420 CV a 7.000 giri/min (come dire: una potenza quattro volte superiore rispetto alla elegante coupé degli anni 60) con “zona rossa” del contagiri a quota 7.700, e 455 Nm di coppia massima, che nel 2017 equipaggiava la Volvo S60 TC1 che si aggiudicò il WTCC.

Assetto, ruote, corpo vettura: tutto modificato da cima a fondo

Completamente modificata anche nel telaio, opportunamente irrigidito con l’apposizione di numerosi rinforzi in acciaio e in fibra di carbonio (medesimo materiale composito impiegato per alcune parti della carrozzeria, a sua volta adattata per ospitare un set di cerchi da 8.5×18 e 9.5×18 con pneumatici Pirelli PZero da 335/40 e 265/35), la dinamica di Volvo P1800 Cyan è stata anch’essa sottoposta ad un articolato programma di upgrade. Ciò in quanto, delle sospensioni “di serie”, non c’è più niente: “sotto”, la supercoupé-restomod interamente “Made in Sweden” presenta geometrie da corsa, ovvero doppi bracci (anteriori e posteriori) multiregolabili, e ammortizzatori a regolazione manuale. Anche l’impianto frenante è tutto nuovo: per gestire 420 CV e 455 Nm su un migliaio di kg,è stato necessario ricorrere ad un kit di dischi da 362 e 330 mm (davanti e dietro) con pinze a quattro pistoncini su tutte e quattro le ruote.

È sempre a trazione posteriore

Le ruote motrici, quelle sì, sono rimaste posteriori. Tuttavia, anche l’intero gruppo di trasmissione è stato completamente rimpiazzato da un cambio a cinque rapporti ad innesti “dog leg” (cioè con gabbia di selezione e “prima” in basso), realizzato dallo specialista australiano Holinger, da un albero di trasmissione in fibra di carbonio e da un differenziale autobloccante regolabile. Meglio non chiedere se la dotazione comprenda servofreno, Abs o ausili elettronici alla guida. Molto semplicemente, non c’è niente di tutto questo.

Volvo P1800 by Cyan Racing: la scheda tecnica

Motore

  • Tipo: 2 litri di origine Volvo S60 TC1 WTCC
  • Numero cilindri: 4
  • Aspirazione: sovralimentazione mediante turbocompressore BorgWarner EFR, pressione massima: 2,7 bar
  • Alimentazione: iniezione diretta
  • Alesaggio x corsa: 82 mm x 93,2 mm
  • Rapporto di compressione: 10,2:1
  • Distribuzione: 4 valvole per cilindro
  • Scarico: in acciaio inox; due convertitori catalitici
  • Potenza massima: 420 CV a 7.000 giri/min
  • Coppia massima: 455 Nm a 6.000 giri/min
  • Regime massimo di rotazione: 7.700 giri/min.

Trasmissione

  • Trazione: posteriore
  • Cambio: manuale a cinque rapporti “dog leg”
  • Albero di trasmissione: in fibra di carbonio
  • Differenziale: a slittamento limitato regolabile.

Dimensioni e peso

  • Lunghezza: 4,2 m
  • Larghezza: 1,75 m
  • Altezza: 1,22 m
  • Passo: 2.446 mm
  • Carreggiata anteriore: 1.466 mm
  • Carreggiata posteriore: 1.489 mm
  • Capacità serbatoio carburante: 57 litri
  • Peso a vuoto: 990 kg.

Sospensioni e carrozzeria

  • Avantreno e retrotreno: ammortizzatori regolabili; barre antirollio (anteriore e posteriore) regolabili
  • Geometrie: avantreno a doppi bracci oscillanti; caster, camber e braccetti regolabili. Retrotreno: doppi bracci oscillanti; camber e caster regolabili
  • Scocca: acciaio e fibra di carbonio; elementi di rinforzo in fibra di carbonio; rollbar a gabbia in titanio

Freni e ruote

  • Impianto frenante: dischi da 362×32 mm con pinze a quattro pistoncini all’anteriore; dischi da 330×25,4 mm con pinze a 4 pistoncini al posteriore
  • Cerchi: anteriori da 8.5×18”; posteriori da 9.5×18”
  • Pneumatici: Pirelli PZero da 235/40 R18 anteriori e da 265/35 R 18 posteriori.
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