Carlos Ghosn, la storia della sua fuga potrebbe diventare un film

Secondo indiscrezioni diffuse dal quotidiano Le Monde la storia dell’ex manager potrebbe diventare un avvincente thriller.

Una storia avvincente, dai contorni poco chiari, ricca di presunti intrighi e soprattutto arricchita da una fuga a dir poco rocambolesca. Stiamo parlando delle ultime vicissitudini di Carlos Ghosn, l’ex numero uno dell’Alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi fuggito in Libano dopo essere evaso dagli arresti domiciliari nella sua casa situata nella città di Tokyo, in Giappone.

Un contratto in esclusiva

Secondo le ultime indiscrezioni, Ghosn avrebbe firmato un contratto in esclusiva con la piattaforma di streaming Netflix, con l’obiettivo di realizzare un film sulla storia della sua vita ed in particolare sugli avvenimenti degli ultimi mesi, terminati appunto con una spettacolare fuga dal Giappone, degna di una straordinaria ed avvincente spy story.

La notizia è stata diffusa niente di meno che dal noto quotidiano parigino Le Monde, anche se non è stata confermata o smentita né dalla piattaforma televisiva multimediale e né dai legali dell’ex top manager. In realtà, qualche giorno fa anche l’autorevole New York Times aveva sottolineato un certo interesse proveniente da Hollywood per la storia di Ghosn, inoltre sempre secondo i soliti “rumors”, quest’ultimo sarebbe molto interessato ad un progetto di questo tipo, che potrebbe spostare l’opinione pubblica dalla sua parte e di conseguenza mettere in difficoltà il Governo giapponese, più volte accusato di cospirazione e di violazione dei diritti umani da parte degli avvocati di Ghosn.

L’uomo dalle tre nazionalità

Ricordiamo che il manager è in possesso di tre nazionalità: brasiliana, francese e libanese, inoltre pare avesse un secondo passaporto francese nascosto in una cassaforte che gli avrebbe consentito la fuga in Libano passando dalla Turchia e usufruendo di un jet privato. Il supermanager non rischierebbe l’estradizione perché in Libano, come in Francia, l’estradizione di propri connazionali è esclusa, inoltre il piccolo stato medioorientale non ha nessun accordo di questo tipo con il paese del Sol Levante.

Mandato d’arresto anche per la moglie

Nonostante tutto, la giustizia nipponica sembra non volersi arrendere e la magistratura nipponica ha spiccato un mandato di arresto nei confronti della moglie del manager, Carole Ghosn, accusata di “falsa testimonianza”, mentre il colosso Nissan ha comunicato di voler proseguire con vigore l’azione legale nei confronti del suo ex CEO. Per il momento, però, Ghosn e i suoi cari sembra possano dormire sonni decisamente più tranquilli, preparando allo stesso tempo quella che potrebbe diventare l’arringa di difesa più celebre degli ultimi decenni.

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